sabato 1 febbraio 2014

smart phones war (parte XI)

A quel punto il racconto si interruppe mentre l' assistente del direttore generale chinava il capo in segno di estrema contrizione e il direttore, da parte sua, si teneva la fronte con una mano cercando di allontanare i ricordi negativi di quell' ultima esperienza. " Mi spiace infinitamente, signore..Non so come giustificarmi e forse semplicemente non posso": diceva l' assistente con voce visibilmente turbata e ancora un pò bassa e rauca. " Non ci pensi più, mio caro assistente. Nessuno dovrebbe pensarci più": rispose il direttore generale sforzandosi di assumere il tono più conciliatorio possibile. Ma sentiva dentro di sè che la gola iniziava a bruciargli e di questo anche il tono della sua voce iniziava già a risentirne: era evidente che l' assistente lo aveva contagiato con il suo malanno.
" Coff.. coff..": esclamò quindi saggiamente il direttore generale chiudendo definitivamente la questione.
Poi quando l' assistente si accorse che il buon e attento Michele non aveva compreso quel passaggio improvviso si affrettò a spiegare:" se ben ricorda, giovane Michele, il direttore generale qui presente nella persona di se stesso mi aveva dato il compito altissimo di leggere la anonima lettera atomica ma comica, e io già ero pronto a sbellicarmi dalle risate o a saltare in aria venendo disintegrato. Nel frattempo il nostro capo supremo, il direttore generale, avrebbe tentato di sbrogliare questa matassa ( e indicò a Michele una matassa intricatissima che giaceva adesso sul pavimento). Così mi apprestai a leggere nel miglior modo possibile; ma quando cominciai..beh..mi accorsi di essere quasi afono e che la mia voce aveva un tono terribile e fastidioso. Non certo adatto per districare matasse, ecco".
" Nè tantomeno per leggere una lettera che si preannuncia come divertentissima..": aggiunse un pò bruscamente il direttore.
" Me ne dispiace infinitamente, signore. Comunque ha perfettamente ragione": si affrettò a dire il povero assistente.
" Mai sentito leggere tanto inadeguatamente, mio gentile amico": ammise poi il direttore guardando verso Michele che sinceramente non aveva alcun interesse nel seguire i deliri di quei due elementi.
" Mi perdoni..": disse l' assistente.
"Non c'è problema:" fece, ritrovando un cordiale sorriso, un pò sforzato tuttavia, il direttore generale.
Ma davvero non c' era problema? L' assistente non lo sapeva, e per questo rimaneva leggermente preoccupato. A michele invece non fregava nulla. Così domandò, tanto per domandare:"e...tanto per domandare..cosa c' era scritto su questa lettera?"
"A parte i ripetuti coff..coff..?": chiese il direttore facendo seguire alla sua domanda un paio di coff..coff..( adesso sì che ce l' aveva un pò col suo assistente- untore).
" Sì, a parte quello": disse imbarazzato il buon Michele un istante prima di percepire a sua volta un lieve fastidio alla gola.
"Beh non lo sappiamo": ammise il direttore candidamente.
"Come?": fece Michele.
" Non la abbiamo letta, perchè l' assistente non era in grado di farlo nella maniera appropriata": spiegò il direttore guardando l' assistente che non potè fare a meno di abbassare gli occhi per il dispiacere e l' inevitabile vergogna.
" Ma allora come sapete che questa parla di un piano finale e definitivo, se non l' avete letta?": domandò Michele che iniziava a capirci sempre meno e che sentiva che al mal di gola inziava ad aggiungersi un pesante mal di testa.
" Oh beh..", intervenne l' assistente:" questo era scritto a caratteri cubitali nell' oggetto della missiva. Ed è più o meno l' unica cosa che sono riuscito a leggere come si deve prima che la mia voce iniziasse a scomparire e farsi sempre più flebile."
" E io purtroppo sono un pò sordo": ammise il direttore.
" Non si preoccupi signore, nessuno gliene fa una colpa": aggiunse l' assistente prontamente.
