sabato 25 gennaio 2014

smart phones war ( parte IX)

In poche parole, che in realtà si rivelarono poi essere tantissime, sicuramente più del dovuto, il direttore del quartier generale Sammy, coadiuvato da colui che si stava guadagnando la meritata fama di " miglior assistente del direttore dell' anno" (anche se era sempre possibile migliorare, e questo il nostro assistente lo sapeva bene), spiegò a Michele il piano, il suo svolgimento nonchè le sue premesse.
Tanto per iniziare era accaduto che una lettera anonima e senza nome (ecco cosa intendo quando dico che il direttore usava più parole del dovuto) fosse stata recapitata e fatta arrivare ( vedete?) al quartiere generale, probabilmente essendo stata infilata nottetempo, di notte ( vi prego di avere pazienza..), nella lieve apertura lasciata dalla porta rotta che non voleva saperne di stare chiusa. La lettera anonima senza nome, scritta con la tecnica che si vede in parecchi film ( perlomeno prima dell' avvento di massa del personal computer) di ritagliare, ritagliandole (...), le lettere da diverse riviste (perlopiù di cronaca rosa) per formare le varie parole che andranno a comporre il messaggio, fu quindi trovata per terra davanti l' ingresso dall' inserviente Gerardo che, solerte, dopo averne letto il contenuto la consegnò direttamente tra le mani ridicolmente grandi del direttore generale. Quale era il tema della lettera anonima senza nome? Beh, io non lo so perchè non l' ho ritrovata io e non ho avuto, detto sinceramente, occasione di leggerla. Sicuramente però se lo chiedete a Gerardo, che l' ha ritrovata, lui saprà informarvi adeguatamente della cosa ( tra l' altro se riuscite a cavare fuori una parola da Gerardo fatemelo sapere. Perchè sarebbe indubbiamente un gran risultato, dato che Gerardo è muto dalla nascita e lo è diventato ancor di più in seguito, quando si rese irrimediabilmente conto, che tanto non è che ci fosse granchè da dire in generale). Quindi così è come si svolse la scena; "chi accorre così in gran fretta, nonostante i cartelli di " è vietato di correre nei corridoi" che ho fatto affiggere recentemente": disse il direttore sentendo il rumore di passi pesanti e forsennati nel corridoio.
"Non lo so, bisogna aspettare che entri per dirlo": rispose correttamente l' assistente.
" Forse potrebbe essere una celebrità, tipo Sharon Stone": azzardò l' assistente che aveva una grande ammirazione per la signora Stone e che avrebbe sempre desiderato di incontrarla ( a differenza di quanto abbia mai desiderato per sè l' attrice americana).
" Oppure Mikey Rourke": fece il direttore ( che voleva somigliare al noto attore senza il minimo successo), dopo averci pensato su per diverso tempo.
" Solo il tempo potrà dirlo": concluse solenne l' assistente.
Il direttore generale guardò l' assistente con aria compiaciuta ( come a dire, guarda che assistente del direttore generale intelligente e profondo mi sono scelto. Anche se ovviamente non lo aveva scelto lui), e       l' assistente divenne tutto rosso come un peperone ( di quelli di qualità rossa ovviamente, perchè quelli gialli, gialli sono e tali rimangono. Provate se non mi credete).
All' improvviso la porta rotta e che non voleva proprio saperne di stare chiusa, si aprì ( in realtà era, ovviamente, già aperta, ma direttive interne imponevano a tutti di fingere che fosse chiusa).
" Come ha fatto ad aprire la porta che era chiusa a chiave": esclamò l' assistente del direttore per dare credibilità alla cosa, quando Gerardo si parò sulla sua soglia tenendo in una mano la lettera.
" Mmmmm": disse semplicemente Gerardo senza badare a quella stupida domanda.
" Una lettera?": domandò il direttore.
"Mmmmm": confermò Gerardo l' inserviente.
" E dove l' ha trovata?": chiese quindi l' assistente.
" Mmmmmm": rispose Gerardo.
" Capisco...": disse il direttore.
" Sa per caso chi la manda?": indagò poi l' assistente.
"Mmmmmm": fece prontamente l' inserviente.
" Chi, scusi ?": domandò il direttore.
"Mmmmm": ripetè con grande pazienza, nonostante stesse parlando con quei due, l' inserviente.
" Atomica? Oh Dio mio!!! La getti via": urlò l' assistente del direttore
"NO! Mmmmm": disse di nuovo l' inserviente.
" Una comica? Guardi non credo che tutta questa faccenda della lettera atomica sia una comica, se mi permette signor Gerard": intervenne il direttore incrociando le braccia e mostrando un' aria di disappunto per l' atteggiamento irresponsabile e folle dell'inserviente.
A quel punto l' istinto omicida, e anche quello suicida, di Gerard l' inserviente crebbero a dismisura. Allora si avvicinò di qualche metro al direttore generale e al suo degnissimo assistente, i quali ebbero una paura matta che Gerard fosse in collera con loro e volesse colpirli ( così si strinsero l' un l'altro iniziando a frignare e invocare pietà).
Ma Gerard, che era un uomo molto a modo,e voleva solamente cercare di essere il più chiaro possibile anche per venire incontro alle limitate capacità dei due capi supremi dell' organizzazione sammina, scandì semplicemente: " Mmm..mmm..mm..mmmm, ok? Chiaro adesso?"
"Ah..una lettera anonima!!!" : esplosero all' unisono il direttore e il suo assistente, sollevati per non essere stati malmenati ( di più il direttore, un poco meno l' assistente. Sempre per un fatto puramente gerarchico).
"Una lettera anonima, dunque": confermò l' assistente.
"E per di più senza nome.." aggiunse molto opportunamente il direttore.
A quel punto Jerry, come era chiamato dagli amici ( quindi non dal direttore e dal suo assistente)                   l' inserviente Gerard, semplicemente si voltò e se ne andò, non degnandoli più di uno sguardo, essendo sempre più contento di essere privo del dono della parola, ma desiderando al contempo anche di perdere     l' uso dell' udito. Perlomeno in determinate occasioni, pensò tra sè. Tanto non è che ci fosse granchè da sentire in generale.

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