In poche parole,
che in realtà si rivelarono poi essere tantissime, sicuramente più
del dovuto, il direttore del quartier generale Sammy, coadiuvato da
colui che si stava guadagnando la meritata fama di " miglior
assistente del direttore dell' anno" (anche se era sempre
possibile migliorare, e questo il nostro assistente lo sapeva bene),
spiegò a Michele il piano, il suo svolgimento nonchè le sue
premesse.
Tanto per iniziare
era accaduto che una lettera anonima e senza nome (ecco cosa intendo
quando dico che il direttore usava più parole del dovuto) fosse
stata recapitata e fatta arrivare ( vedete?) al quartiere generale,
probabilmente essendo stata infilata nottetempo, di notte ( vi prego di avere pazienza..), nella lieve apertura
lasciata dalla porta rotta che non voleva saperne di stare chiusa. La
lettera anonima senza nome, scritta con la tecnica che si vede in
parecchi film ( perlomeno prima dell' avvento di massa del personal
computer) di ritagliare, ritagliandole (...), le lettere da diverse riviste (perlopiù di
cronaca rosa) per formare le varie parole che andranno a comporre il
messaggio, fu quindi trovata per terra davanti l' ingresso dall'
inserviente Gerardo che, solerte, dopo averne letto il contenuto la
consegnò direttamente tra le mani ridicolmente grandi del direttore
generale. Quale era il tema della lettera anonima senza nome? Beh, io
non lo so perchè non l' ho ritrovata io e non ho avuto, detto
sinceramente, occasione di leggerla. Sicuramente però se lo chiedete a
Gerardo, che l' ha ritrovata, lui saprà informarvi adeguatamente
della cosa ( tra l' altro se riuscite a cavare fuori una parola da Gerardo fatemelo
sapere. Perchè sarebbe indubbiamente un gran risultato, dato che
Gerardo è muto dalla nascita e lo è diventato ancor di più in
seguito, quando si rese irrimediabilmente conto, che tanto non è che
ci fosse granchè da dire in generale). Quindi così è come si
svolse la scena; "chi accorre così in gran fretta, nonostante i cartelli di " è vietato di correre nei corridoi" che ho fatto affiggere recentemente": disse
il direttore sentendo il rumore di passi pesanti e forsennati nel
corridoio.
"Non lo so,
bisogna aspettare che entri per dirlo": rispose correttamente l'
assistente.
" Forse
potrebbe essere una celebrità, tipo Sharon Stone": azzardò l'
assistente che aveva una grande ammirazione per la signora Stone e
che avrebbe sempre desiderato di incontrarla ( a differenza di quanto abbia mai desiderato per sè l' attrice americana).
" Oppure Mikey
Rourke": fece il direttore ( che voleva somigliare al noto
attore senza il minimo successo), dopo averci pensato su per diverso
tempo.
" Solo il
tempo potrà dirlo": concluse solenne l' assistente.
Il direttore
generale guardò l' assistente con aria compiaciuta ( come a dire,
guarda che assistente del direttore generale intelligente e profondo
mi sono scelto. Anche se ovviamente non lo aveva scelto lui), e l'
assistente divenne tutto rosso come un peperone ( di quelli di
qualità rossa ovviamente, perchè quelli gialli, gialli sono e tali
rimangono. Provate se non mi credete).
All' improvviso la
porta rotta e che non voleva proprio saperne di stare chiusa, si aprì
( in realtà era, ovviamente, già aperta, ma direttive interne
imponevano a tutti di fingere che fosse chiusa).
" Come ha
fatto ad aprire la porta che era chiusa a chiave": esclamò l'
assistente del direttore per dare credibilità alla cosa, quando
Gerardo si parò sulla sua soglia tenendo in una mano la lettera.
" Mmmmm":
disse semplicemente Gerardo senza badare a quella stupida domanda.
" Una
lettera?": domandò il direttore.
"Mmmmm":
confermò Gerardo l' inserviente.
" E dove l' ha
trovata?": chiese quindi l' assistente.
" Mmmmmm":
rispose Gerardo.
" Capisco...":
disse il direttore.
" Sa per caso
chi la manda?": indagò poi l' assistente.
"Mmmmmm":
fece prontamente l' inserviente.
" Chi, scusi
?": domandò il direttore.
"Mmmmm":
ripetè con grande pazienza, nonostante stesse parlando con quei due,
l' inserviente.
" Atomica? Oh
Dio mio!!! La getti via": urlò l' assistente del direttore
"NO! Mmmmm":
disse di nuovo l' inserviente.
" Una comica?
Guardi non credo che tutta questa faccenda della lettera atomica sia
una comica, se mi permette signor Gerard": intervenne il
direttore incrociando le braccia e mostrando un' aria di disappunto
per l' atteggiamento irresponsabile e folle dell'inserviente.
A quel punto l'
istinto omicida, e anche quello suicida, di Gerard l' inserviente
crebbero a dismisura. Allora si avvicinò di qualche metro al direttore
generale e al suo degnissimo assistente, i quali ebbero una paura
matta che Gerard fosse in collera con loro e volesse colpirli ( così
si strinsero l' un l'altro iniziando a frignare e invocare pietà).
Ma Gerard, che era
un uomo molto a modo,e voleva solamente cercare di essere il più
chiaro possibile anche per venire incontro alle limitate capacità
dei due capi supremi dell' organizzazione sammina, scandì
semplicemente: " Mmm..mmm..mm..mmmm, ok? Chiaro adesso?"
"Ah..una
lettera anonima!!!" : esplosero all' unisono il direttore e il
suo assistente, sollevati per non essere stati malmenati ( di più il
direttore, un poco meno l' assistente. Sempre per un fatto puramente
gerarchico).
"Una lettera
anonima, dunque": confermò l' assistente.
"E per di più
senza nome.." aggiunse molto opportunamente il direttore.
A quel punto Jerry,
come era chiamato dagli amici ( quindi non dal direttore e dal suo
assistente) l' inserviente Gerard, semplicemente si voltò e se
ne andò, non degnandoli più di uno sguardo, essendo sempre più contento di essere privo del dono della
parola, ma desiderando al contempo anche di perdere l' uso dell'
udito. Perlomeno in determinate occasioni, pensò tra sè. Tanto non è che ci fosse granchè da sentire in generale.
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