A quel punto il
racconto si interruppe mentre l' assistente del direttore generale
chinava il capo in segno di estrema contrizione e il direttore, da
parte sua, si teneva la fronte con una mano cercando di allontanare i
ricordi negativi di quell' ultima esperienza. " Mi spiace
infinitamente, signore..Non so come giustificarmi e forse
semplicemente non posso": diceva l' assistente con voce
visibilmente turbata e ancora un pò bassa e rauca. " Non ci
pensi più, mio caro assistente. Nessuno dovrebbe pensarci più":
rispose il direttore generale sforzandosi di assumere il tono più
conciliatorio possibile. Ma sentiva dentro di sè che la gola iniziava
a bruciargli e di questo anche il tono della sua voce iniziava già a
risentirne: era evidente che l' assistente lo aveva contagiato con il
suo malanno.
" Coff..
coff..": esclamò quindi saggiamente il direttore generale
chiudendo definitivamente la questione.
Poi quando l'
assistente si accorse che il buon e attento Michele non aveva
compreso quel passaggio improvviso si affrettò a spiegare:" se
ben ricorda, giovane Michele, il direttore generale qui presente
nella persona di se stesso mi aveva dato il compito altissimo di
leggere la anonima lettera atomica ma comica, e io già ero pronto a
sbellicarmi dalle risate o a saltare in aria venendo disintegrato.
Nel frattempo il nostro capo supremo, il direttore generale, avrebbe
tentato di sbrogliare questa matassa ( e indicò a Michele una
matassa intricatissima che giaceva adesso sul pavimento). Così mi
apprestai a leggere nel miglior modo possibile; ma quando
cominciai..beh..mi accorsi di essere quasi afono e che la mia voce
aveva un tono terribile e fastidioso. Non certo adatto per districare
matasse, ecco".
" Nè
tantomeno per leggere una lettera che si preannuncia come
divertentissima..": aggiunse un pò bruscamente il direttore.
" Me ne
dispiace infinitamente, signore. Comunque ha perfettamente ragione":
si affrettò a dire il povero assistente.
" Mai sentito
leggere tanto inadeguatamente, mio gentile amico": ammise poi il
direttore guardando verso Michele che sinceramente non aveva alcun
interesse nel seguire i deliri di quei due elementi.
" Mi
perdoni..": disse l' assistente.
"Non c'è
problema:" fece, ritrovando un cordiale sorriso, un pò sforzato
tuttavia, il direttore generale.
Ma davvero non c'
era problema? L' assistente non lo sapeva, e per questo rimaneva
leggermente preoccupato. A michele invece non fregava nulla. Così
domandò, tanto per domandare:"e...tanto per domandare..cosa c'
era scritto su questa lettera?"
"A parte i
ripetuti coff..coff..?": chiese il direttore facendo seguire
alla sua domanda un paio di coff..coff..( adesso sì che ce l' aveva
un pò col suo assistente- untore).
" Sì, a parte
quello": disse imbarazzato il buon Michele un istante prima di
percepire a sua volta un lieve fastidio alla gola.
"Beh non lo
sappiamo": ammise il direttore candidamente.
"Come?":
fece Michele.
" Non la
abbiamo letta, perchè l' assistente non era in grado di farlo nella
maniera appropriata": spiegò il direttore guardando l'
assistente che non potè fare a meno di abbassare gli occhi per il
dispiacere e l' inevitabile vergogna.
" Ma allora
come sapete che questa parla di un piano finale e definitivo, se non
l' avete letta?": domandò Michele che iniziava a capirci sempre
meno e che sentiva che al mal di gola inziava ad aggiungersi un
pesante mal di testa.
" Oh beh..",
intervenne l' assistente:" questo era scritto a caratteri
cubitali nell' oggetto della missiva. Ed è più o meno l' unica
cosa che sono riuscito a leggere come si deve prima che la mia voce
iniziasse a scomparire e farsi sempre più flebile."
" E io
purtroppo sono un pò sordo": ammise il direttore.
" Non si
preoccupi signore, nessuno gliene fa una colpa": aggiunse l'
assistente prontamente.
" Lo so e ci
mancherebbe. Io d' altronde qui sono il direttore generale":
ricordò a tutti. E Michele in effetti non aveva idea di come tutto
ciò era potuto accadere.
