venerdì 30 gennaio 2015
La donna della mia vita
Cavolo! tutti i miei amici sono fidanzati ed io no. Me ne sono reso conto lunedì sera,quando alla partita settimanale di calcetto ero solo,ad aspettare che arrivasse qualcun'altro. Ma erano tutti indisponibili: chi al cinema, chi chiuso in casa sul divano,chi al ristorante, ovviamente con la morosa.
La partita non si è fatta, ma nessuno ha nemmeno pensato di annullare la prenotazione. Quindi l'ho dovuta pagare tutta io.
Il proprietario del centro non è la mia donna, eppure ho speso tanti soldi per lui ed il suo campo di merda. Ironia della sorte, sì. Ma a me non pare di star ridendo.
Mentre andavo via comunque pensavo che anche io mi sarei trovato una ragazza entro il lunedì dopo e a mia volta avrei paccato per la partita di calcetto, restandomene a casa oppure andando al cinema, o al ristorante con la mia morosa, e spendendo soldi per lei e non per un vecchio scontroso che non ha neanche voglia di trovarsi dove si trova.
La prima occasione la ebbi ad un incrocio. La mia auto si fermò accanto a quella di una bella ragazza bionda,con degli occhiali dalla montatura rosa che le conferivano un'espressione molto sensuale. O forse tale sembrava a me. Ma che importa?
Ad ogni modo la fissai a lungo, guardando senza essere visto. L'occhio poi mi cadde sul suo seno e li si fermò inesorabilmente.
Mi distrai un attimo e lei mi vide fissarle il seno attraverso i vetri dell'auto. Mi lanciò uno sguardo pessimo, che io non colsi se non nel momento in cui rialzai lo sguardo riuscendo a vincere il terribile sortilegio cui ero mio malgrado sottoposto, e ripartì veloce. Pensai per un secondo di seguirla, ma era persa.
Cercai di non farmi prendere dallo sconforto e dissi a me stesso che una ragazza l'avrei trovata in un batter d'occhio. Bastava che fossi meno impacciato e più sicuro di me, che quindi non fossi altro che me stesso e che non facessi altro che comportarmi in modo naturale. Le donne amano la sicurezza,le fa eccitare. E insomma tutte quelle solite stronzate.
Il giorno dopo, uscii dal lavoro insolitamente presto. Erano le tre di pomeriggio e sul vagone della metropolitana c'erano molte poche persone. Mi resi conto che eravamo solo in due in realtà: io e una ragazza. Abbastanza carina. Ma siccome io non avevo particolari pretese decisi che era la ragazza più bella che mi fosse mai capitata. Cercai quindi il coraggio per qualche secondo. Poi lanciai un urlo nella mia mente, per caricarmi, e, a vagone in movimento, mi alzai per raggiungerla e sedermici vicino, per poi intavolare un discorso brillante, acuto e insomma tutte quelle cose fighe da film.
Feci solo pochi passi quando il convoglio frenò bruscamente e mi ritrovai disteso per terra, senza più il coraggio nemmeno di guardarla. Ero ancora single e un altro lunedì sera si avvicinava. Dovevo a tutti i costi far qualcosa, perchè non volevo spendere un'altra serata con il vecchio proprietario del campo e dovere pagare di nuovo tutta la quota.
Ci provai ovunque e in ogni momento. Al supermercato, dal gelataio, in discoteca, dal dottore e in altri classici luoghi da corteggiamento, come anche lo studio del mio commercialista e, in seguito, il bagno di un'area di servizio. Ma ogni volta qualcosa andava storto. Qualche mia gaffè, la musica troppo alta, il dottore che chiama il mio turno quando prendo coraggio per parlare alla ragazza che era in sala d'attesa con me, il fatto che quelle che più mi colpiscono e mi attirano siano già fidanzate e altri fattori come il mio essere maniacale. E forse lo studio di un commercialista e i cessi di un'area di servizio non sono i luoghi migliori, e più romantici, dove provare a trovare l'anima gemella.
E' quasi lunedì sera, tardo pomeriggio per la precisione, quando mi aggiro senza interesse tra i banchi e gli scaffali di un sexy shop.
La commessa è molto carina. Fin troppo e mi intimidisce. Sembra una di quelle super fiche, se mi passate il termine, dei film porno americani. O perlomeno il mio cervello perverso mi suggerisce questa immagine.
Guardando un vibratore penso ad una immaginaria fidanzata a cui poterlo regalare e poi guardo le manette col pelo, i preservativi alla frutta e il gatto a nove code. Come vorrei poterli usare e regalare tutti. Ma non ho una donna. E poi quei soldi mi servono, perchè li spendo il lunedì sera per pagare il conto del campo che altrimenti nessuno pagherà. Data la puntuale assenza dei miei compagni e avversari.
Sto per uscire, sconsolato e affranto, un altro lunedì sera sta per arrivare, quando vengo colto da un fulmine al cuore. Un fulmine potentissimo che per qualche secondo mi abbaglia e mi rende quasi cieco. E' la freccia di Cupido. Un fulmine in senso figurato quindi. Altrimenti sarei morto. E invece mi sento più vivo che mai!!
Appena riprendo la vista dal flash dell'amore, la vedo davanti a me,che mi fissa insistentemente immobile. Come me. Bellissima. Non come me, purtroppo.
La osservo ancora, meglio. Lei è davvero stupenda. alta 1.75, mora e occhi chiari,come mi sono sempre piaciute. Anche se in realtà non disprezzo nemmeno le rosse o le bionde. Un seno perfetto. Una bella terza piena e soda, così ad occhio, e di uno splendido rosa candido e liscio. Due gambe da favola, un sedere da statua greca.
Si chiama Genny. E' in vendita a 150 euro. Ha una resistenza al suo interno che la scalda al momento dell'orgasmo, ed è anche dotata una pompetta che la farà bagnare. Interamente composta in materiale anallergico e di lattice soffice e profumato.Proveniente da materiali da riciclo, perciò è anche una persona coscienziosa e consapevole.
L' ho trovata finalmente. La mia penosa e infinita ricerca è finita.
Ho trovato la donna della mia vita. L'ho pagata 150 euro e in omaggio ho avuto anche il gatto a nove code. Stasera lo useremo insieme
Il campo lo pagherà qualcun'altro.
giovedì 29 gennaio 2015
Un sogno e il suo risveglio (Poesiola o qualcosa di simile)
Solo a pensare al tuo sorriso mi vengono i brividi.
E poi l'altra notte ti ho sognata, che eri vestita leggera con un vestito azzurrino e leggero, bellissimo.
Stavi sdraiata sulla sabbia, in spiaggia, era notte e c'era la luna piena e un sacco di stelle nel cielo. Erano tutte venute per te.
E c'ero pure io che ti guardavo e ti stavo vicino vicino.
E il vento marino portava odori fragranti, tutti da assaporare e ti accarezzava i capelli che ballavano nella brezza,e ti toccava le labbra leggermente, in modo gentile, senza volerti disturbare.
C'era una luce bellissima in quella notte onirica, non si sentivano rumori se non quello del mare e delle onde,
e io ti guardavo continuamente come fossi paralizzato. Non so nemmeno se respirassi o se non ne avessi più nemmeno bisogno.
Era un bel sogno.
Ma poi mi sono svegliato e tu sei scomparsa un istante prima, quasi sorridendo.
E tu non eri più accanto a me, ma c'erano solo le lenzuola spiegazzate e stavo abbracciando il cuscino.
E dopo mi sono anche reso conto che il rumore del mare era solo quello della pioggia che batteva contro la finestra e sembrava che non volesse farmi sognare.
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