" Lo so e ci mancherebbe. Io d' altronde qui sono il direttore generale": ricordò a tutti. E Michele in effetti non aveva idea di come tutto ciò era potuto accadere.
" Beh, ma perchè non l' ha letta lei?": domandò allora Michele, che non faceva mai domande banali, al direttore lì presente.
Il direttore lì presente quasi saltò dalla poltrona, mentre l' assistente strabuzzò gli occhi e non riusciva a credere alle sue orecchie.
" Ovviamente un direttore generale, mio caro, non si spreca a leggere una lettera anonima. Ha un assistente apposito che dovrebbe farlo": spiegò il direttore. E di nuovo guardò un pò storto il suddetto assistente, avendo cura però di non farsi vedere per non turbare troppo il brav' uomo.
" Ovviamente..che domande..": aggiunse poi l' assistente, sempre con voce molto bassa e rauca, cercando l' approvazione del suo superiore.
" E che ne dite di farlo leggere a qualcun altro?": propose quindi Michele
" In effetti è una bella idea", ammise il direttore:" vuole essere proprio lei il fortunato, gentile Michele?": chiese poi al ragazzo.
Michele ci pensò un pò su e si disse che non ci sarebbe stato alcun problema a leggere quelle poche righe. Ma poi si ricordò del mal di gola che aveva iniziato ad avvertire pochi minuti prima, così disse:" beh..in realtà non me la sentirei molto: ho la voce un pò bassa quest'oggi..deve essere il cambio di stagione. Ma ci sarà pur qualcun altro, no?"
" Beh sì...chiaramente..", fece il direttore generale:" ci sarebbe il cestino dei rifiuti. Lo chiami a noi, signor assistente di me medesimo"
" Cestino dei rifiuti..coff.. coff..": provò a urlare l' assistente ottenendo solo un nuovo attacco di tosse e una afonia sempre più netta.
Ma il cestino dei rifiuti non arrivò. " Dove si è cacciato, quel pezzo di cestino?": domandò adirato il direttore. Si scoprì solo in seguito che il cestino dei rifiuti si era licenziato di punto in bianco pochi minuti prima in cerca di nuove, e più adeguate alla sue competenze, posizioni lavorative.
" Bah..": fece il direttore.
A quel punto fu raggiunto un impasse che avrebbe potuto rendere il contenuto della lettera segreto per sempre. Se non fosse giunto in loro soccorso, per buona sorte, l' inserviente Gerard.
Costui, che pure era muto e che in certi frangenti desiderava essere anche sordo, soprattutto quando si trovava sul posto di lavoro con quei due gran pezzi di superiori, lesse senza problemi e scandendo bene, come piaceva al direttore, la lettera anonima che si scoprì tuttavia non essere affatto comica. Con enorme dispiacere sia del direttore generale, che, per osmosi, del suo assistente ( che tuttavia era un pò meno dispiaciuto del direttore. Semplicemente per un fatto gerarchico. È chiaro).
" Mmmmm...mmmm...mmmm...fine. Firmato, anonimo '83": concluse l' inserviente Gerard affetto da mutismo.
"Allora mio bell' e bravo Michele", esclamò all' improvviso il direttore generale facendo sussultare perfino se stesso che non si aspettava uno scatto tanto repentino:" si sente pronto per questa missione importantissima e fondamentale per la nostra battaglia?"
" Può dirlo forte": disse Michele, alzandosi dalla sua sedia di scatto e stringendo la mano a modi pugno per dimostrare la sua decisione.
Sia l' assistente che il direttore, naturalmente quest' ultimo un pò di più, si spaventarono per quel gesto di pugno chiuso e pensarono: " stavolta le buschiamo sul serio..".
Ma il mite Michele voleva unicamente sottolineare che era, non pronto, ma prontissimo a fare il culo a tutti quei cazzo di pearini. Così ripetè:" può dirlo forte, direttore generale".
Il direttore non si fece pregare ulteriormente e sorridendo eccitato, urlò con tutto il fiato che aveva in gola:" Alloraaaaaaaaaaaaaaa, è prontoooooooooooooooooooooooo??!!!"

A quel punto l' inserviente Gerard uscì dalla stanza sbuffando e cercando qualcosa di appuntito da infilarsi nelle orecchie al fine di danneggiarsi i timpani e vivere finalmente per sempre sereno.

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