giovedì 9 gennaio 2014

smart phones war ( III parte)

La gente che accorse immediatamente sul luogo della strage non ci pensò un momento e subito si mise all' opera: ognuno estrasse dalla tasca, o dalla borsetta le donne ( ma anche un numero crescente di anno in anno di maschietti), i loro smart phone, dotati mediamente di fotocamera integrata fino a 50X ( quindi qualcosa del genere XXXXXXXXXX ripetuto per cinque volte. Pensate un po' ) e si misero tutti insieme a fare foto del locale dilaniato e dei corpi sventrati dalla bomba. Poi dopo avere taggato qualcuno dei loro conoscenti, tramite l' applicazione “ instagram” crearono tutta una serie di effetti alle foto, del tipo effetto sabbia o effetto sfuocato, effetto pastello, stelline e cuoricini luminosi, oppure effetto simil anni 50 e tutte quelle cose lì, che fecero sentire ognuno di loro un fotografo nato dotato di immenso talento, quando in realtà ognuno di loro altro non era che un bellimbusto che non trovava nulla di meglio da fare che taggare cadaveri e invecchiare delle fotografie di quasi cento anni per fingere di avere una qualche sensibilità dell' animo, proveniente da uno di quei passati mai vissuti ma che sembrano fare parte della vita e dei ricordi più intimi di ognuno di noi, e una parvenza di talento artistico.
Nel frattempo Michele, dopo avere controllato gli orari della metropolitana affissi proprio di fronte ai suoi occhi alla parete della stazione stessa in cui si trovava nel presente momento, sul suo smart phone connesso ad internet… e dopo avere preso il treno che in realtà era passato dieci minuti prima rispetto a quanto indicato dal suo telefonino ( evidentemente l' orologio della stazione e quello del conducente, nonché il suo al quarzo dovevano essere guasti ) , arrivò trafelato e tutto sudato al quartier generale. Prima di entrare, e dopo che ebbe ripreso fiato, gli venne l' idea di controllare il suo battito cardiaco con l' apposita applicazione per smart phone “ controlla il tuo battito cardiaco e vedi anche quante calorie hai bruciato, sul tuo telefono intelligente. Su forza, che aspetti ?!” , e ne constatò con soddisfazione che aveva un vero e proprio cuore d' atleta. Il che gli fece piacere, anche se in quel momento c' era ben altro cui pensare.
E così si avvicinò alla porta del quartiere generale, inserì il numero di serie del suo Sammy... e la porta non si aprì. Riprovò con maggiore attenzione e questa volta... la porta non si aprì. Nuovamente. Che cazzo, pensò. La porta è di nuovo rotta. Diamine. Michele dovette quindi contentarsi di bussare semplicemente ed attendere che qualcuno con delle grezze e antiche chiavi venisse ad aprirgli.
“ La porta è di nuovo rotta” : annunciò quando finalmente qualcuno accorse ad aprirgli. E poi entrò. La porta si richiuse alle sue spalle, ma dopo poco si riaprì da sola. Era rotta. Decisamente rotta.
Più o meno in quegli stessi momenti, Gianna aveva ricevuto una convocazione speciale dall' “ Alto Comitato per la Lotta Finale e Decisiva Che Deciderà Una Volta Per Tutte Quale Sia Indiscutibilmente il Miglior Modello di Smart Phone Possibile Al Mondo E Decreterà Quindi Chi è Fico e Chi No Su Questo Pianeta In Base al Modello di Smart Phone Posseduto ( perchè qui ci vuole Chiarezza, Signori. Chiarezza)” ( acronimo: ACLFDCDUVXTQSIMMSPPAMEDQCFCNSQPIBMSPP ( CSC) ) , per l' affidamento, avevano detto, di un compito di particolare e non certo usuale importanza.
Gianna, senza dubbio, si sentì stupita nel leggere quel messaggio e di apprendere che era stata scelta, proprio lei, per un compito di particolare e non certo usuale importanza. E quale poteva essere questo compito? Votare l' applicazione per Pear dell' anno? ( Compito non certo leggero e che non si poteva certo affidare a chicchesia, quell' incapace ). Scegliere la gamma di colori per le cover limited edition? Sinceramente non lo sapeva. Non sapeva nemmeno se esistessero cover limited edition. “ Se non c' erano ancora, però, senza dubbio, sarebbe stato importante inventarle”: pensò. E si ripromise che lo avrebbe fatto presente all' “ Alto Comitato per la Lotta Finale e Decisiva..e Insomma Quella Roba Lì… ”. Volete che vi dia l' acronimo? Mi spiace: non avanza abbastanza inchiostro, nè abbiamo carta a sufficienza da queste parti.
Non appena arrivò davanti la porta blindata del direttore generale dell' Alto Comitato dall' Acronimo Non Indifferente, constatò con grande soddisfazione, che la porta stessa funzionava alla grande. E non era affatto rotta. Ecco. Uno a zero.





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