Il bosco incantato fremeva di voci sovrapposte che si levavano da ogni parte. Tutte le creature avevano formato un semicerchio disordinato e scomposto, al cui centro stava lui, l'eroe degli eroi, il folletto Gancanagh, che sfoggiava il più sfrontato dei sorrisi compiaciuti e, con fare da vero comandante, guardava ora a destra, ora a manca, ora davanti a sè e poi dietro(dove però non c'era nessuno, ma era pur sempre meglio accertarsene). Era quella una sera prescelta, per la splendida luna piena che si stagliava nel cielo notturno come un adesivo fluorescente, di quelli che i bambini attaccano agli armadi nelle loro stanze e ai bordi dei letti per avere meno paura in quel momento limbico in cui si è immersi nel buio e nei suoi mille segreti, prima di dormire. Era la sera perfetta per una bella riunione tra le creature del bosco incantato, in un momento di così grande difficoltà. Di solito, da quelle parti, quando ci si incontrava tutti, lo si faceva per festeggiare allegramente per tutta la notte, ma non quella volta. Quella volta si sarebbe dovuta decidere la strategia di combattimento migliore, il che, per creature pacifiche come quelle del bosco, non era certo cosa tanto facile e usuale come per gli esseri umani. La confusione che regnava infatti era suprema. Ovviamente solo il leader, ed eroe leggendario, Gancanagh, sembrava avere le idee chiare e stare unicamente aspettando per poterle esporre, osservando intanto i suoi numerosi amici che ora speravano tutti su di lui, e lui solo. Lì radunate c'erano praticamente tutte le creature di quel luogo magnifico: i più grandi raccontavano di avventure e storie vissute assieme a quella figura leggendaria ai più giovani, che invece immaginavano ad occhi aperti di potere stringere la mano al famoso folletto e di potere ricevere un autografo. Parecchie ore dopo, siccome quelle creature non erano abituate alla disciplina e a cose come fare silenzio quando imposto, oltre all'essere naturalmente dei gran chiacchieroni, finalmente tutti tacquero, pronti ad ascoltare la soluzione portata dalla loro guida. Il folletto aveva nel frattempo assunto un'espressione oltre ogni dire seria e solenne: stava ben dritto con la schiena, ma col capo lievemente chinato e gli occhi chiusi per raccogliere le energie mentali e per meglio organizzare il suo discorso. Così pensarono tutti, fino a che, uno dei troll più vecchi e che gli stava quasi accanto, non si accorse che in realtà il divo Gancanagh si era, nell'attesa interminabile, addormentato. Lo si sarebbe del resto anche potuto sentire russare leggermente, se solo si fosse ascoltato con maggiore attenzione. Dunque il nostro amico folletto fu risvegliato immediatamente, in maniera un pò brusca, con una gomitata, ma comunque rispettosa. Ora che si era anche riposato un pò, Gancanagh si sentiva anche più sicuro e confidente di sè. Tuttavia il sonno non gli era affatto passato. Del resto anche lui aveva la sua età.
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