Il signor Phillips nella
vita ne aveva viste oggettivamente tante. Non poche. Aveva girato il
mondo, tanto per cominciare: era stato su quattro dei sei continenti,
ed uno dei suoi progetti di vita era di fare l'en plein. Quindi sei
su sei, come spiegava pazientemente a tutti i suoi amici che non
sapevano con precisione cosa quella espressione significasse
esattamente. Lui, invece, il signor Phillips, che da qui in avanti
potremmo anche chiamare signor P. (perchè no? Del resto decido io),
sapeva un sacco di cose. Ecco. Un'altra cosa: sapeva obiettivamente
un enorme numero di fatti. E come aveva appreso tutto ciò? Con
pensanti e faticosi studi? Beh un pò, ma non solo. Leggendo
tantissimi libri? Certamente questo aiuta, come tutti sanno. Ma no,
nemmeno grazie a questo. Ma con l'esperienza, signori e signori.
Ovvero col fare le cose, col praticarle, col non tirarsi indietro
dinnanzi a nulla. Se non a certi sabato pomeriggio di shopping
selvaggio con l'amata consorte, che aveva invece imparato, tra le
poche cose della vita, ad evitare con incommensurabile mestiere e
agilità. Anche questo comunque merito dell'esperienza. Quindi
nessuno al mondo avrebbe mai potuto definire il signor Philipps, o
signor P., uno sprovveduto, un ingenuo o un naive (vedete quante
parole conosce il nostro signor P.?). Beh, direi che non c'è altro
da aggiungere. Perciò tutti, e quando dico tutti intendo davvero
dire tutti, che altrimenti avrei usato un'altra parola che, non certo
ai livelli del signor P., ma ne conosco anche io un certo numero,
avrebbero definito, e in effetti lo facevano, il brav'uomo come una
persona estremamente colta, raffinata e sicuramente esperto del mondo
e de le umane genti. Perciò potete ben immaginare il suo stupore nel
momento in cui dalle ante dell'armadio, che si erano peraltro aperte
da sè, altro fatto piuttosto inusuale anche per un uomo della sua
caratura, era uscito d'improvviso, spaventatissimo e in affanno
totale, nientemeno che un bifolco in piena regola. Ora, quale armadio
ospitasse al suo interno, e chissà dove, campagnoli che poi ne
uscivano senza preavviso, il signor Phillips non lo sapeva. O meglio
da quel momento lo avrebbe saputo. Da quello misterioso che aveva in
casa. Tuttavia continuava a non capirne l'utilità. Di certo comunque
tutto ciò avrebbe senz'altro stupito qualunque sprovveduto, data la
sua difficile prevedibilità. Ma pensate per una persona come il
signor P., abituato alla fantasia per la sua professione e a avvezzo
a qualunque circostanza per la sua enorme esperienza di vita vissuta
che negli anni aveva accumulato, cosa quella subitanea apparizione
poteva essere. Avrebbe certamente infatti potuto concepire qualcosa
di simile. Tipo che dall'armadio uscisse un ragno, ma anche un
oppossum o perfino uno scheletro. Ma di certo, non che vi uscisse un
bifolco. Anche se, data la zona geografica dove la nuova abitazione
era ubicata, a pensarci bene, quel particolare non poteva nemmeno
essere definito incredibile. E il signor Phillips, naturalmente,
grazie al suo imponente bagaglio di esperienza e conoscenza, lo
sapeva bene. Fu dunque per a parlare per primo dinnanzi allo spaesato
villano che adesso si guardava attorno per la stanza con aria anche
più inebetita del normale, e lo faceva da destra a sinistra e poi
ancora da sinistra a destra, con una lentezza quasi irreale. Era
evidente che l'unica cosa che riconoscesse della stanza era
l'imponente armadio, dal quale però sembrava essere all'incirca
terrorizzato a morte. Così il signor Phillips si schiarì un attimo
la gola, certo anche per riprendersi dall'emozione, che, seppur uomo
abituato a tante cose e strane, il signor P. non era certo un robot
privo di sentimenti e di sensazioni, prima di domandare allo
sconosciuto uscito dall'armadio, chi fosse e da dove venisse. Il
bifolco, che tra l'altro, notò il signor Phillips, vestiva proprio
da tale e con abiti tanto consunti da risultare più simili a
stracci, non rispose. Rimase lì a fissare il signor P. in un modo
che metteva quest'ultimo a disagio e poi continuava a guardarsi
attorno, come se provenisse da un altro pianeta sconosciuto e
lontanissimo.
