venerdì 16 maggio 2014

Le pecore di Oibath (parte 4)

Naturalmente c'era poi, come detto, un'altra fazione, che purtroppo o per fortuna c'è sempre un'altra fazione nella vita, e questo in quella sala, va detto, lo sapevano tutti. Questa opposizione, si direbbe in campo politico, sosteneva, opponendosi appunto alla posizione precedente, che non vi era alcuna necessità di pubblica incolumità, e che loro avevano attentamente controllato prima di stabilirlo, che giustificasse l'allontanamento coatto dei mansueti ovini. Infatti le pecore si erano comportate, e continuavano a comportarsi, molto tranquillamente nel loro soggiorno nei pressi della cittadina di Oibath. Anzi, sostenevano in parecchi, le pecore non si notavano praticamente nemmeno piazzate lì a brucare l'erba e belare senza frenesia nel campo oramai da tempo non più coltivato nei pressi della cittadina. Tant'è che, continuavano i sostenitori del "non cacciamo le pecore", l'anziano proprietario del campo coltivato, una volta avvisato dell'occupazione del suo suolo privato da parte degli astuti ovini (dicevano quegli altri), e giunto nei pressi della sua proprietà non aveva nemmeno notato una singola pecora tra le centinaia e centinaia che affollavano, belando e brucando mollemente l'erba del campo. Certo c'era da dire che il pover'uomo era quasi completamente cieco oramai, data l'età. Però questo, un pò colpevolmente, nessuno tra quanti sostenevano di non disturbare gli ovini lo aveva fatto notare e anzi lo avevano tutti abilmente sottaciuto. Comunque, a differenza di quanto accadeva all'interno del gruppo di pecore, la discussione ferveva ora animatamente, ed era bastato davvero un nonnulla affinchè tutto ciò accadesse. Ora c'era gente che urlava di qua e di là, sbraitava e si agitava ferocemente, e nessuno di loro, invece, belava quietamente e brucava gentilmente l'erba. Di ciò certamente tutte le pecore si sarebbero stupite. In mezzo a tutta quella confusione tuttavia si poteva scorgere un fatto piuttosto bizzarro, anche se non così insolito a dirla tutta. Mentre infatti, all'inizio della riunione la gente nella sala sedeva in ordine sparso nei posti allestiti per l'occasione, senza particolari criteri nella distribuzione, quando poi la discussione aveva iniziato ad animarsi e le due posizioni antagoniste erano venute sempre più alla luce, invece, i presenti sembrarono iniziare a distribuirsi con un certo criterio sottesso e occulto, e laddove, fino a poco prima, un ragazzino sedeva accanto ad un'anziana signora, e un giovane uomo aveva alla sua sinistra il proprio padre e alla destra la propria madre, ecco che ora la maggior parte delle persone più giovani avevano occupato una parte della sala, mentre i più tra gli uomini e le donne in età maggiormente avanzata avevano preso posizione nella parte opposta. Ed ora da una parte all'altra volavano urla confuse e accuse reciproche, e l'ostilità si poteva tagliare a fette. Peccato però non fosse burro, pensò qualcuno che ancora non aveva digerito che si fosse accantonata la possibilità del bollito di pecora.
Alla fine comunque, dopo ore e ore di grida isteriche e di sguardi diffidenti lanciati da un'estremità all'altra della sala come si trattasse di dardi infuocati, o di palline di carta "insalivate" e lanciate con una cerbottana improvvisata da una penna Bic, la gente stanca uscì per andarsene finalmente a casa e non pensare per qualche ora alle pecore che infestavano la cittadina di Oibath, standosene lì ferme a belare e brucare come se niente fosse, nei pressi del campo coltivato. Uscendo i due schieramenti si mantennero però per qualche metro oltre la porta della sala e rimasero compatti ancora per qualche minuto, prima di squagliarsi e spargersi nella folla: qualcuno notò, però, che chi sosteneva che le pecore andassero cacciate, o bollite, quanto prima erano perlopiù adulti e anziani; mentre dall'altra parte tra quanti sostenevano che le pecore non dovessero essere allontanate da Oibath, poichè non davano fastidio a nessuno, c'erano perlopiù giovani e ragazzini. Una coincidenza, pensò un passante, piuttosto comune. Anche se non si diede la pena di farlo notare.

Nessun commento:

Posta un commento