" Beh, ma
perchè non l' ha letta lei?": domandò allora Michele, che non
faceva mai domande banali, al direttore lì presente.
Il direttore lì
presente quasi saltò dalla poltrona, mentre l' assistente strabuzzò
gli occhi e non riusciva a credere alle sue orecchie.
" Ovviamente
un direttore generale, mio caro, non si spreca a leggere una lettera
anonima. Ha un assistente apposito che dovrebbe farlo": spiegò
il direttore. E di nuovo guardò un pò storto il suddetto
assistente, avendo cura però di non farsi vedere per non turbare
troppo il brav' uomo.
"
Ovviamente..che domande..": aggiunse poi l' assistente, sempre
con voce molto bassa e rauca, cercando l' approvazione del suo
superiore.
" E che ne
dite di farlo leggere a qualcun altro?": propose quindi Michele
" In effetti è
una bella idea", ammise il direttore:" vuole essere proprio
lei il fortunato, gentile Michele?": chiese poi al ragazzo.
Michele ci pensò
un pò su e si disse che non ci sarebbe stato alcun problema a
leggere quelle poche righe. Ma poi si ricordò del mal di gola che
aveva iniziato ad avvertire pochi minuti prima, così disse:"
beh..in realtà non me la sentirei molto: ho la voce un pò bassa
quest'oggi..deve essere il cambio di stagione. Ma ci sarà pur
qualcun altro, no?"
" Beh
sì...chiaramente..", fece il direttore generale:" ci
sarebbe il cestino dei rifiuti. Lo chiami a noi, signor assistente di
me medesimo"
" Cestino dei
rifiuti..coff.. coff..": provò a urlare l' assistente ottenendo
solo un nuovo attacco di tosse e una afonia sempre più netta.
Ma il cestino dei
rifiuti non arrivò. " Dove si è cacciato, quel pezzo di
cestino?": domandò adirato il direttore. Si scoprì solo in
seguito che il cestino dei rifiuti si era licenziato di punto in
bianco pochi minuti prima in cerca di nuove, e più adeguate alla sue
competenze, posizioni lavorative.
" Bah..":
fece il direttore.
A quel punto fu
raggiunto un impasse che avrebbe potuto rendere il contenuto della
lettera segreto per sempre. Se non fosse giunto in loro soccorso, per
buona sorte, l' inserviente Gerard.
Costui, che pure
era muto e che in certi frangenti desiderava essere anche sordo,
soprattutto quando si trovava sul posto di lavoro con quei due gran
pezzi di superiori, lesse senza problemi e scandendo bene, come
piaceva al direttore, la lettera anonima che si scoprì tuttavia non
essere affatto comica. Con enorme dispiacere sia del direttore
generale, che, per osmosi, del suo assistente ( che tuttavia era un
pò meno dispiaciuto del direttore. Semplicemente per un fatto
gerarchico. È chiaro).
"
Mmmmm...mmmm...mmmm...fine. Firmato, anonimo '83": concluse l'
inserviente Gerard affetto da mutismo.
"Allora mio
bell' e bravo Michele", esclamò all' improvviso il direttore
generale facendo sussultare perfino se stesso che non si aspettava
uno scatto tanto repentino:" si sente pronto per questa missione
importantissima e fondamentale per la nostra battaglia?"
" Può dirlo
forte": disse Michele, alzandosi dalla sua sedia di scatto e
stringendo la mano a modi pugno per dimostrare la sua decisione.
Sia l' assistente
che il direttore, naturalmente quest' ultimo un pò di più, si
spaventarono per quel gesto di pugno chiuso e pensarono: "
stavolta le buschiamo sul serio..".
Ma il mite Michele
voleva unicamente sottolineare che era, non pronto, ma prontissimo a
fare il culo a tutti quei cazzo di pearini. Così ripetè:" può
dirlo forte, direttore generale".
Il direttore non si
fece pregare ulteriormente e sorridendo eccitato, urlò con tutto il
fiato che aveva in gola:" Alloraaaaaaaaaaaaaaa, è
prontoooooooooooooooooooooooo??!!!"
A quel punto l'
inserviente Gerard uscì dalla stanza sbuffando e cercando qualcosa
di appuntito da infilarsi nelle orecchie al fine di danneggiarsi i
timpani e vivere finalmente per sempre sereno.
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