Naturalmente c'era poi, come detto,
un'altra fazione, che purtroppo o per fortuna c'è sempre un'altra
fazione nella vita, e questo in quella sala, va detto, lo sapevano
tutti. Questa opposizione, si direbbe in campo politico, sosteneva,
opponendosi appunto alla posizione precedente, che non vi era alcuna
necessità di pubblica incolumità, e che loro avevano attentamente
controllato prima di stabilirlo, che giustificasse l'allontanamento
coatto dei mansueti ovini. Infatti le pecore si erano comportate, e
continuavano a comportarsi, molto tranquillamente nel loro soggiorno
nei pressi della cittadina di Oibath. Anzi, sostenevano in parecchi,
le pecore non si notavano praticamente nemmeno piazzate lì a brucare
l'erba e belare senza frenesia nel campo oramai da tempo non più
coltivato nei pressi della cittadina. Tant'è che, continuavano i
sostenitori del "non cacciamo le pecore", l'anziano
proprietario del campo coltivato, una volta avvisato dell'occupazione
del suo suolo privato da parte degli astuti ovini (dicevano quegli
altri), e giunto nei pressi della sua proprietà non aveva nemmeno
notato una singola pecora tra le centinaia e centinaia che
affollavano, belando e brucando mollemente l'erba del campo. Certo
c'era da dire che il pover'uomo era quasi completamente cieco oramai,
data l'età. Però questo, un pò colpevolmente, nessuno tra quanti
sostenevano di non disturbare gli ovini lo aveva fatto notare e anzi
lo avevano tutti abilmente sottaciuto. Comunque, a differenza di
quanto accadeva all'interno del gruppo di pecore, la discussione
ferveva ora animatamente, ed era bastato davvero un nonnulla affinchè
tutto ciò accadesse. Ora c'era gente che urlava di qua e di là,
sbraitava e si agitava ferocemente, e nessuno di loro, invece, belava
quietamente e brucava gentilmente l'erba. Di ciò certamente tutte le
pecore si sarebbero stupite. In mezzo a tutta quella confusione
tuttavia si poteva scorgere un fatto piuttosto bizzarro, anche se non
così insolito a dirla tutta. Mentre infatti, all'inizio della
riunione la gente nella sala sedeva in ordine sparso nei posti
allestiti per l'occasione, senza particolari criteri nella
distribuzione, quando poi la discussione aveva iniziato ad animarsi e
le due posizioni antagoniste erano venute sempre più alla luce,
invece, i presenti sembrarono iniziare a distribuirsi con un certo
criterio sottesso e occulto, e laddove, fino a poco prima, un ragazzino sedeva
accanto ad un'anziana signora, e un giovane uomo aveva alla sua
sinistra il proprio padre e alla destra la propria madre, ecco che
ora la maggior parte delle persone più giovani avevano occupato una
parte della sala, mentre i più tra gli uomini e le donne in età
maggiormente avanzata avevano preso posizione nella parte opposta. Ed
ora da una parte all'altra volavano urla confuse e accuse reciproche, e l'ostilità si poteva tagliare a fette. Peccato però non fosse
burro, pensò qualcuno che ancora non aveva digerito che si fosse
accantonata la possibilità del bollito di pecora.
Alla fine comunque, dopo ore e ore di
grida isteriche e di sguardi diffidenti lanciati da un'estremità
all'altra della sala come si trattasse di dardi infuocati, o di
palline di carta "insalivate" e lanciate con una cerbottana
improvvisata da una penna Bic, la gente stanca uscì per andarsene
finalmente a casa e non pensare per qualche ora alle pecore che
infestavano la cittadina di Oibath, standosene lì ferme a belare e
brucare come se niente fosse, nei pressi del campo coltivato. Uscendo
i due schieramenti si mantennero però per qualche metro oltre la
porta della sala e rimasero compatti ancora per qualche minuto, prima
di squagliarsi e spargersi nella folla: qualcuno notò, però, che chi sosteneva
che le pecore andassero cacciate, o bollite, quanto prima erano
perlopiù adulti e anziani; mentre dall'altra parte tra quanti
sostenevano che le pecore non dovessero essere allontanate da Oibath,
poichè non davano fastidio a nessuno, c'erano perlopiù giovani e
ragazzini. Una coincidenza, pensò un passante, piuttosto comune. Anche se non si diede la pena di farlo notare.
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