Quella mattina gli abitanti della cittadina di Oibath si svegliarono con una visione insolita. In un campo coltivato ai margini dell'abitato era comparso, come dalla brina mattutina, un gregge enorme di pecore belanti e brucanti, le quali sembravano come osservare da lontano la cittadina e i suoi placidi abitanti. Il fatto, benchè non così straordinario, costituiva comunque una certa novità in una cittadina sì piccola, o a misura d'uomo (che dir si voglia), ma di sicuro oramai definitivamente compromessa con un certo grado di industrializzazione e urbanizzazione, che aveva rubato progressivamente la scena a cose, appunto insolite, come un gregge di pecore belanti e brulicanti nei pressi della cittadina. Normale quindi che le persone ne fossero incuriosite, non tanto chi si recava di fretta come ogni mattina al lavoro in una città ancora più grande e con ancora meno pecore, ma soprattutto gli anziani e i bambini. I quali, i primi, ricordavano con nostalgia i tempi in cui le pecore nella cittadina di Oibath, molto tempo prima che si trasformasse in un posto dove la gente si recava a lavorare in una città più grossa, le pecore quasi scorrazzavano indisturbate tra la gente, sempre ovviamente brucando e belando. Invece i bambini erano particolarmente attratti da un animale che molti di loro conoscevano solo per essere presente come povera vittima di famelici lupi senza pietà in moltissime fiabe e favole e per essere anche una creatura piuttosto mansueta e un tantino stupidotta.
Tant'è che in effetti molte persone quella mattina, passando nei pressi del campo dove erano comparse tutte quelle pecore belanti e brucanti, si facevano una bella risata compiaciuta di superiorità, guardando il volto di quelle bestie così mansuete e stupidotte che brucavano e belavano in maniera così ridicola. "Ih,ih,ih,ih..": pensavano molti che passavano da lì e vedevano le pecore. E lo pensavano anche dopo, nel pomeriggio, altri che transitavano da quella zona vicina al campo: "che animali mansueti e stupidotti..ih,ih,ih,ih..". E lo pensavano naturalmente anche arrivata la sera, quando le persone uscivano per divertirsi, o almeno per provarci, dalle loro abitazioni, prima di prepararsi ad un'altra giornata di lavoro in una città più grossa, e passando dai pressi del campo vedevano il volto delle pecore. "Ih,ih,ih,ih..".
Fattasi notte, la gente andò a dormire, e quella sera davvero qualcuno avrebbe potuto letteralmente addormentarsi contando le pecore. Ma in pochi ci pensarono e nessuno lo fece veramente. Perchè tutti erano solo troppo stanchi. Quindi dormirono e basta.
La mattina seguente, nessuno nella cittadina di Oibath pensava più al gregge di pecore. Sicuramente se ne saranno andate a questo punto, era l'implicita opinione comune di tutti. Invece le pecore erano ancora lì, il mattino dopo, nei pressi del campo a belare e brucare, spuntate fuori come dall'umidità notturna. Insolito, sì. Ma di certo non straordinario. Anche per una cittadina come Oibath con un passato sì agricolo e contadino, ma oramai lontana dall'essere un luogo dove le pecore si vedessero con molta frequenza, se non dal macellaio o al supermercato in comode e pratiche vaschette.
Lo divenne, straordinario, comunque, quando dopo una settimana le pecore continuavano a permanere imperterrite, spuntate fuori come dalla nebbia della sera prima, ferme su quel campo dove semplicemente brucavano e belavano. E da lontano sembravano osservare la cittadina di Oibath e i suoi placidi abitanti.
Tant'è che in effetti molte persone quella mattina, passando nei pressi del campo dove erano comparse tutte quelle pecore belanti e brucanti, si facevano una bella risata compiaciuta di superiorità, guardando il volto di quelle bestie così mansuete e stupidotte che brucavano e belavano in maniera così ridicola. "Ih,ih,ih,ih..": pensavano molti che passavano da lì e vedevano le pecore. E lo pensavano anche dopo, nel pomeriggio, altri che transitavano da quella zona vicina al campo: "che animali mansueti e stupidotti..ih,ih,ih,ih..". E lo pensavano naturalmente anche arrivata la sera, quando le persone uscivano per divertirsi, o almeno per provarci, dalle loro abitazioni, prima di prepararsi ad un'altra giornata di lavoro in una città più grossa, e passando dai pressi del campo vedevano il volto delle pecore. "Ih,ih,ih,ih..".
Fattasi notte, la gente andò a dormire, e quella sera davvero qualcuno avrebbe potuto letteralmente addormentarsi contando le pecore. Ma in pochi ci pensarono e nessuno lo fece veramente. Perchè tutti erano solo troppo stanchi. Quindi dormirono e basta.
La mattina seguente, nessuno nella cittadina di Oibath pensava più al gregge di pecore. Sicuramente se ne saranno andate a questo punto, era l'implicita opinione comune di tutti. Invece le pecore erano ancora lì, il mattino dopo, nei pressi del campo a belare e brucare, spuntate fuori come dall'umidità notturna. Insolito, sì. Ma di certo non straordinario. Anche per una cittadina come Oibath con un passato sì agricolo e contadino, ma oramai lontana dall'essere un luogo dove le pecore si vedessero con molta frequenza, se non dal macellaio o al supermercato in comode e pratiche vaschette.
Lo divenne, straordinario, comunque, quando dopo una settimana le pecore continuavano a permanere imperterrite, spuntate fuori come dalla nebbia della sera prima, ferme su quel campo dove semplicemente brucavano e belavano. E da lontano sembravano osservare la cittadina di Oibath e i suoi placidi abitanti.
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