Stava lì legata, in una giornata di sole estivo, che guardava l'andirivieni di gente che passava in tutte le direzioni e poi andava via senza nemmeno notarla o salutarla. Era una giornata come tante, poche in realtà, perchè era una bici giovane, e stava al suo solito posto, chiusa con un catenaccio alla solita ringhiera. Apparentemente serena e tranquilla. In pace con se stessa e col mondo. E non era affatto infelice perchè stava lì legata, ma anzi si sentiva sicura. Ed era felice.
La gente andava e veniva come ogni mattina e tutto sembrava normale. Aspettava solo che tornasse il suo proprietario a portarla via da lì, a slegarla e a saltarle in "groppa" e a ritornate a casa insieme, in perfetta armonia e sintonia.
Chissà se avrà voglia di fare un giro assieme questa sera dopo cena, pensava la bici. Spero solo non sia troppo stanco. Io avrei così voglia di sgranchirmi le gambe..ovvero le ruote, immaginava la bici mentre attendeva paziente e aspettava che le ore passassero e di vederlo arrivare dall'altra parte della strada.
Ma proprio mentre le ore passavano, è che avvenne una cosa strana e molto brutta. Due persone si avvicinavano da lontano guardandosi attorno con un fare che alla bici non parve normale. E che a lei non piacque per niente. Poi girarono gli sguardi verso di lei, la videro e la bici vide, dal canto suo, che uno faceva un cenno all'altro, ma un cenno sommesso come per non farsi notare, e quel gesto era rivolto proprio verso di lei.
Allungarono d'improvviso il passo, guardandosi ancora attorno ma con meno frequenza, e puntarono decisamente verso la povera bici, che ora sentiva tremare i fili dei suoi freni per la paura.
Quei tizi infatti non erano, o perlomeno non le sembravano, come tutte le altre persone. Sembravano maliziosi e malintenzionati, maldisposti e potenzialmente irritabili e scontrose.
La bici vide che uno dei due, quello che aveva ricevuto il cenno, tirava fuori qualcosa da una tasca. Era una cesoia. Gli ingranaggi del cambio della bici sussultarono per lo spavento. Il rumore che ne venne fuori fu agghiacciante.
L'altro ladruncolo si mise di spalle alla bici e osservava la strada, a quell'ora, purtroppo, piuttosto vuota. O comunque in tutt'altre faccende affaccendata.
Avrebbe voluto scappare, biciclettare via sulle sue alte ruote e lasciare quei brutti ceffi a mangiarsi la polvere e il fango dai suoi pneumatici. Ma purtroppo era legata. Non aveva alcuna via di fuga. Il suo destino era segnato.
La bici urlò, ma nessuno la sentì, o se la sentirono non ci fecero caso. Se avesse avuto uno di quei campanellini, che alcune bici più anziane hanno, lo avrebbe fatto suonare all'impazzata, che si sarebbe avvertito in tutta la città, e tutte le altre bici sarebbero accorse in suo aiuto. E anche qualche cugino ciclomotore. E avrebbero cacciato via i ladri a calci in culo. Ma purtroppo non lo aveva. E il suo destino era segnato.
Tagliarono con un colpo secco e spietato il catenaccio che la teneva ancorata a quell'ultimo residuo di salvezza. Poi gli salirono indelicatamente sopra, tutti e due insieme. Uno sulla sella e l'altro in canna. E pesavano e la povera bici soffriva. Provò, in un disperato e orgoglioso tentativo, a rompersi. Ma non ce la fece. I ladri scapparono via con lei e la sua angoscia era indescrivibile.
Povera bici.
Mentre il vagone della metropolitana si avvicinava al capolinea, il ragazzo seduto al suo interno aveva una brutta e strana sensazione. Non immaginava di cosa potesse trattarsi.
Scese dal vagone e percorse la banchina verso l'uscita della stazione. Poi, ad un tratto, girò lo sguardo, come per caso, verso il posto dove lasciava la sua bici ogni giorno. Da poco tempo ne aveva una nuova. Una giovane mountain bike con la quale stavano diventando amici. Gli parve di non vederla, perciò guardò meglio e con più attenzione e ancora non la vide. Accelerò il passo, non volendo credere a ciò che aveva visto. O meglio: a ciò che non aveva visto. Sperò che si stesse sbagliando, che era il solito pessimista e che semplicemente una della macchine parcheggiate gli ostruisse la vista della sua amica bici.
Ma quando finalmente uscì in strada e arrivò dall'altro lato, dove solitamente legava la sua bici, le sue paure vennero tutte confermate, una dopo l'altra e nello stesso istante.
La sua bici era sparita. Portata via da qualcuno di irrispettoso. E il ragazzo, anche se erano stati poco insieme, fu molto triste per la sua giovane bici.