Dunque Michele
entrò all' interno dello store che, essendo chiuso ed essendo fuori
notte, era avvolto nella quasi totale oscurità. Il ragazzo
naturalmente non aveva idea di dove si potesse trovare il prototipo
che doveva distruggere e per riuscire a trovarlo avrebbe dovuto
ricevere assistenza direttamente dal quartier generale sammino, dove
a supportarlo ci sarebbero stati niente meno che il direttore
generale e il suo meritorio assistente. Ci sarebbe stato da stare
freschi, immaginò Michele. Ad ogni modo Hanson non era attivo quella
sera per qualche misterioso motivo ( forse quel posto non gli
piaceva), perciò Michele avrebbe dovuto, per forza di cose, fare da
solo. Forse meglio così, pensò il ragazzo sollevato dal fatto di
poter dare perlomeno una tregua ai suoi nervi. Così iniziò a
cercare dappertutto, un pò alla "spera in Dio", come si
suol dire, coadiuvato unicamente dalla fioca luce che veniva dall'
esterno. Aprì cassetti, sollevò vetrinette e guardò dietro ogni
angolo, che in realtà erano solo quattro. Ma nulla: nessun indizio.
A quel punto Michele non sapeva più che fare se non perlustrare di nuovo da
cima a fondo tutto lo store. Dunque ricominciò dai cassetti: copie
di abbonamenti a contratti vantaggiosissimi, che certamente
permettevano al contraente di chiamare, inviare SMS, navigare, volare
ed eventualmente naufragare, tutto, ovviamente a 0 centesimi di euro
al mese. Fatto salvo il fatto che una marginale clausola del
contratto, scritta in caratteri piccolissimi, in un idioma che di
fatto non esisteva nemmeno, sul fondo della pagina, con inchiostro
trasparente, prevedeva per il contraente numero 2 (il cliente) la
possibilità di essere tratto in schiavitù. Ovviamente senza
possibilità di affrancamento. E la cosa senza dubbio peggiore era
che gli sarebbe anche stato sequestrato lo smart phone. Terribile,
pensò Michele: come si fa a vivere senza uno smart phone? Fosse
anche un Pear. Sollevò dunque una vetrinetta in cerca di un
qualunque segnale di dove si potesse trovare il prototipo. Trovò
solo tanta polvere e briciole, insetti morti, un carrarmato di
Risiko e dieci euro ( o euri). Raccolse il carrarmato e i dieci euro
( o euri) e li infilò nella tasca della calzamaglia; sempre la
stessa che non aveva notoriamente alcuna tasca. Quindi si apprestò a
controllare nuovamente gli angoli dello store. Niente nel primo,
niente nel secondo, ancor meno nel terzo. Nel quarto invece trovò
finalmente qualcosa: un piccolo oggetto di metallo che colpito da un
improvviso riflesso della luce proveniente dall' esterno scintillò,
attirando l' attenzione del giovane Michele. I due amici del ragazzo,
che nel frattempo erano rimasti all' esterno dello store, fermi dall'
altro lato della strada e che erano lì col preciso compito di fare
la guardia, controllando che nessuno passasse da lì, e nel caso
qualcuno fosse passato, avvisare Michele con un segnale condiviso,
ovviamente non stavano facendo nulla di tutto ciò. Nella maniera più
assoluta. Avendo uno smart phone infatti erano costretti, anche
contro la loro volontà, a passare i momenti di attesa con lo sguardo
fisso allo schermo del loro cellulare intelligente, per la precisione
giocando ad avvincenti e originalissimi giochi, tutti finemente
realizzati, estremamente didattici e pensati esclusivamente per menti
eccelse e superiori, come ad esempio "Candy Crush" o l'
istruttivo " Quiz duello". Fu dunque per questo motivo che
non si accorsero di qualcuno che passò davanti a loro, si fermò nei
pressi dello store, si guardò attorno ed entrò. Il tutto mentre il
nostro Michele era lì dentro impegnato nel suo atto di sabotaggio.
Nessun commento:
Posta un commento