Un giorno un uomo si
svegliò nella sua abitazione. Uscì in giardino e vi trovò un
leone. Ne fu terrorizzato, volse le spalle all'indietro e rientrò in
casa serrando bene la porta e chiudendo tutte le finestre. Intanto
fuori la gente passava davanti la sua casa e sembrava non notare
nemmeno quell'animale feroce. Ma quello era lì e lui lo vedeva e la
gente doveva essere pazza.
Stette lì, in casa,
mentre il leone permaneva nel suo giardino, per giorni interi senza
fare nulla, senza nemmeno mai avventurarsi fuori, fosse anche per
andare al lavoro o al supermercato.
Un giorno però fu costretto ad
uscire, probabilmente per andare a ritirare le tasse dalla cassetta
delle lettere. Si sa che alcune incombenze, purtroppo, non si possono
rimandare. Così si armò di sacrosanto coraggio, levò la sicura
dalla serratura, prese le chiavi da dove le aveva nascoste per non
essere tentato di avventurarsi all'esterno, e aprì la porta. Non
appena si affacciò, il leone era lì che lo fissava minaccioso e si era anche
avvicinato a pochi centimetri dal suo naso. Ne poteva sentire il
felino e feroce alito. Richiuse la porta con violenza e vi si
appoggiò contro con la schiena, ripromettendosi di non provare mai
più una pazzia simile. Nel suo giardino c'era un leone. Di sfidare
una bestia feroce non se ne parlava. Non era mica un folle. Intanto
però, la gente continuava a passare tranquillamente davanti la sua
abitazione e qualcuno, addirittura, si fermava ad accarezzare il
leone, che offriva felice la larga pancia a piacevoli grattini.
Passarono altre lunghe
giornate in cui quell'uomo, terrorizzato, non osò nemmeno guardare
fuori dalla finestra verso il proprio giardino. Quando ci provò vide
che il leone girava beatamente in lungo e in largo e, oltretutto, si
era anche accucciato davanti la sua porta. Benissimo, pensò l'uomo:
sono in trappola. Così si rassegnò a trascorrere il resto della sua
vita in casa. Non fosse stato altro, però, che un giorno l'uomo finì un cibo di cui andava assolutamente ghiotto. Ora non ha
alcuna importanza sapere quale fosse e comunque non me lo ricordo.
Fatto sta che doveva, e dico doveva, uscire a comprarlo. Si armò
ancora una volta di sacrosanto coraggio, tolse i lucchetti alla porta
e la aprì, ben sapendo che il leone era accucciato proprio lì
dietro. A mezzo passo nemmeno. Girò la maniglia e aprì piano piano.
Piano. In men che non si dica però il leone si girò, gli balzò
addosso e lo dilaniò e poi lo divorò. L'uomo quindi morì.
Quando si svegliò nel
suo letto, ansimante, capì per fortuna che quello era solo un sogno.
Vide però dalla finestra della camera da letto che il felino era
ancora lì, accucciato in giardino e pronto a fare di lui la sua
preda.
Passarono ancora altri
giorni, in cui l'uomo non osò uscire di casa fino a che un
pomeriggio sentì un tintinnio avvicinarsi dal fondo della strada.
Non c'era alcun dubbio: era il furgoncino dei gelati. Lo stesso che
passava quando lui era bambino. Erano decenni che non si vedeva,
pensò l'uomo. E avrei una voglia matta di un gelato. Tuttavia non
osava ripetere la pazzia del suo sogno, ben sapendo come sarebbe
finita. Intanto fuori, le persone, tantissimi bambini anche, passavano
dinnanzi al leone e accorrevano al furgoncino e si compravano un bel
gelato. Qualcuno ne offrì un pò anche al leone. Lo stesso animale
comprò un cono alla panna, fragola e cioccolato: i miei gusti
preferiti, pensò l'uomo. Basta, era troppo. Non poteva più
aspettare. Senza nemmeno pensarci sù, indossò la sua giacca, levò
il lucchetto dalla porta e uscì in giardino. Il leone, non appena
sentì lo scatto della serratura, si girò verso l'uomo pronto ad
attaccarlo e fare di lui un sol boccone. Due al massimo. Fece forza sulle zampe posteriori e spiccò un balzo, per
l'appunto, felino spalancando le fauci. Era la fine, pensarono tutti
i passanti e l'uomo dei gelati vedendo la scena. Ma l'uomo,
inaspettatamente, soprattutto per se stesso, ravanò nel taschino dei
calzoni e tirò fuori un bel gomitolo di lana che lanciò al feroce
leone, il quale si mise a giocarvici, rotolandosi felicemente
sull'erba. L'uomo si avvicinò quindi al furgoncino dei gelati e
comprò un cono panna, fragola e stracciatella, perchè il
cioccolato, sfortunatamente, era finito. Lo mangiò con goduria
estrema, dopodichè andò verso il leone feroce che ancora giocava senza sosta col suo
bel gomitolo rosa. L'uomo ravanò nuovamente nella tasca, della giacca questa volta, e ne tirò
fuori qualcosa. Era un guinzaglio con cui legò il suo nuovo amico leone. E così passeggiarono insieme, felici e sereni, giù lungo la strada fino al
tramonto e forse anche oltre.