Quando il signor
Giuliano si svegliò all' improvviso nel cuore della notte, sentì
dentro di sè che c' era qualcosa che non andava.
Questo lo poteva percepire chiaramente e senza la minima ombra di
dubbio, tuttavia il difficile adesso, e ogni volta in casi del
genere, era capire da dove venisse quella spiacevole sensazione e da
cosa fosse provocata. Vediamo, provò a pensare il signor Giuliano:
potrebbe forse essere il fatto che il mio maglione preferito si sia ristretto a causa di un lavaggio errato in lavanderia a dispetto di tutte le mie raccomandazioni? Beh, senza dubbio quello gli
dava un pò di dispiacere, ma certo non da non poterci dormire la
notte e addirittura svegliarsi di soprassalto. Allora potrebbe essere
dovuta semplicemente alla cena un pò troppo abbondante di quella sera? No, tenderei a
escluderlo: pensò il signor Giuliano che anzi sentiva di nuovo l'
acquolina in bocca al solo pensiero di quei prelibati piatti. E
allora cosa poteva essere quella sensazione di un nodo allo stomaco e
di un velo di piombo sul petto? Cosa poteva essere che non lo faceva
dormire e lo teneva sveglio come se fosse stato mezzogiorno in punto?
Forse tutto ciò era causato dal pigiama di lana nuovo che indossava e che gli
dava ancora una sensazione come di una serie di pizzicotti dispettosi sulla pelle?
Beh, in effetti non era la sensazione più piacevole del mondo, ma
sentiva, il signor Giuliano, che ci si stava già abituando. Senza
contare che il pigiama nuovo comunque gli piaceva ed era un pigiama
personalizzato. Quanti possono dire di avere un pigiama
personalizzato? Sto aspettando...ecco, nessuno. Visto? Dunque non era
quello il problema. E cosa allora? Forse doveva andare in bagno? Sì,
in effetti sì: gli scappava la pipì forte. Forse aveva trovato il
problema e il motivo della sua angoscia imprevista e improvvisa. Così
il signor Giuliano si alzò molto piano, cercando di strisciare
furtivo fuori dal letto, per non svegliare la bella consorte, che
quando dormiva era più bella che mai con quello sguardo sereno e
sognante. Si fermò qualche secondo ad osservarla e provò un senso
di contentezza. Tuttavia subito dopo di nuovo quel senso d' angoscia.
Doveva andare in bagno e tutto si sarebbe risolto. Oramai ne era
convinto, o meglio, voleva esserlo. Così si recò al bagno e fece
quello che doveva fare e subito andò tutto di nuovo bene. Ottimo. Tirò lo
sciacquone e fece per tornare a dormire nuovamente tranquillo. Ma fu
solo un attimo, un istante. Non era ancora uscito dalla stanza che
sentì il petto come essere invaso da una chiazza di inquietudine oscura
e pesante. Quasi si sentì mancare: adesso era decisamente
preoccupato. Pensò di chiamare un medico e di avvisare la moglie,
anche se preferiva non allarmarla. Così fece per scendere di sotto
dove si trovava il telefono. Passò davanti la stanza del piccolo
Lucio, la cui porta era chiusa, e dove il bambino dormiva tranquillo.
Arrivò alle scale il signor Giuliano e iniziò a scendere. Poi come
comandato da una forza misteriosa si bloccò come se fosse diventato
di gesso, ma immediatamente dopo si voltò su se stesso con un
movimento quasi sovrumano tanto fu eseguito repentinamente. Corse per
il corridoio fino alla stanza del figlioletto, vi si fermò davanti e
si accorse di avere il fiatone e di stare sudando freddo in preda a
tremiti morbosi. Aprì la porta ed entrò nella stanza. La signora
Serena fu svegliata dal suo urlo. Si scaraventò fuori dal letto e
raggiunse il marito: vide il letto vuoto e la finestra aperta. La
signora Serena svenne tra le braccia del marito che la prese
praticamente al volo. Il piccolo Lucio era sparito, scomparso. Era
scappato o forse peggio. Forse era stato rapito. Adesso i due coniugi
piangevano stringendosi in preda al panico.
" Dove sarà
il mio bambino??!!": urlava con tutto il fiato che aveva in gola
la signora Serena.
" E così
piccolo e indifeso...!! è un incubo, ora mi sveglierò":
piangevano così forte marito e moglie che le loro urla sembravano
squarciare il placido cielo notturno. Sembrava di sentire
riecheggiare le loro grida disperate per tutta la città e oltre,
fino al bosco oltre le ultime case del paese.
Non si accorse
nemmeno il signor Giuliano di essere uscito fuori di casa, a piedi
scalzi in pigiama e di stare correndo come un forsennato per le
strade deserte, data l' ora. Realizzò tutto ciò, compreso il fatto
di avere lasciato la moglie terrorizzata a casa da sola, soltanto nel
momento in cui scorse da lontano i maestosi alberi, oltre il verde
prato, del bosco incantato.
Intanto il piccolo
Lucio continuava a guardare con occhi pieni di meraviglia il suo
amico goblin ( che però pensava ancora essere uno gnomo. E di quello
avrebbero dovuto discutere prima o poi, pensò Sgruntutur), che dal
canto suo non poteva credere al fatto di essere guardato come di
solito si guarda una bella donna ( non certo la sua consorte dunque)
e si dava tutte delle arie che in altre occasioni avrebbe disprezzato
con tutta la sua forza. E fumava come se fosse stato un divo di Hollywood ( o comunque del suo corrispettivo nel mondo della storia che adesso sto raccontando), nonostante alla moglie questo non andasse affatto giù. E forse proprio per quello. Sicuramente comunque in quel momento lui era la star. E le star, volenti o nolenti, fumavano dandosi della arie. Proprio come stava facendo lui adesso. Checchè la moglie ne pensasse.
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