mercoledì 27 agosto 2014

L'uomo e il leone nel suo giardino

Un giorno un uomo si svegliò nella sua abitazione. Uscì in giardino e vi trovò un leone. Ne fu terrorizzato, volse le spalle all'indietro e rientrò in casa serrando bene la porta e chiudendo tutte le finestre. Intanto fuori la gente passava davanti la sua casa e sembrava non notare nemmeno quell'animale feroce. Ma quello era lì e lui lo vedeva e la gente doveva essere pazza.
Stette lì, in casa, mentre il leone permaneva nel suo giardino, per giorni interi senza fare nulla, senza nemmeno mai avventurarsi fuori, fosse anche per andare al lavoro o al supermercato.
Un giorno però fu costretto ad uscire, probabilmente per andare a ritirare le tasse dalla cassetta delle lettere. Si sa che alcune incombenze, purtroppo, non si possono rimandare. Così si armò di sacrosanto coraggio, levò la sicura dalla serratura, prese le chiavi da dove le aveva nascoste per non essere tentato di avventurarsi all'esterno, e aprì la porta. Non appena si affacciò, il leone era lì che lo fissava minaccioso e si era anche avvicinato a pochi centimetri dal suo naso. Ne poteva sentire il felino e feroce alito. Richiuse la porta con violenza e vi si appoggiò contro con la schiena, ripromettendosi di non provare mai più una pazzia simile. Nel suo giardino c'era un leone. Di sfidare una bestia feroce non se ne parlava. Non era mica un folle. Intanto però, la gente continuava a passare tranquillamente davanti la sua abitazione e qualcuno, addirittura, si fermava ad accarezzare il leone, che offriva felice la larga pancia a piacevoli grattini.
Passarono altre lunghe giornate in cui quell'uomo, terrorizzato, non osò nemmeno guardare fuori dalla finestra verso il proprio giardino. Quando ci provò vide che il leone girava beatamente in lungo e in largo e, oltretutto, si era anche accucciato davanti la sua porta. Benissimo, pensò l'uomo: sono in trappola. Così si rassegnò a trascorrere il resto della sua vita in casa. Non fosse stato altro, però, che un giorno l'uomo finì un cibo di cui andava assolutamente ghiotto. Ora non ha alcuna importanza sapere quale fosse e comunque non me lo ricordo. Fatto sta che doveva, e dico doveva, uscire a comprarlo. Si armò ancora una volta di sacrosanto coraggio, tolse i lucchetti alla porta e la aprì, ben sapendo che il leone era accucciato proprio lì dietro. A mezzo passo nemmeno. Girò la maniglia e aprì piano piano. Piano. In men che non si dica però il leone si girò, gli balzò addosso e lo dilaniò e poi lo divorò. L'uomo quindi morì.
Quando si svegliò nel suo letto, ansimante, capì per fortuna che quello era solo un sogno. Vide però dalla finestra della camera da letto che il felino era ancora lì, accucciato in giardino e pronto a fare di lui la sua preda.

Passarono ancora altri giorni, in cui l'uomo non osò uscire di casa fino a che un pomeriggio sentì un tintinnio avvicinarsi dal fondo della strada. Non c'era alcun dubbio: era il furgoncino dei gelati. Lo stesso che passava quando lui era bambino. Erano decenni che non si vedeva, pensò l'uomo. E avrei una voglia matta di un gelato. Tuttavia non osava ripetere la pazzia del suo sogno, ben sapendo come sarebbe finita. Intanto fuori, le persone, tantissimi bambini anche, passavano dinnanzi al leone e accorrevano al furgoncino e si compravano un bel gelato. Qualcuno ne offrì un pò anche al leone. Lo stesso animale comprò un cono alla panna, fragola e cioccolato: i miei gusti preferiti, pensò l'uomo. Basta, era troppo. Non poteva più aspettare. Senza nemmeno pensarci sù, indossò la sua giacca, levò il lucchetto dalla porta e uscì in giardino. Il leone, non appena sentì lo scatto della serratura, si girò verso l'uomo pronto ad attaccarlo e fare di lui un sol boccone. Due al massimo. Fece forza sulle zampe posteriori e spiccò un balzo, per l'appunto, felino spalancando le fauci. Era la fine, pensarono tutti i passanti e l'uomo dei gelati vedendo la scena. Ma l'uomo, inaspettatamente, soprattutto per se stesso, ravanò nel taschino dei calzoni e tirò fuori un bel gomitolo di lana che lanciò al feroce leone, il quale si mise a giocarvici, rotolandosi felicemente sull'erba. L'uomo si avvicinò quindi al furgoncino dei gelati e comprò un cono panna, fragola e stracciatella, perchè il cioccolato, sfortunatamente, era finito. Lo mangiò con goduria estrema, dopodichè andò verso il leone feroce che ancora giocava senza sosta col suo bel gomitolo rosa. L'uomo ravanò nuovamente nella tasca, della giacca questa volta, e ne tirò fuori qualcosa. Era un guinzaglio con cui legò il suo nuovo amico leone. E così passeggiarono insieme, felici e sereni, giù lungo la strada fino al tramonto e forse anche oltre.

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