"Questa poi..ma dove
può essersi cacciata quella strega?". Era ciò che si domandava
il pretaccio, che insieme a una folla di scalmanati, qualcuno in
evidente stato di estasi, non divina, ma che di certo con lo spirito
(e con il vino, senza di-) aveva a che fare, aveva fatto irruzione
nella casa della giovane donna che non voleva marito, perlomeno non
tra quelli che le si erano proposti, e che perciò era considerata
una delle donne di Lucifero. Il fatto poi che la bella fosse
scomparsa nel nulla, onor del vero, andava quasi a sostenere la tesi
di quegli scalmanati, tant'è che ora anche i genitori avevano smesso
di urlare e di piangere, e si chiedevano invece se davvero la loro
dolce figlioletta non fosse stata dotata da qualche demone di poteri
paranormali. Certo, loro le avrebbero sempre voluto bene. Ma
spiegarlo ai vicini sarebbe stato sicuramente un altro discorso; perchè poi si sa che l'invidia è una brutta bestia.
Così adesso tutti
stavano lì in piedi, fermi e immobili come allocchi (quando questi
stanno fermi e immobili, chiaramente. O comunque come qualunque altro
animale che stia fermo e immobile) e non sapevano bene che fare. Di
solito, pensava il pretaccio alto e magro, consunto, come uno
scheletro, queste cose vanno diversamente. Di solito, pensava con una
punta di nostalgia, queste cose non vanno così, ma, una volta
individuata la strega o il servo di Satana che sia, si raduna una
bella folla ignorante come questa, la si aizza con lo spirito
di-vino, e li si conduce folleggianti all'abitazione della vittima.
Poi si entra semplicemente in casa, si preleva la vittima in lacrime,
la si arresta e non molto tempo dopo la si purifica con la morte. I
tempi, era evidente, stavano cambiando. Così per non perdere
l'attrattiva sulla folla ora molto confusa e con l'alcool che
iniziava a calare d'effetto, il pretaccio si mise urlare di
controllare che l'armadio non avesse doppi fondi (non sia mai che si
facessero fregare da un trucchetto del genere). Così uno dei più
solerti e ubriachi, un avanzo di galera del vecchio mondo, entrò
tutto dentro l'armadio che, pensò l'uomo, era davvero enorme, scuro
e freddo. Era come entrare in un antro cavernoso, pensò l'uomo che
invero non era mai entrato prima d'ora in una caverna. Tuttavia
questo fu ciò che pensò. Si sa che il pensiero è più potente
della realtà, perciò..Ad ogni modo, l'uomo entrò tutto all'interno
del possente armadio. La sensazione che provò, all'improvviso, fu
come di essere lontano dal mondo anni luce, come in una dimensione
parallela ma distinta e non comunicante, perlomeno non del tutto. Nel buio dell'armadio, che era davvero
incredibilmente fitto per trattarsi solo di uno spazio di pochi metri
per altri pochi metri, anche l'odore era piuttosto strano: non
odorava come odora un oggetto di legno, ma odorava come di qualcosa
di dolciastro e appiccicoso, un'aria piuttosto pesante invero ma
piacevole. Un pò come l'alcool, pensò l'uomo. Comunque costui, che
non si era certo dimenticato il motivo per cui era entrato dentro un
armadio che ora gli sembrava enorme, incredibilmente scuro e
stranamente molto freddo, cercò aiutandosi con il tatto in ogni
angolo e in ogni anfratto se qualcuno si nascondesse lì, cercò il
famigerato doppio fondo, battendo con un pugno contro l'estremità
del mobile. Ma nulla, non vi era alcun dubbio fondo. Certo, quando
colpiva con la mano chiusa il legno sul fondo dell'armadio, il rumore
che ne proveniva era come quello che viene da uno spazio vuoto e
molto vasto dietro una parete. Così inizialmente all'uomo era parso,
tra le altre cose, che un doppio fondo ci fosse. Ma quando aveva
provato a sfondare col suo pesante piede una parte della parete del possente armandio per assicurarsi che così
fosse, fu estremamente stupito di constatare che non vi era alcuno
spazio vuoto e vasto lì dietro. Ma solo il muro della stanza. Tutto
ciò gli parve molto strano, ma d'altronde l'esaltatissimo uomo non
era nella condizione migliore per giudicare, dato che ora gli girava
anche un pò la testa, per via dell'alcool certamente, ma anche per
la strana atmosfera che c'era lì dentro. Sentì che da fuori il
pretaccio con gli occhi neri e piccoli infossati, lo chiamava a gran
voce. Così si apprestò a percorrere all'indietro lo spazio
chilometrico che lo separava dall'uscita dell'armadio. Perlomeno, a
giudicare da come le voci arrivavano fino a lui, sembrava che avesse
dovuto percorrere uno spazio infinito per raggiungere i suoi compari.
In realtà si trattava di qualche centimetro. L'uomo sperò che tutto
ciò fosse dovuto all'alcool. Il fatto che avesse la pelle d'oca
adesso non lo aiutava. Avrebbe volentieri bevuto un cicchetto ora,
così lo domandò al prete. Urlò con tutto il fiato che aveva in
gola chiedendo al pretaccio, o a qualcuno lì fuori, un bel bicchiere
di acquavite. Ma nessuno parve sentirlo. Urlò nuovamente con più
veemenza. Ma nessuno parve sentirlo. Così fece per uscire e si
incamminò. Dopo dieci minuti di cammino ininterrotto dentro
l'armadio, l'uomo non riusciva ancora a intravederne l'uscita e c'era
anche qualcosa di strano, di più strano: l'armadio stava respirando.
Appoggiò una mano ad una delle due pareti e poi la schiena sul fondo
del mobile. E per Dio, si muoveva. Si muoveva regolarmente avanti e
indietro, o su e giù, come se respirasse. Respirava. Adesso l'uomo,
abbastanza spaventato e in astinenza da liquori, cominciò a correre
a perdifiato, dentro l'armadio, verso l'uscita, che ora finalmente
intravedeva. Vedeva finalmente anche le sagome dei suoi compari
abbastanza stupiti, semplicemente da tutto, sentiva gli improperi del
pretaccio, che chiedeva dove Diavolo si fosse cacciato. Era a
pochissimi centimetri dall'uscire fuori e finalmente sentiva l'aria fresca
dal mondo esterno, quando d'improvviso le ante dell'armadio si richiusero
dinnanzi al suo naso con violenza e soprattutto senza che nessuno le
avesse toccate. E non si riaprirono che dopo diverse ore. Inutile
dire, che dopo tutto quel tempo, dell'infervoratissimo uomo non vi
era più la benchè minima traccia. Così come non ce n'era nemmeno
alcuna dello squarcio che questi aveva fatto nella parete sul fondo
dell'armadio.
Nessun commento:
Posta un commento