sabato 15 febbraio 2014

il bosco incantato ( XII)

Quando il signor Giuliano si svegliò all' improvviso nel cuore della notte, sentì dentro di sè che c' era qualcosa che non andava. Questo lo poteva percepire chiaramente e senza la minima ombra di dubbio, tuttavia il difficile adesso, e ogni volta in casi del genere, era capire da dove venisse quella spiacevole sensazione e da cosa fosse provocata. Vediamo, provò a pensare il signor Giuliano: potrebbe forse essere il fatto che il mio maglione preferito si sia ristretto a causa di un lavaggio errato in lavanderia a dispetto di tutte le mie raccomandazioni? Beh, senza dubbio quello gli dava un pò di dispiacere, ma certo non da non poterci dormire la notte e addirittura svegliarsi di soprassalto. Allora potrebbe essere dovuta semplicemente alla cena un pò troppo abbondante di quella sera? No, tenderei a escluderlo: pensò il signor Giuliano che anzi sentiva di nuovo l' acquolina in bocca al solo pensiero di quei prelibati piatti. E allora cosa poteva essere quella sensazione di un nodo allo stomaco e di un velo di piombo sul petto? Cosa poteva essere che non lo faceva dormire e lo teneva sveglio come se fosse stato mezzogiorno in punto? Forse tutto ciò era causato dal pigiama di lana nuovo che indossava e che gli dava ancora una sensazione come di una serie di pizzicotti dispettosi sulla pelle? Beh, in effetti non era la sensazione più piacevole del mondo, ma sentiva, il signor Giuliano, che ci si stava già abituando. Senza contare che il pigiama nuovo comunque gli piaceva ed era un pigiama personalizzato. Quanti possono dire di avere un pigiama personalizzato? Sto aspettando...ecco, nessuno. Visto? Dunque non era quello il problema. E cosa allora? Forse doveva andare in bagno? Sì, in effetti sì: gli scappava la pipì forte. Forse aveva trovato il problema e il motivo della sua angoscia imprevista e improvvisa. Così il signor Giuliano si alzò molto piano, cercando di strisciare furtivo fuori dal letto, per non svegliare la bella consorte, che quando dormiva era più bella che mai con quello sguardo sereno e sognante. Si fermò qualche secondo ad osservarla e provò un senso di contentezza. Tuttavia subito dopo di nuovo quel senso d' angoscia. Doveva andare in bagno e tutto si sarebbe risolto. Oramai ne era convinto, o meglio, voleva esserlo. Così si recò al bagno e fece quello che doveva fare e subito andò tutto di nuovo bene. Ottimo. Tirò lo sciacquone e fece per tornare a dormire nuovamente tranquillo. Ma fu solo un attimo, un istante. Non era ancora uscito dalla stanza che sentì il petto come essere invaso da una chiazza di inquietudine oscura e pesante. Quasi si sentì mancare: adesso era decisamente preoccupato. Pensò di chiamare un medico e di avvisare la moglie, anche se preferiva non allarmarla. Così fece per scendere di sotto dove si trovava il telefono. Passò davanti la stanza del piccolo Lucio, la cui porta era chiusa, e dove il bambino dormiva tranquillo. Arrivò alle scale il signor Giuliano e iniziò a scendere. Poi come comandato da una forza misteriosa si bloccò come se fosse diventato di gesso, ma immediatamente dopo si voltò su se stesso con un movimento quasi sovrumano tanto fu eseguito repentinamente. Corse per il corridoio fino alla stanza del figlioletto, vi si fermò davanti e si accorse di avere il fiatone e di stare sudando freddo in preda a tremiti morbosi. Aprì la porta ed entrò nella stanza. La signora Serena fu svegliata dal suo urlo. Si scaraventò fuori dal letto e raggiunse il marito: vide il letto vuoto e la finestra aperta. La signora Serena svenne tra le braccia del marito che la prese praticamente al volo. Il piccolo Lucio era sparito, scomparso. Era scappato o forse peggio. Forse era stato rapito. Adesso i due coniugi piangevano stringendosi in preda al panico.
" Dove sarà il mio bambino??!!": urlava con tutto il fiato che aveva in gola la signora Serena.
" E così piccolo e indifeso...!! è un incubo, ora mi sveglierò": piangevano così forte marito e moglie che le loro urla sembravano squarciare il placido cielo notturno. Sembrava di sentire riecheggiare le loro grida disperate per tutta la città e oltre, fino al bosco oltre le ultime case del paese.
Non si accorse nemmeno il signor Giuliano di essere uscito fuori di casa, a piedi scalzi in pigiama e di stare correndo come un forsennato per le strade deserte, data l' ora. Realizzò tutto ciò, compreso il fatto di avere lasciato la moglie terrorizzata a casa da sola, soltanto nel momento in cui scorse da lontano i maestosi alberi, oltre il verde prato, del bosco incantato.

Intanto il piccolo Lucio continuava a guardare con occhi pieni di meraviglia il suo amico goblin ( che però pensava ancora essere uno gnomo. E di quello avrebbero dovuto discutere prima o poi, pensò Sgruntutur), che dal canto suo non poteva credere al fatto di essere guardato come di solito si guarda una bella donna     ( non certo la sua consorte dunque) e si dava tutte delle arie che in altre occasioni avrebbe disprezzato con tutta la sua forza. E fumava come se fosse stato un divo di Hollywood ( o comunque del suo corrispettivo nel mondo della storia che adesso sto raccontando), nonostante alla moglie questo non andasse affatto giù. E forse proprio per quello. Sicuramente comunque in quel momento lui era la star. E le star, volenti o nolenti, fumavano dandosi della arie. Proprio come stava facendo lui adesso. Checchè la moglie ne pensasse.

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