venerdì 23 maggio 2014

Dentro l'armadio (IV)

Il signor Phillips nella vita ne aveva viste oggettivamente tante. Non poche. Aveva girato il mondo, tanto per cominciare: era stato su quattro dei sei continenti, ed uno dei suoi progetti di vita era di fare l'en plein. Quindi sei su sei, come spiegava pazientemente a tutti i suoi amici che non sapevano con precisione cosa quella espressione significasse esattamente. Lui, invece, il signor Phillips, che da qui in avanti potremmo anche chiamare signor P. (perchè no? Del resto decido io), sapeva un sacco di cose. Ecco. Un'altra cosa: sapeva obiettivamente un enorme numero di fatti. E come aveva appreso tutto ciò? Con pensanti e faticosi studi? Beh un pò, ma non solo. Leggendo tantissimi libri? Certamente questo aiuta, come tutti sanno. Ma no, nemmeno grazie a questo. Ma con l'esperienza, signori e signori. Ovvero col fare le cose, col praticarle, col non tirarsi indietro dinnanzi a nulla. Se non a certi sabato pomeriggio di shopping selvaggio con l'amata consorte, che aveva invece imparato, tra le poche cose della vita, ad evitare con incommensurabile mestiere e agilità. Anche questo comunque merito dell'esperienza. Quindi nessuno al mondo avrebbe mai potuto definire il signor Philipps, o signor P., uno sprovveduto, un ingenuo o un naive (vedete quante parole conosce il nostro signor P.?). Beh, direi che non c'è altro da aggiungere. Perciò tutti, e quando dico tutti intendo davvero dire tutti, che altrimenti avrei usato un'altra parola che, non certo ai livelli del signor P., ma ne conosco anche io un certo numero, avrebbero definito, e in effetti lo facevano, il brav'uomo come una persona estremamente colta, raffinata e sicuramente esperto del mondo e de le umane genti. Perciò potete ben immaginare il suo stupore nel momento in cui dalle ante dell'armadio, che si erano peraltro aperte da sè, altro fatto piuttosto inusuale anche per un uomo della sua caratura, era uscito d'improvviso, spaventatissimo e in affanno totale, nientemeno che un bifolco in piena regola. Ora, quale armadio ospitasse al suo interno, e chissà dove, campagnoli che poi ne uscivano senza preavviso, il signor Phillips non lo sapeva. O meglio da quel momento lo avrebbe saputo. Da quello misterioso che aveva in casa. Tuttavia continuava a non capirne l'utilità. Di certo comunque tutto ciò avrebbe senz'altro stupito qualunque sprovveduto, data la sua difficile prevedibilità. Ma pensate per una persona come il signor P., abituato alla fantasia per la sua professione e a avvezzo a qualunque circostanza per la sua enorme esperienza di vita vissuta che negli anni aveva accumulato, cosa quella subitanea apparizione poteva essere. Avrebbe certamente infatti potuto concepire qualcosa di simile. Tipo che dall'armadio uscisse un ragno, ma anche un oppossum o perfino uno scheletro. Ma di certo, non che vi uscisse un bifolco. Anche se, data la zona geografica dove la nuova abitazione era ubicata, a pensarci bene, quel particolare non poteva nemmeno essere definito incredibile. E il signor Phillips, naturalmente, grazie al suo imponente bagaglio di esperienza e conoscenza, lo sapeva bene. Fu dunque per a parlare per primo dinnanzi allo spaesato villano che adesso si guardava attorno per la stanza con aria anche più inebetita del normale, e lo faceva da destra a sinistra e poi ancora da sinistra a destra, con una lentezza quasi irreale. Era evidente che l'unica cosa che riconoscesse della stanza era l'imponente armadio, dal quale però sembrava essere all'incirca terrorizzato a morte. Così il signor Phillips si schiarì un attimo la gola, certo anche per riprendersi dall'emozione, che, seppur uomo abituato a tante cose e strane, il signor P. non era certo un robot privo di sentimenti e di sensazioni, prima di domandare allo sconosciuto uscito dall'armadio, chi fosse e da dove venisse. Il bifolco, che tra l'altro, notò il signor Phillips, vestiva proprio da tale e con abiti tanto consunti da risultare più simili a stracci, non rispose. Rimase lì a fissare il signor P. in un modo che metteva quest'ultimo a disagio e poi continuava a guardarsi attorno, come se provenisse da un altro pianeta sconosciuto e lontanissimo.
