mercoledì 4 giugno 2014

Dentro l'armadio (V)

Quando il buon'uomo rinvenne, aveva un grande mal di capo come se qualcuno, con un grosso martello, lo avesse sorpreso alle spalle e gli avesse mollato una botta in testa con tutta la forza possibile. Si mise seduto e cercò di ricordare chi fosse (fatto), dove fosse (fatto), e perchè diamine mai fosse svenuto a quell'ora di giorno e mentre era immerso nel lavoro fino al collo, per giunta. Quando si ricordò anche quest'ultimo punto, ci mancò poco a che non svenisse nuovamente. Si volse così verso l'armadio, le cui ante erano tuttavia, adesso, chiuse normalmente. Il signor Phillips, dunque, per un secondo, provò a immaginare di essersi solo addormentato, probabilmente per la gran stanchezza dovuta alla sua ultima fatica letteraria, e di essersi sognato ogni cosa. Comprese, anzi soprattutto, le due ultime apparizioni dall'antico armadio. Che ovviamente non potevano essere successe sul serio. Si alzò finalmente in piedi sulle gambe ancora tremolanti e incerte. Si tenne per un pò le mani sulla schiena dolorante dall'ultimo trasloco che aveva dovuto effettuare in buona parte completamente da solo, dato che la intransigente consorte non si fidava di estranei per quel lavoro così intimo e delicato, diceva, e infine si avvicinò al possente armadio. Per quanto strano la sensazione che esso fosse un'entità vivente, non aveva ancora abbandonato il signor Phillips, che però adesso attribuiva tutto ciò e allo shock e allo svenimento. Anche se non in quest'ordine. Poggiò una mano su un'anta del mobile, lentamente, quasi si trattasse di un pericolosissimo animale selvaggio che stava provando ad addomesticare. Finalmente lo toccò. E immediatamente ritirò la mano e corse dietro la sua scrivania, che in quel momento costituiva una sorta di barricata invalicabile. Perlomeno nelle intenzioni. Non appena aveva toccato il legno, gli sembrò non solo che questo fosse vivo, ma che lo stesse anche attirando a sè. Ovviamente, però, come ebbe subito modo di riflettere da uomo estremamente razionale, quale era e quale sarebbe sempre stato, tutto ciò non era possibile. Perciò era evidente che si era sbagliato e, in poche parole semplici, si era lasciato ingannare dalle circostanze. Constatato ciò, era anche facilmente possibile acclarare un altro dato di fatto incontrovertibile: tutto, dalle apparizioni misteriose all'armadio che sembrava vivo, era solo e unicamente uno scherzo della stanchezza e dell'immaginazione, che gli avevano fatto credere di vedere e sentire cose che in realtà non c'erano. Una specie di sogno ad occhi aperti, insomma. Nulla di più. Tanto che, peraltro, come ebbe modo di notare non appena si mise a ragionare nuovamente in maniera coerente e razionale, non si vedeva traccia della giovane ragazza che era apparsa poc'anzi. Andò a cercarla per tutta casa, ma niente: di lei non c'era indizio alcuno. Meno male, pensò il signor Phillips un tantino risollevato, anche perchè la sua buona, ma estremamente gelosa consorte, a breve sarebbe rientrata a casa e di certo non le avrebbe fatto piacere trovarvici, sola col marito, una ragazza apparsa da un armadio. Semmai lì, si sarebbe dovuta nascondere in caso di pericolo, pensò l'acuto signor Phillips, che all'improvviso fu preso da un brivido gelido dietro la schiena che gli fece sudare, letteralmente, cubetti di ghiaccio. Così, titubante come nemmeno un adolescente brufoloso al ballo della scuola, mentre prova a conquistare la reginetta della serata, si avvicinò, col respiro che gli gonfiava il petto come una cornamusa, all'armadio, che ora più che respirare sembrava ansimare. Il signor Phillips fu terrorizzato per qualche secondo, fino a che si rese conto che quel respiro pesante non veniva da fuori, dall'armadio, ma veniva dal suo interno. Da dentro. Allora con la pressione che calava in maniera graduale ma costante, e le gambe che iniziavano a farsi molli, il buon uomo aprì l'anta dell'armadio, sbirciò dentro e ciò che vide fu una ragazza giovane e avvenente che si rifugiava lì dentro schiacciata contro un angolo dell'enorme mobile. I loro occhi si incrociarono ed entrambi poterono constatare la sorpresa e il terrore negli occhi dell'altro. Poi il signor Phillips semplicemente richiuse l'anta con calma estrema e inaspettata. E subito dopo svenne di nuovo.

Nessun commento:

Posta un commento