giovedì 6 marzo 2014

il bosco incantato ( XIV)

Qualche anno addietro capitò al piccolo Lucio, in una delle sue classiche scorribande da monello                   ( ricordiamo che Lucio era infatti un bel bimbo vivace), di avventurarsi con un gruppo di amici, nei pressi di una vecchia abitazione abbandonata, che in città, correva voce tra i discoli, si diceva essere infestata e, per la precisione, di essere infestata dagli spiriti inquieti dei due anziani e ultimi proprietari della casa. La coppia in questione peraltro era stata, quando era in vita: estremamente gentile e bene educata con tutti (testimoni di Geova e altre località compresi, nonchè con i venditori di Folletto o altre creature fantastiche). Di certo non il tipo di persone, dunque, che si metterebbero a infestare una casa così per il gusto di farlo. Inoltre si aggiunga il fatto che l' anziana coppia era anche stata, sempre in quei tempi in cui era in vita, anche estremamente desiderosa di lasciare quella abitazione malandata alla prima buona occasione, poichè la suddetta casa era, tanto per cominciare, piena di spifferi. Poi, per uno strano caso incomprensibile, presentava un giorno sì e l' altro pure, se si era fortunati, un qualche nuovo problema. Problemi di cui, l' anziano proprietario, un uomo cortese e sempre disponibile (suo malgrado), proprio per la sua età non più di primissimo pelo, non poteva occuparsi di riparare personalmente ogni volta; e questo anche, e soprattutto, per non dover sentire le inevitabili, quanto amorose, critiche e i consigli, non richiesti e del tutto illogici, della cara moglie. Perciò la casa fu messa in vendita ( anche perchè i proprietari pensavano, per qualche ragione, che fosse infestata dal fantasma di un procione. Dato che non mangiava mai la carne che gli piazzavano come trappola, i due coniugi iniziarono a pensare a questa cosa del procione ectoplasma), ma, per una cosa o per l' altra (andamento del mercato immobiliare e congiunzioni macro-economiche che non vi sto nemmeno a spiegare..), non era facile trovare acquirenti. Fortunatamente però la morte colse la non più giovane coppia all' unisono, un giorno in cui il signor Tommaso ( questo il nome dell' uomo) rovinò pesantemente giù dal tetto di casa ( dove stava riparando una grondaia), essendo stato distratto dai continui appunti della moglie circa il modo migliore di svolgere quel lavoro e di riparare il danno ( che secondo il marito era quello di chiamare un professionista un pò più giovane e farlo svolgere a lui), proprio addosso a quest' ultima, uccidendo entrambi all' istante e sul colpo. Ah.. E' sempre bello quando l'amore trionfa. Date quindi le ultime circostanze, e dato che già in vita i proprietari odiavano quella catapecchia, e già avevano tentato di abbandonarla, sorgeva spontanea la domanda: perchè mai e secondo quale logica i loro spiriti, finalmente liberi, sarebbero dovuti restare legati a quella struttura in eterno? Soprattutto ora che avevano avuto l' indiscutibile colpo di fortuna di potere sloggiare senza rimetterci un centesimo (di moneta corrente in questo mondo di fantasia) dalla svalutazione del prezzo dell' immobile. Anzi, voci non confermate ma tuttavia insistenti li volevano su un' isola caraibica a infestare una imperial suite del nuovissimo Hilton hotel e ad usufruire quindi anche dei loro enormi e incredibili buffet e a godersi, nonostante l' età ( che oramai invero non contava più nulla) gli incredibili parties notturni dove partecipavano ospiti sempre nuovi e di notorietà internazionale. Ad ogni modo però, la vulgata corrente e maggioritaria in città diceva che quella casa era infestata, sicuramente dalle erbacce ( e su questo potevano esserci ben pochi dubbi, e l' unico che ardisse a negare questa evidenza era il referente di zona che doveva vendere quella abitazione. " Erbacce? Erbacce? Io non vedo alcuna erbaccia. Ah, quella? No, non è erbaccia: è prato stile giungla. Sa: c'è il giardino stile inglese, ed esiste anche quello stile giungla.."), ma anche da quei due spiriti infelici.
Ora, tornando a noi, accadde un pomeriggio di qualche anno fa, quando il piccolo Lucio era davvero piccolo piccolo, e solo da pochi giorni aveva smesso di usare le rotelline sulla sua bicicletta, che i suoi amici lo sfidassero ad entrare nella casa infestata, a farsi un giro in cucina, in salotto, giù nello scantinato e infine nel bagno privato della signora, senza farsela sotto dalla paura. Attenzione però, si badi bene: farsela sotto per altri motivi era invece del tutto consentito. Del resto erano tutti loro bambini molto giovani che avevano ancora qualche difficoltà, talvolta, e soprattutto nei momenti di maggiore eccitazione, a controllare la propria vescica. Tutto ciò avvenne dal momento che, il piccolo Lucio, preso da una improvvisa voglia che talvolta prende i bambini (ma più ancora gli adulti) di volere apparire per qualcosa che non sono ma vorrebbero essere, aveva affermato che non avrebbe avuto alcuna paura di entrare all' interno della casa abbandonata che era anche infestata( anche se un pò le due cose sembravano contraddirsi alla fin fine). La posta in palio era che, se il piccolo Lucio avesse vinto la sfida, avrebbe potuto scegliere e prendere per sè uno dei giocattoli favoriti da ognuno dei suoi amici-sfidanti. Sicuramente valeva la pena di rischiare quindi un paio di slip nuovi per la fama, la gloria, l' onore e un paio di giocattoli nuovi ( anche se forse la madre non si sarebbe trovata del tutto d' accordo). Questo pensò Lucio, e questo fu il motivo per cui accettò senza titubare           ( quasi). Inoltre tentava di convincersi, per quanto poteva, ma con scarso successo, che lui non credeva nell' esistenza dei fantasmi. Anche se proprio lui era stato il primo a parlarne agli amici, affermando pure di avere visto già una volta il fantasma della vecchia signora, nell' atto di chiamare a squarciagola il marito affinchè si occupasse di non so quale faccenda (anche da morto, povero me: pensò il signor Tommaso. O meglio, il suo spettro). Ora però il piccolo Lucio non voleva pensarci, mentre tentava di autoconvincersi di essersi sbagliato e di non avere visto un bel nulla. Doveva mantenere la concentrazione e il senso del razionale e entrare in una vecchia casa. Dunque stava lì in piedi di fronte la magione infestata, tetra e sconquassata ( ok, il signor Tommaso non fu certo il migliore tra gli appassionati del fai- da- te) con gli amichetti alle spalle, che lo canzonavano e lo sfottevano dandogli, testualmente, del " cagasotto" ( pensate un pò, e voi bambini non imitateli). Qualcuno gli tirò anche un piccolo sassolino, ma quando il piccolo Lucio si girò verso di loro, tutti facevano i finti tonti e nascondevano le mani dietro la schiena. Uno di loro fischiettava anche, e così il piccolo Lucio potè capire chi era il colpevole. Perciò prese il sassolino e glielo rilanciò, colpendolo in testa. "Aih..!!". Ok: era arrivato il momento di entrare ora. Il piccolo Lucio trasse un profondissimo sospiro e avanzò verso la porta.

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