Il signor Phillips, comunque, armato di pazienza infinita e desideroso ad ogni modo di comprendere chi fosse colui che appariva a casa sua così di soppiatto senza nemmeno avvisare prima, ci riprovò e dopo avere tentato di assumere un atteggiamento più sicuro, per convincere l'estraneo a confidarsi con lui, gli domandò con voce molto amichevole, forse troppo pensò poi:" posso esserle utile, caro amico sconosciuto?"
Il villano allora sembrò improvvisamente ridestarsi e con voce rauca e bassa chiese:" la ragazza, sir..dove si è cacciata la ragazza?"
Il signor Phillips però non aveva visto nessun'altra ragazza in quella casa, se non sua moglie che però tecnicamente erano diversi anni, per non dire di più, che non poteva più essere definita tale.
"Intende mia moglie?": chiese comunque il signor P.
"Insomma.. la figlia dei Carlson..la strega. Sa dirmi dove si è cacciata, sir? Deve pur essere qui da qualche parte".
Quando udì la parola strega, però, al nostro signor Phillips, venne un pò malignamente in mondo che davvero si riferisse alla moglie. Rise tra sè e sè, scusandosi mentalmente con l'amata per quella innocente battuta, ma comunque chiese al villano se non parlasse di sua moglie.
"No, non parlo della sua signora, sir..la strega che cerchiamo noi è, ovviamente, zitella".
Così il signor P. era sempre più convinto che si parlasse di sua moglie, e rise di nuovo tra sè per quell'altra battuta innocente. Poi pensò che forse era la cognata, in effetti zitella, quella di cui si stesse parlando. La sorella della moglie viveva nella cittadina accanto, tra l'altro.
Dunque gli venne in mente di tirare un bello scherzetto a quello scocciatore apparso all'improvviso dentro il suo armadio: mandarlo dalla cognata zitella. Sicuramente dopo gli passerà la voglia di importunare le streghe quando ne incontrerà una in piena regola, questo pazzoide che si nasconde negli armadi della brava gente, pensò. Perciò finse di rifletterci sù, mentre il villano lo guardava pulendosi le orecchie con l'unghia dell'indice destro con invero estrema perizia (poco dopo passò alle narici. Entrambe e sempre con maestria invidiabile), e all'improvviso esclamò:"ah, la strega certo. Perchè non lo ha detto subito, mio caro amico? Si trova a Winston ora, tra la 14esima e la Main road". Poi lo accompagnò alla finestra e lo fece sporgere assieme a lui:"allora, guardi, mi segua: vede quella strada? Sì, bene: la prenda e...". E diede tutte le indicazioni necessarie per raggiungere la casa della cognata zitella. Ci sarà da divertirsi, ma non per lui pensò, quando l'uomo era finalmente partito alla volta indicatagli, così per burla. Quel burbero inoltre era uscito senza salutare e accennando appena a un ringraziamento doveroso, in tutta fretta e urlando ogni tipo di improperi verso la strega. Dunque per un attimo, il signor P. pensò che forse non aveva fatto troppo bene a indirizzarla dalla sorella della moglie. Soprattutto per lui, pensò di nuovo il signor Phillips. Comunque oramai quello che era fatto era fatto e perciò sbuffando si strinse nelle spalle, si sistemò gli occhiali sul naso, ripensò un attimo all'accaduto, ma non troppo essendo uomo di mondo abituato a tutto o quasi (un'apparizione inspiegabile da un armadio non poteva fargli nè caldo e nè freddo. E lo aveva appena dimostrato), e richiuse le ante dell'armadio. Tornò quindi alla sua scrivania e alla sua sedia dove si riaccomodò, pronto per riprendere a leggere e correggere e poi rileggere ed eventualmente correggere di nuovo. Di punto in bianco però si udì un tonfo secco e sordo provenire dall'armadio, poi un altro anche più secco e sordo e di nuovo le ante dell'armadio, da sole, si spalancarono con potenza inaudita. Una bella ragazza, giovane e avvenente, ne uscì esitante e titubante, dopo qualche secondo, con gli occhi grandi e marroni spaventati ma comunque splendenti e brillanti come il mare colpito dai raggi del sole. Il signor Phillips la vide e senza pensarci due volte svenne. Perchè sì, una apparizione inspiegabile da un armadio non poteva fargli nè caldo nè freddo. Ma due, e lo stesso giorno poi, a così breve distanza poi, non potevano che mettere emotivamente al tappeto anche un uomo di mondo e di tale indiscutibile esperienza come il signor Phillips.


Nessun commento:

Posta un commento