Il signor Phillips,
comunque, armato di pazienza infinita e desideroso ad ogni modo di
comprendere chi fosse colui che appariva a casa sua così di
soppiatto senza nemmeno avvisare prima, ci riprovò e dopo avere
tentato di assumere un atteggiamento più sicuro, per convincere
l'estraneo a confidarsi con lui, gli domandò con voce molto
amichevole, forse troppo pensò poi:" posso esserle utile, caro
amico sconosciuto?"
Il villano allora sembrò
improvvisamente ridestarsi e con voce rauca e bassa chiese:" la
ragazza, sir..dove si è cacciata la ragazza?"
Il signor Phillips però
non aveva visto nessun'altra ragazza in quella casa, se non sua
moglie che però tecnicamente erano diversi anni, per non dire di
più, che non poteva più essere definita tale.
"Intende mia
moglie?": chiese comunque il signor P.
"Insomma.. la figlia
dei Carlson..la strega. Sa dirmi dove si è cacciata, sir? Deve pur
essere qui da qualche parte".
Quando udì la parola
strega, però, al nostro signor Phillips, venne un pò malignamente
in mondo che davvero si riferisse alla moglie. Rise tra sè e sè,
scusandosi mentalmente con l'amata per quella innocente battuta, ma
comunque chiese al villano se non parlasse di sua moglie.
"No, non parlo della
sua signora, sir..la strega che cerchiamo noi è, ovviamente,
zitella".
Così il signor P. era
sempre più convinto che si parlasse di sua moglie, e rise di nuovo
tra sè per quell'altra battuta innocente. Poi pensò che forse era
la cognata, in effetti zitella, quella di cui si stesse parlando. La
sorella della moglie viveva nella cittadina accanto, tra l'altro.
Dunque gli venne in mente
di tirare un bello scherzetto a quello scocciatore apparso
all'improvviso dentro il suo armadio: mandarlo dalla cognata zitella.
Sicuramente dopo gli passerà la voglia di importunare le streghe
quando ne incontrerà una in piena regola, questo pazzoide che si
nasconde negli armadi della brava gente, pensò. Perciò finse di
rifletterci sù, mentre il villano lo guardava pulendosi le orecchie
con l'unghia dell'indice destro con invero estrema perizia (poco dopo
passò alle narici. Entrambe e sempre con maestria invidiabile), e
all'improvviso esclamò:"ah, la strega certo. Perchè non lo ha
detto subito, mio caro amico? Si trova a Winston ora, tra la 14esima
e la Main road". Poi lo accompagnò alla finestra e lo fece
sporgere assieme a lui:"allora, guardi, mi segua: vede quella
strada? Sì, bene: la prenda e...". E diede tutte le indicazioni
necessarie per raggiungere la casa della cognata zitella. Ci sarà da
divertirsi, ma non per lui pensò, quando l'uomo era finalmente
partito alla volta indicatagli, così per burla. Quel burbero inoltre
era uscito senza salutare e accennando appena a un ringraziamento
doveroso, in tutta fretta e urlando ogni tipo di improperi verso la
strega. Dunque per un attimo, il signor P. pensò che forse non
aveva fatto troppo bene a indirizzarla dalla sorella della moglie.
Soprattutto per lui, pensò di nuovo il signor Phillips. Comunque
oramai quello che era fatto era fatto e perciò sbuffando si strinse
nelle spalle, si sistemò gli occhiali sul naso, ripensò un attimo
all'accaduto, ma non troppo essendo uomo di mondo abituato a tutto o
quasi (un'apparizione inspiegabile da un armadio non poteva fargli nè
caldo e nè freddo. E lo aveva appena dimostrato), e richiuse le ante
dell'armadio. Tornò quindi alla sua scrivania e alla sua sedia dove
si riaccomodò, pronto per riprendere a leggere e correggere e poi
rileggere ed eventualmente correggere di nuovo. Di punto in bianco
però si udì un tonfo secco e sordo provenire dall'armadio, poi un
altro anche più secco e sordo e di nuovo le ante dell'armadio, da
sole, si spalancarono con potenza inaudita. Una bella ragazza,
giovane e avvenente, ne uscì esitante e titubante, dopo qualche
secondo, con gli occhi grandi e marroni spaventati ma comunque
splendenti e brillanti come il mare colpito dai raggi del sole. Il
signor Phillips la vide e senza pensarci due volte svenne. Perchè
sì, una apparizione inspiegabile da un armadio non poteva fargli nè
caldo nè freddo. Ma due, e lo stesso giorno poi, a così breve
distanza poi, non potevano che mettere emotivamente al tappeto anche
un uomo di mondo e di tale indiscutibile esperienza come il signor
Phillips.
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