sabato 18 gennaio 2014

dentro l' armadio ( still under construction II)

Nel 1666 viveva in questo stesso villaggio, che è oggi uno dei quartieri più popolosi, di una delle città più popolose di questo continente, proprio nel punto in cui sorge oggi la casa che i coniugi Philipps avevano appena finito di visitare, una donna in età da marito che però proprio non voleva saperne di mariti. Questo fatto, ai tempi, lasciava tutti letteralmente basiti e di sasso. Non era infatti concepibile, nemmeno grazie ad uno sforzo d' immaginazione monumentale, che una donna, una ragazza, in età da marito non volesse saperne di compiere quello che era, a detta di tutti, il suo dovere sociale. In aggiunta a tutto ciò va detto anche che la giovane in questione era molto bella e avvenente, il che non faceva altro che aumentare le pressioni su di lei. Fosse stata brutta, o almeno bruttina, pensava, non così tanta gente, e non con così tanta insistenza, le avrebbe detto di trovarsi un marito. Invece lei era proprio, come si direbbe oggi, mozzafiato. Non poteva girare per strada in santa pace che tutti gli occhi erano puntati su di lei, e se non lo erano lo sarebbero stati presto, e questa cosa metteva la povera ragazza, che aveva un carattere molto timido e riservato ( ma non certo asociale) in una situazione alquanto sgradevole e imbarazzante. E poi, pensava la poverina, ci fosse uno di questi spasimanti che non sia un completo e totale buzzuro. Non è che non voglia mettere su famiglia, come si conviene a tutte le ragazze della mia età ( e perchè mai, poi?), pensava ancora mentre camminava per strada con centinaia di minuscoli e ottusi occhi puntati addosso, è che se trovassi almeno un, e dico un, ragazzo che sia un minimo attraente e dotato di buone maniere e un tocco, uno spizzico appena, di charme, allora potrei ben pensarci. Ma così, aihmè, non era. Il partito migliore che avesse era il figlio del medico locale, che per quanto ricco, era un completo bifolco ignorante. E faceva uno strano odore, che la bella ragazza non riusciva proprio a capire che Diavolo fosse ( era semplicemente scotch, di cui il rampollo era a dir poco appassionato) . Così si era, come dire, rassegnata a passare la sua vita da sola in attesa della persona giusta, e se questa non fosse arrivata, allora pazienza. Di certo non si sarebbe svenduta al miglior offerente: certe cose, pensava a ragione, non sono trattabili e non ammettono alcun compromesso. Ah..che ragazza risoluta che era nonostante la sua giovane età. Purtroppo il problema che esisteva a quei tempi nei piccoli villaggi verso le persone che mostrassero troppa indipendenza dai dettami sociali che la collettività pensava fossero sacri e inviolabili e imponeva loro senza nemmeno minimamente preoccuparsi dell' opinione dei diretti interessati ( come vedete quindi il problema persiste ai giorni nostri e anche nelle grandi città e quindi pare che tutto sommato nulla sia cambiato per quanto concerne l' essere umano e le sue assurde convinzioni ereditate come si eredita una malattia genetica), era che la gente, non sapendo che altro fare e non avendo molte altre capacità da sfruttare, mormorava sottovoce ma inesorabilmente. E che cosa mormoravano su questa povera ragazza, che non voleva saperne di sacrificare la sua persona con un tanghero qualunque pur di soddisfare le aspettative su di essa? È presto detto: si vociferava che la giovane e incantevole ragazza, fosse niente meno che una strega. Di quelle con scopa, cappello nero e vesti stracciate  ( che naturalmente però aveva cura di non indossare in pubblico e che teneva nascoste in casa dentro un armadio magico). La voce iniziò a spargersi come un morbo, pian piano. Poi come ogni epidemia che si rispetti, trasse vantaggio dalle condizioni ambientali favorevoli ( che in questo caso sono la tipica ignoranza delle persone e la loro creduloneria a convenienza), e si espanse a macchia d' olio colpendo praticamente chiunque, ivi compresi parenti, amici e familiari della giovane ( che pure potevano ben giurare di non avere mai visto in casa della ragazza nè vesti stracciate nere o cappelli e scope, a parte quella che serve per pulire e che tutti, si spera, abbiano nelle proprie case; nè tantomeno un qualche armadio magico. Che sarebbe costato un bel pò e che quindi la famiglia della bella donna in età da marito, mai e poi mai si sarebbe potuta permettere). Però si sa che le convinzioni derivanti da fatti privi di ogni fondamento, sono le più resistenti e durature. Proprio per il loro fatto di essere prive di ogni fondamento, il che le rende, paradossalmente, molto più facili da giustificare e sostenere. Questo purtroppo è fatto noto e difficilmente mutabile.
Ad ogni modo si diceva della ragazza che fosse una strega malefica, e che per questo non volesse marito e che per questo era tanto indipendente e autonoma pur essendo una donna della metà del diciassettesimo secolo: perchè era una strega. Pensate un pò, ai tempi, quanta era l' ignoranza. ( In effetti non si sono fatti grandissimi progressi in quattro secoli. Avete ragione voi, in questo caso, purtroppo). Comunque nonostante le dicerie della brava gente, e forse proprio in virtù di queste dicerie assurde, la nostra giovane e bella ragazza non era affatto una strega e non aveva vesti stracciate nere ( era anzi una tipa di un certo stile ed eleganza che mai avrebbe indossato vestiti stracciati e consunti) e nemmeno cappelli vecchi e rovinati del medesimo colore ( della scopa si è gia detto e preferirei non doverci più tornare. Siate comprensivi). Però una cosa, di tutte quelle false maldicenze, era vera: aveva in effetti nella casa in cui viveva un grosso armadio. Ma di certo non era magico. O così lei pensava.

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