Ora le pecore che stavano così
piantate sul campo ai margini della cittadina di Oibath da oramai una
settimana, non si erano semplicemente bloccate lì, come per uno
strano sortilegio che immobilizza le pecore. Assolutamente no. Esse
stavano, in maniera flemmatica, come è loro costume, decidendo sul
da farsi. Ovvero se fermarsi stabilmente in città oppure andarsene
per sempre e stabilirsi altrove.
La discussione ferveva, per modo di
dire, perchè come sapete le pecore sono animali piuttosto mansueti e
raramente danno in escandescenze, limitandosi invece a brucare e
belare, da diversi giorni oramai e non si era ancora trovato un
accordo. Alcuni suggerivano fermamente di levare le tende. A quanti
gli domandassero di quali tende si sarebbero dovute levare, essi rispondevano
che si trattava unicamente di un modo di dire, anche piuttosto
vecchio oggigiorno, e così le pecore capivano. E alcune di loro
belavano e facevano di sì con la testa; altre invece belavano
esprimendo così i loro dubbi circa questa strategia. Dall'altra
parte c'era chi invece avanzava una proposta piuttosto antitetica,
pur con modi comunque mai eccessivi come si usa tra questi nobili
ovini, rispetto alla precedente. Ovvero di stabilirsi nella cittadina
di Oibath in pianta stabile. A quanti gli domandassero a quale pianta
si riferissero, questi rispondevano che era soltanto un'immagine,
piuttosto suggestiva anche, per simboleggiare un radicamento
definitivo ad un luogo. Così, una volta ricevuta tale utile
spiegazione, alcune pecore belavano in segno di assenso; altre
palesemente brucavano dell'erba essendo contrariati da una simile
proposta.
Un fatto in un certo qual modo
interessante era che la prima posizione, quella di spostarsi altrove
e non rimanere nella cittadina, era sostenuta quasi totalmente dai soggetti più anziani del gregge, con il pelo bianco(più del normale per una pecora) e irto, interessati a mantenere lo status nomade
del gruppo, grazie al quale potevano fare valere la loro esperienza
durante gli spostamenti e la ricerca del cibo, con conseguenze chiare sulla scala del potere interno. Il secondo proposito
invece, quello di restare a Oibath, era caldeggiato in larghissima
parte dai membri più giovani e perciò idealisti, desiderosi di
realizzare un sogno a lungo cullato da ogni pecora moderna, ovvero
quello di riappropriarsi, con interessi, degli spazi che le erano
stati tolti, elevando così il gregge a una nuova condizione mai
raggiunta prima e innescando perciò una rivoluzione dei rapporti
interni.
Insomma: alcune pecore erano stanche
della loro vita di pecore nomadi e diseredate ed erano anche stufe di
subire, contemporaneamente, la tortura di dovere essere in un certo
sottile e invisibile, ma comunque inestricabile, modo sottomesse a
una generazione di pecore che invece non aveva fatto altro che
accettare supinamente la loro condizione di animali considerati dagli
umani, quegli usurpatori, mansueti e un tantino stupidotti, e brucare
e belare osservando le placide vite degli abitanti di tante cittadine
tutte uguali.
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