sabato 14 febbraio 2015

Morte di Valentino (San)

Quest'anno San Valentino non volerà a toccare i cuori degli innamorati con le sue frecce d'oro. No, quest' anno un pennuto in meno farà concorrenza ai piccioni in piazza del Duomo a Milano e in tutte le altre piazze del Duomo d'Italia. Questo annunciava nell'edizione mattutina del telegiornale un contrito presentatore, che a quel punto aveva già pianificato tutta la sua giornata in compagnia dell'amata e ora avrebbe smenato giorni di sbattimenti e una sommetta non indifferente per tutto quello che aveva prenotato.
E tutto perchè San Valentino è morto, essendo stato scambiato per una quaglia da una coppia di anziani cacciatori ciechi e per giunta affetti dal morbo di Parkinson a tutti e quattro gli arti, nonchè in stato di Alzhaimer avanzato. 
Gli anziani passeggiavano, armi in pugno, nel parco cittadino, quando uno dei due, notando la quaglia, cioè..notando San Valentino, e scambiandolo per della semplice cacciagione, disse a l'altro, che era pure in parte sordo, spara a quel bel tacchino! Ma no, rispose il socio, quello è un fagiano. E chi se ne frega, spara!, continuò l'altro. E il vecchio sparò, in mezzo al parco, uccidendo sul colpo il fagiano, ehm...la quaglia..cioè..San Valentino.
Si sospetta ad ogni modo, prosegue il presentatore contrito che voleva proprio avere qualcosa da festeggiare, e forse anche ricordare per un giorno di essere innamorato, che l'omicidio sia stato premeditato. Per quanto due anziani in quelle condizioni possano meditare, e soprattutto ricordare in seguito, qualunque cosa.
Comunque risultò, ad una successiva indagine, condotta dal poliziotto dei Village People, che è indubbiamente, anche secondo la commissione di inchiesta creata ad hoc, l'unico poliziotto, o comunque il più adatto, a risolvere il caso della tragica, anche se non prematura, dipartita della festa di San Valentino, e nonchè del pennuto stesso, che i due anziani, esperti cacciatori, benchè alla loro prima battuta di caccia con armi vere (dopo essersi allenati tra loro con dei bastoni per diversi anni), non erano mai stati in vita loro innamorati. 
Inoltre risultò il loro coinvolgimento in attentati dinamitardi compiuti in diversi ristoranti romantici la sera di san valentino del 1982 e addirittura nel massacro di San Valentino compiuto dagli uomini di Al Capone. Anche se a ripensarci oggi, dovettero ammettere i due anziani, quell'ultima manifestazione fu forse un pò troppo truce. Anche per il giorno di San Valentino.
I due anziani non si sono opposti all'arresto (anche perchè non hanno capito, probabilmente), ma hanno comunque chiesto di poter mangiare la quaglia da loro abbattuta. 
Il permesso è stato ovviamente concesso. San Valentino fu quindi cotto alla griglia con delle patate novelle preparate al forno con il rosmarino. Il sapore era fantastico.

venerdì 6 febbraio 2015

La pressa del lavoro

E' ovvio che troppo lavoro stressi. Ma devo per forza finire entro quest'oggi.
Sono le ventidue e trenta quasi. E pare proprio che io dovrò passare la notte al lavoro, qui, su questa cazzo di scrivania, dove anche i tarli stanno dormendo, dopo essersi divorati una buona parte di gamba.
Io non ho ancora mangiato invece e ho sonno. Le lancette vanno avanti lente..lente..lente. Talvolta si fermano, tornano indietro e poi ripartono lente...lente...lente. Quella delle ore si sta staccando. Vuole scappare, almeno lei che può.
E' ovvio che troppo lavoro stressi. Ma devo finire per forza entro quest'oggi. Entro questa sera, questa notte, o quel bastardo del capo mi licenzierà.
Però una pausa mi ci vuole proprio, perchè non riesco più a tenere gli occhi aperti. E' l'una di notte in punto, quando la lancetta delle ore si stacca definitivamente. Ho assolutamente bisogno di una piccola pausa, ora.
Mi alzo e vado a prendere un caffè. Lo bevo in un sorso, ed è amaro come la morte. No, come la vita. Ma un caffè non basta. Ne prendo un altro, ancora più amaro.
Mi ci vuole una pausa vera, un pò di aria aperta, un pò di attività per risvegliarmi. 
Un pò di caccia è l'ideale. Dell'esercizio fisico. Mi piace la caccia, è una delle mie passioni più durature.
Io caccio esseri umani, quando sono molto stanco e mi serve concentrazione. Bevo l'ultimo caffè e vado. Amarissimo.
Il parco è pieno di coppiette in amore. 
Iniziamo, suvvia. Non ho molto tempo per svagarmi, presto dovrò tornare in ufficio, alla mia scrivania, al lavoro. 
Il primo colpo è sempre in aria, a vuoto. Loro lo sentono e iniziano a correre, terrorizzati. Se scappano è anche più bello.
Io mi nascondo in mezzo agli alberi con il mio "cecchino" e aspetto solo che mi capitino a segno. Corrono come gazzelle inseguite da un leone. 
Ma non si può pensare di fuggire da un leone di piombo, veloce come il vento e letale come la morte.
Giù uno. 
Giù due.
Giù tre.
Oh no!!! Sono già le tre!! Quando mi diverto non considero il tempo che passa. Devo ritornare in ufficio, ma prima...
Giù quattro.
Merda... sono quasi le quattro. Devo correre io adesso, devo tornare al lavoro, alla mia scrivania.
Rientro in ufficio visibilmente più rilassato. Forse troppo, e mi addormento.
Mi sveglio che il sole mi schiaffeggia la faccia. Tra un pò arriverà il capo e verrà subito da me e io non ho ancora finito il mio lavoro. Si arrabbierà, urlerà e mi licenzierà.
Meglio non pensarci. Meglio un pò di svago. Aspetto che arrivi.
Arriva ed entra, spalancando la porta, e urla il mio nome, seguito da un paio di imprecazioni, insulti e minacce. Le solite, oramai ci sono abituato. 
Esco fuori dall'angolino.
Giù cinque.
Torno alla scrivania, mi siedo. Adesso è davvero meglio che mi rimetta a finire il mio lavoro.