Qualche anno
addietro capitò al piccolo Lucio, in una delle sue classiche
scorribande da monello ( ricordiamo che Lucio era infatti un bel
bimbo vivace), di avventurarsi con un gruppo di amici, nei pressi di
una vecchia abitazione abbandonata, che in città, correva voce tra i
discoli, si diceva essere infestata e, per la precisione, di essere
infestata dagli spiriti inquieti dei due anziani e ultimi proprietari
della casa. La coppia in questione peraltro era stata, quando era in
vita: estremamente gentile e bene educata con tutti (testimoni di
Geova e altre località compresi, nonchè con i venditori di Folletto
o altre creature fantastiche). Di certo non il tipo di persone,
dunque, che si metterebbero a infestare una casa così per il gusto
di farlo. Inoltre si aggiunga il fatto che l' anziana coppia era
anche stata, sempre in quei tempi in cui era in vita, anche
estremamente desiderosa di lasciare quella abitazione malandata alla
prima buona occasione, poichè la suddetta casa era, tanto per
cominciare, piena di spifferi. Poi, per uno strano caso
incomprensibile, presentava un giorno sì e l' altro pure, se si era
fortunati, un qualche nuovo problema. Problemi di cui, l' anziano
proprietario, un uomo cortese e sempre disponibile (suo malgrado),
proprio per la sua età non più di primissimo pelo, non poteva
occuparsi di riparare personalmente ogni volta; e questo anche, e
soprattutto, per non dover sentire le inevitabili, quanto amorose,
critiche e i consigli, non richiesti e del tutto illogici, della cara
moglie. Perciò la casa fu messa in vendita ( anche perchè i
proprietari pensavano, per qualche ragione, che fosse infestata dal
fantasma di un procione. Dato che non mangiava mai la carne che gli
piazzavano come trappola, i due coniugi iniziarono a pensare a questa
cosa del procione ectoplasma), ma, per una cosa o per l' altra
(andamento del mercato immobiliare e congiunzioni macro-economiche
che non vi sto nemmeno a spiegare..), non era facile trovare
acquirenti. Fortunatamente però la morte colse la non più giovane
coppia all' unisono, un giorno in cui il signor Tommaso ( questo il
nome dell' uomo) rovinò pesantemente giù dal tetto di casa ( dove
stava riparando una grondaia), essendo stato distratto dai continui
appunti della moglie circa il modo migliore di svolgere quel lavoro e
di riparare il danno ( che secondo il marito era quello di chiamare
un professionista un pò più giovane e farlo svolgere a lui),
proprio addosso a quest' ultima, uccidendo entrambi all' istante e
sul colpo. Ah.. E' sempre bello quando l'amore trionfa. Date quindi
le ultime circostanze, e dato che già in vita i proprietari odiavano
quella catapecchia, e già avevano tentato di abbandonarla, sorgeva
spontanea la domanda: perchè mai e secondo quale logica i loro
spiriti, finalmente liberi, sarebbero dovuti restare legati a quella
struttura in eterno? Soprattutto ora che avevano avuto l'
indiscutibile colpo di fortuna di potere sloggiare senza rimetterci
un centesimo (di moneta corrente in questo mondo di fantasia) dalla
svalutazione del prezzo dell' immobile. Anzi, voci non confermate ma
tuttavia insistenti li volevano su un' isola caraibica a infestare
una imperial suite del nuovissimo Hilton hotel e ad usufruire quindi
anche dei loro enormi e incredibili buffet e a godersi, nonostante l'
età ( che oramai invero non contava più nulla) gli incredibili
parties notturni dove partecipavano ospiti sempre nuovi e di
notorietà internazionale. Ad ogni modo però, la vulgata corrente e
maggioritaria in città diceva che quella casa era infestata,
sicuramente dalle erbacce ( e su questo potevano esserci ben pochi
dubbi, e l' unico che ardisse a negare questa evidenza era il
referente di zona che doveva vendere quella abitazione. "
Erbacce? Erbacce? Io non vedo alcuna erbaccia. Ah, quella? No, non è
erbaccia: è prato stile giungla. Sa: c'è il giardino stile inglese,
ed esiste anche quello stile giungla.."), ma anche da quei due
spiriti infelici.
Ora, tornando a
noi, accadde un pomeriggio di qualche anno fa, quando il piccolo
Lucio era davvero piccolo piccolo, e solo da pochi giorni aveva
smesso di usare le rotelline sulla sua bicicletta, che i suoi amici
lo sfidassero ad entrare nella casa infestata, a farsi un giro in
cucina, in salotto, giù nello scantinato e infine nel bagno privato
della signora, senza farsela sotto dalla paura. Attenzione però, si
badi bene: farsela sotto per altri motivi era invece del tutto
consentito. Del resto erano tutti loro bambini molto giovani che
avevano ancora qualche difficoltà, talvolta, e soprattutto nei
momenti di maggiore eccitazione, a controllare la propria vescica.
Tutto ciò avvenne dal momento che, il piccolo Lucio, preso da una
improvvisa voglia che talvolta prende i bambini (ma più ancora gli
adulti) di volere apparire per qualcosa che non sono ma vorrebbero
essere, aveva affermato che non avrebbe avuto alcuna paura di entrare
all' interno della casa abbandonata che era anche infestata( anche se
un pò le due cose sembravano contraddirsi alla fin fine). La posta
in palio era che, se il piccolo Lucio avesse vinto la sfida, avrebbe
potuto scegliere e prendere per sè uno dei giocattoli favoriti da
ognuno dei suoi amici-sfidanti. Sicuramente valeva la pena di
rischiare quindi un paio di slip nuovi per la fama, la gloria, l'
onore e un paio di giocattoli nuovi ( anche se forse la madre non si
sarebbe trovata del tutto d' accordo). Questo pensò Lucio, e questo
fu il motivo per cui accettò senza titubare ( quasi). Inoltre
tentava di convincersi, per quanto poteva, ma con scarso successo,
che lui non credeva nell' esistenza dei fantasmi. Anche se proprio
lui era stato il primo a parlarne agli amici, affermando pure di
avere visto già una volta il fantasma della vecchia signora, nell'
atto di chiamare a squarciagola il marito affinchè si occupasse di
non so quale faccenda (anche da morto, povero me: pensò il signor
Tommaso. O meglio, il suo spettro). Ora però il piccolo Lucio non
voleva pensarci, mentre tentava di autoconvincersi di essersi
sbagliato e di non avere visto un bel nulla. Doveva mantenere la
concentrazione e il senso del razionale e entrare in una vecchia
casa. Dunque stava lì in piedi di fronte la magione infestata, tetra
e sconquassata ( ok, il signor Tommaso non fu certo il migliore tra
gli appassionati del fai- da- te) con gli amichetti alle spalle, che
lo canzonavano e lo sfottevano dandogli, testualmente, del "
cagasotto" ( pensate un pò, e voi bambini non imitateli).
Qualcuno gli tirò anche un piccolo sassolino, ma quando il piccolo
Lucio si girò verso di loro, tutti facevano i finti tonti e
nascondevano le mani dietro la schiena. Uno di loro fischiettava
anche, e così il piccolo Lucio potè capire chi era il colpevole.
Perciò prese il sassolino e glielo rilanciò, colpendolo in testa.
"Aih..!!". Ok: era arrivato il momento di entrare ora. Il
piccolo Lucio trasse un profondissimo sospiro e avanzò verso la
porta.
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