domenica 10 agosto 2014

La donna della metropolitana

Il bello di questo città è che vi si trova gente da tutto il mondo. Le porte della metropolitana si aprono e una donna curva e segnata dal tempo entra sedendosi di fronte a me: la sua carne è scura e i suoi occhi neri come la notte del deserto, la sua pelle odora di spezie e di certe terre lontane, laggiù, verso la luna, dove lo sguardo si perde in pensieri e vaga per domande senza risposta. Indossa un vestito lungo e variamente avvolto sulla vita e le spalle: ha dei colori brillanti come i sogni dei bambini nelle notti estive. È strano ma quella donna anziana e così esotica, tanto diversa da me, mi ricorda qualcosa di estremamente familiare. E osservando le rughe del suo volto e la sua espressione insieme stanca e serena mi sento inusualmente tranquillo. Sarà perchè ha l'aspetto qualunque di una nonna: mi sembra di vederla mentre, seduta accanto al focolare, nella sua casa, sorride con sguardo benigno ai nipotini che corrono e strillano e reclamano a grandi gesti la sua attenzione. Mi sembra di percepirlo quel caldo fuoco domestico e quell'atmosfera così gioiosa. La vedo quando senza accorgermene mi ritrovo a fissarla nel fondo di quegli occhi così neri, profondi e che se solo potessero mostrarmi quello che contengono e narrarmi le loro infinite storie..Percepisco un filo di imbarazzo adesso, solo una punta; un sentore minimo. Vedo che la donna mi sorride lievemente come avrebbe fatto con uno dei suoi nipotini, o forse quello non è un sorriso: è solo lo sguardo leggero di chi ha la serenità nel cuore. Allora sento i miei occhi inumidirsi e velarsi di lacrime di commozione. Il calore che sento nel cuore era tanto che non lo provavo. La metropolitana rallenta, poi si ferma stridendo. Dignitosa, l'anziana donna si alza ed esce dal vagone lentamente e con la grazia di un angelo meravigliosamente e puramente terreno. Un angelo con la carne scura e la pelle che odora di curry. Le sorrido molto timidamente incrociando il suo sguardo e la ringrazio col pensiero. 
Riemergo in superficie dalle scale delle metropolitana. L' aria è fredda e pungente. Che enorme contrasto con con quell'atmosfera così calda e domestica che avevo sentito fino a poco fa, grazie al contatto con una persona sconosciuta. Solitamente non mi sento cordiale verso gli altri individui, specie verso gli estranei, ma comunque non posso negare che le persone, prese singolarmente, considerate unicamente in quanto rappresentanti del genere umano, mi interessano. Ognuno di noi è una storia unica e irripetibile, benchè alcune, la maggior parte, e forse anche la mia, siano di una banalità estrema. Ma d'altronde che ci si può aspettare da un copione che conta sei miliardi e più di personaggi, se non di essere una mera comparsa? Eppure noi tutti vorremmo essere i protagonisti su questo palcoscenico, anche se purtroppo non è così. Perlomeno non in senso assoluto. Dobbiamo accontentarci di essere protagonisti solo per noi stessi. Di essere regista, attore e sceneggiatore allo stesso tempo. Ma anche Lo Spettatore. Forse l' unico essere al mondo interessato al nostro personalissimo film che è la nostra esistenza. Ma questo pensiero non dovrebbe in alcun modo rattristarci, perchè è solo l'ordine naturale delle cose, quando lo guardi così, per come è: senza illusioni. Le illusioni le creiamo apposta per rendere più sopportabile tutta la nostra esistenza. Illudersi della propria importanza assoluta, illudersi di qualche speranza, di qualche sogno. Come potremmo vivere nella consapevolezza che il lieto fine è unicamente roba da libri di letteratura edificante di metà ottocento? No, non potremmo sopravvivere. Ecco perchè il buon Dio ci ha dotato della capacità di illuderci e di costruirci mondi dove esiste in effetti una possibilità di redenzione per la nostra vita. Ecco perchè ci ha dotato della sua idea, che è a sua volta una illusione. Ebbene sì, le illusioni creano illusioni. Non lo sapevate? È per questo che fanno male: perchè sono come un virus, un corpo estraneo che si riproduce e ci danneggia, divorandoci l'anima da dentro. E noi dovremmo sempre liberarci di ciò che ci minaccia e ci distrugge, per quanto possibile.

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