domenica 28 settembre 2014

La virulenta diffusione del contagio

Assisto impotente al dilagare delle mode. Un bel giorno, ma forse dovrei dire brutto, esco di casa ed ecco che davanti agli occhi mi si para uno scenario degno della peggiore delle apocalissi nucleari cinematografiche. Decine e decine, per non dire centinaia o addirittura migliaia, di individui si aggirano per le vie delle città, soprattutto alcune di esse, in preda ad una sorta di possessione maligna, che annulla e cancella le loro personalità, o ciò che stava per esse, per sostituirle con uno standard preconfezionato, pre-imballato e diffuso così, come si diffonde un virus letale in una guerra batteriologica, ma senza tuttavia i nobili intenti distruttivi insiti in essa.
Miriadi, come insetti, di individui tutti uguali, ovviamente ognuno con il proprio stile personale (sì, come no..), mi circondano improvvisamente e mi si stringono minacciosi attorno, mentre io cerco una qualsivoglia via di fuga dalle loro apparentemente ispide e trasandate barbe ma terribilmente morbide e impomatate, e dai loro enormi occhialoni a montatura nera, tipici dei nerd, che oggi sembrano essere diventati un must, nonchè il simbolo distintivo di questa terribile epidemia, che pare non lasciare via di scampo alla maggior parte dei giovani, nonchè delle giovani, dai 25 ai 40 anni. Terribile. Comunque riesco a salvarmi per un pelo; che queste strane creature invece si depilano con ammirevole devozione. 
Non c'è scampo al contagio. Proprio mentre scrivo, il conduttore del tg, il quale indossa jeans molto molto stretti, tanto da rischiare di essere reso sterile, e forse sarebbe meglio così, con risvolti molto buffi e privi di ogni ragion d'essere, annuncia che i locali che offrono aperitivi irragionevolmente costosi, caratterizzati da scarsità di cibo e contornati da una musichetta tanto soffusa quanto irritante, esplodono letteralmente, invasi da bizzarre creature, probabilmente crononauti, che paiono i loro nonni, usciti direttamente da una triste realtà parallela dove gli anni 50 sono improvvisamente ancora in voga, tanto per ribadire il concetto di fantasia e originalità. Ma poveretti, questi sono individui malati, contagiati, infetti e meritano perciò tutta la nostra solidarietà e comprensione. O forse no?
Io stesso ho visto diversi amici mutarsi proprio sotto i miei attoniti occhi: fino a ieri erano persone assolutamente normali, anche rispettabili in parte, con i loro gusti, i loro vezzi, le loro preferenze. Ora, dopo la diffusione globale del morbo, si sono trasformati unicamente in una mera ripetizione, di null'altro che di altre migliaia di ripetizioni, a loro volta riproduzioni di altre infinite ripetizioni di un unico fottuto e stupido modello. Ma questo è stile, signori miei. Che volete farci? Purtroppo io non paio essere in grado di averne, signori cari. Che volete farci? 
Cosa abbiamo fatto, oh mio Dio, per meritare ciò? Cosa? Nessuna risposta, ovviamente. Del resto anche Dio ha la barba lunga e folta, fintamente non curata, indossa sandali e tiene le caviglie scoperte, anche se non porta alcun risvolto evidente. Ma è solo questione di tempo, immagino. 
Le strade pullulano, nella confusione generale, di cloni di altri cloni, che si muovono all'unisono, su note tutte identiche, sorseggiando, con stupida allegria, drink tutti uguali. Eppure, pare che si divertano. La speranza sembra averci oramai abbandonato, per sempre. L'omologazione coatta del genere umano avanza senza tregua, lanciata da voghe e contenuti virali. Ma oggi sono fiducioso: sfilo dinnanzi a comitive di ragazzi che insieme non si cagano nemmeno di striscio, mentre fissano intontiti i loro cellulari intelligenti. Sicuramente più di loro, sì. Tutto questo, un giorno, finirà. Finalmente verrà trovato un vaccino, una cura, anche se oggi ovviamente le grandi case farmaceutiche non hanno alcun interesse a farlo, perchè questi strani esseri sono sì pericolosi per gli individui ancora sani, e per la società nel suo complesso, ma diamine: fanno guadagnare soldoni a chi sa come si fanno i soldoni. Ad ogni modo, prima o poi, questo terribile contagio, che ha già mietuto troppe vittime, si dissolverà in una bolla di sapone, proprio come si è creato. Presto o tardi, anche questo trend virulento se ne andrà a fare in culo, che è il luogo che veramente gli appartiene. 
E tutta questa povera gente, semplicemente, inizierà a seguire un'altra stupida e inutile moda, a sentirsi parte di un altro gruppo, o per meglio dire, un altro misero gregge. Ovviamente ognuno col proprio stile personale, unico e inimitabile. Sì, come no...

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