Tempo fa c'era un uccelletto che si
veniva sempre a posare sul mio davanzale. All'inizio ero incerto e
dubbioso su come comportarmi, anche perchè sono un tipo molto timido
e fatico un pò a relazionarmi con gli altri. Ma poi col tempo
diventammo ottimi amici, perchè era un bravo uccelletto e mi faceva
sentire a mio agio e sicuro come non mi capitava spesso con la
maggior parte degli altri uccelletti. Passavamo molto tempo insieme,
che scorreva così, naturale e placido, come scorre l'acqua di un
fiume. Quando l'uccelletto veniva a trovarmi, spesso e volentieri
cinguettava per me, e con me, ed era un vero diletto sentire la sua
delicata voce e ammirare il suo tenero sorriso quando smetteva e mi
guardava con aria complice. Io gli sorridevo di rimando e stavo bene
con lui sul mio davanzale. Talvolta gli davo delle bricioline di
pane, o di focaccia alle olive, che lui amava moltissimo. All'inzio
era lui a dovermele chiedere, ma poi, man mano che ci conoscevamo e
capivamo meglio, non c'era più bisogno che parlasse che io andavo di
mia iniziativa a prendere del pane da sbriciolargli affinchè lo
gustasse insieme a me. Altre volte invece si posava sulla mia spalla,
e insieme andavamo a fare dei lunghi giri nei boschi, circondati
dalla bellezza e dalla natura. Il sole splendeva e riscaldava tutto,
illuminandolo di una luce nuova. Era tutto tanto semplice e perfetto
da sembrare finto, irreale: da sembrare un incantesimo. Così quando
mi resi conto di ciò ebbi subito molta paura, perchè come lessi nei
libri di fiabe tanto tanto tempo fa, gli incantesimi a volte si
spezzano e quando ciò accade non è più possibile tornare indietro.
Non si può mai tornare indietro.
Poi un pomeriggio, dal mio
terrazzo, dove stavo col mio amico uccelletto a trascorrere qualche
ora spensierata, notai all'orizzonte delle nuvole comparire ed
ingrossarsi e farsi nere, nerissime e poi coprire anche il sole e
preannunciare un diluvio coi fiocchi. Guardai subito il mio amico
uccelletto e mi sembrò d'improvviso preoccupato, molto preoccupato.
Così, senza capire bene il perchè, anche io mi sentì tale e un qualche non so che mi diceva che
presto qualcosa sarebbe accaduto. Qualcosa di non bello. Era il vento
gelido che si era alzato, mentre io guardavo triste l'uccelletto e
lui guardava triste me, a darmi questa impressione. Nessuno parlava,
ma ognuno di noi, inconsciamente, aveva già capito tutto ciò che
c'era da comprendere, pur senza sapere bene cosa.
"Devo volare via, oppure mi
bagnerò tutto. Ma tornerò, non ti preoccupare, non appena la
tempesta sarà finita": mi disse l'uccelletto, facendomi un
sorriso che mi provocò un oscuro sussulto interiore.
"Ok...": risposi cercando di
credergli con tutto me stesso, e anche qualcosa in più, e
sforzandomi di sorridere a mia volta, ma riuscendo solo a farmi
salire un magone che poi divenne un groppo al cuore, perchè dentro
di me pioveva già a dirotto e io non potevo fingere che non mi
stessi bagnando, perchè non sono mai stato in grado di farlo.
L'uccelletto così volò via e si voltò
anche a salutarmi e mi diede appuntamento a presto, io lo salutai e
intanto il temporale stava arrivando e il vento fischiava con
violenza inaudita, così io dovetti tornare dentro e osservare il mio amico uccelletto che scompariva lontano.
Il mattino dopo il sole tornò a
risplendere, ma io non mi sentivo felice. Il mio amico uccelletto non
tornò mai più. Io lo aspettai per giorni, ma come sapevo, lui non
sarebbe tornato mai più, benchè preparassi sempre del pane, o della
focaccia con le olive, che tanto gli piaceva, e benchè a volte lo
lasciassi lì, dove lui si posava, e stavo per ore a guardare e a
sperare in silenzio, fino a che, a un certo punto, non riuscivo più
a stare immobile, osservando il posto dove il mio amico uccelletto stava
sempre e quindi rientravo dentro, chiudendo tutto alle mie spalle. Ora il
mio davanzale è vuoto, talvolta sento altri uccelletti fischiare e
canticchiare, e li scambio per il mio vecchio amico. Ma quando corro
fuori, il davanzale è vuoto e non c'è più nessuno lì per me, nessuno che mi aspetti per salirmi in spalla e andare a fare un giro nei boschi.
Talvolta lo guardo, quel davanzale spoglio, con solo delle briciole
di pane che nessuno mangia più e che il vento spazza via crudelmente
alla sera, e ho molta nostalgia del mio uccelletto, che se ne è
andato e, per quanto io possa aspettarlo, non tornerà più.
Ciao: non sono il tuo genere, questo l'ho capito. Se tuttavia ti fa piacere condividere i tuoi racconti o le tue bozze in privato mi trovi @yahoo.it . Il tuo Laodamante
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