Nel frattempo al
quartier generale dei sammini, dove si trovava Michele, erano in corso frenetiche attività e
febbrili opere per riparare la porta rotta che non voleva saperne
di stare chiusa. A turno, qualcuno dei presenti al quartier generale
richiudeva la porta quando questa si riapriva con un fastidiosissimo
e prolungato stridore, simile a quello tipico delle dimore di campagna antiche e infestate, e
che per questo metteva i brividi al direttore generale della
community sammina. Ma ecco che, ogni volta, dopo qualche minuto, in
cui il problema sembrava risolto e tutti i presenti si scambiavano
sorrisi compiaciuti e soddisfatti per la loro sagace intelligenza,
questa si riapriva lentamente ma inesorabilmente producendo l'
infernale rumore che metteva i brividi alla schiena del direttore,
provocandogli una sorta di incapacità a parlare ed esprimere le sue
volontà ( peraltro inoppugnabili ).
Così per il bene
del buon direttore, che stava davvero perdendo ogni tipo di calma e
di contegno, si decise di tenere la porta leggermente aperta e
bloccata con un piccolo ma efficace cuneo al di sotto di essa. Tra l'
altro, questo metodo, constatò il direttore, non senza una punta di
soddisfazione, permetteva all' aria di circolare meglio, producendo
all' interno della sala una piacevole frescura. Al direttore
dispiacque, tuttavia, il fatto di non essere stato lui personalmente
a pensare a tale soluzione, anche se comunque l' aveva approvata,
seppur dopo molte rimostranze.
A questo punto
Michele potè iniziare a parlare: " avete sentito della bomba in
uno dei nostri ritrovi ?"
Il direttore e gli
altri, tra cui l' assistente del direttore, fecero di sì con la
testa con un cenno triste ed abbassarono gli occhi sconsolati e
impotenti, in segno di cordoglio. In realtà stavano tutti guardando
lo schermo touch dei loro smart phone ( girava infatti la leggenda
che se un possessore di smart phone qualunque, non avesse guardato
senza motivo alcuno e solo per un gesto automatico di abitudine,
pensate un pò.. , lo schermo, touch ovviamente, del suo
marchingegno, allora questo sarebbe esploso distruggendo con sè il
pianeta Terra intero e forse qualche altro pianeta vicino, e
sicuramente tutti i satelliti gps e della tv che orbitavano
instancabili, nel freddo dello spazio, intorno a quella palla blu,
marrone e verde ( con qualche velatura di bianco). Rischio che, oggettivamente, nessun possessore di
smart phone voleva correre, per non vedere esplodere il proprio apparecchietto.
" Bene? Avete
qualche piano per reagire ?" : domandò Michele deciso.
Tutti scossero la
testa.
" Beh..
ovviamente si dovrà pur fare qualcosa . " : consigliò Michele.
Tutti annuirono. Ma
ovviamente nessuno lì dentro sapeva che fare, se non guardare senza
ragione alcuna lo schermo del proprio smart phone, scorrere con l'
indice qualche menù, sbirciare qualche applicazione e, dopo poco,
rimettere il telefonino in tasca e sbuffare comunque annoiati. E
infatti è quello che fecero, e a Michele girarono un pò le palle.
Ad un certo
momento, quando si accorse che tutti lo fissavano e pendevano dalle
sue labbra, il direttore ( che fatica fare quel mestiere, pensò) ,
dopo ancora un momento di esitazione, prese la parola, si schiarì la
voce e annunciò che quel gesto terroristico e di guerra non sarebbe
passato senza conseguenze, e che i pearini avrebbero avuto quel che si
meritavano: su questo non c' era da dubitarne. Almeno così disse il
direttore. Intanto l' assistente del direttore, che sapeva come fare
il suo lavoro, annuiva con ampi e decisi segni del capo alle parole e
ai gesti teatrali del suo diretto superiore.
Tutto sembrava
andare finalmente di nuovo bene al quartiere generale, quindi. Quando
ecco che all' improvviso la porta riprese a muoversi per conto suo, col solito raggelante stridore ( che essendosi prodotto, questa
volta, inaspettatamente, fece letteralmente saltare dalla poltrona il
direttore e terrorizzò anche l' assistente del direttore e gli altri
presenti. Eccetto Michele), nonostante la presenza del cuneo, che
evidentemente aveva alla fine ceduto a pressioni e movimenti costanti
ma invisibili.
Così tutti
tornarono nuovamente a esaminare la porta e a parlottare tra loro su
come risolvere il problema, senza chiamare il falegname che costa e,
si sa, tenta di fare la cresta.
Mi chele dunque,
senza essere notato in quel trambusto generale, uscì a testa bassa e deluso dal quartiere e si recò verso casa, camminando triste per
strada e sentendo in bocca il sapore amaro della sconfitta.
" Io non
voglio usare l' applicazione " che tempo fa oggi" per Pear,
anzichè quella " il tempo di oggi" per Sammy. Non c' è
possibilità che questo avvenga. Meglio la morte!!" : pensava
Michele, mentre camminava, guardando ogni tanto lo schermo del suo
smart phone per evitare quella storia della distruzione potenziale di
diversi pianeti del sistema solare.
E mentre il giorno
pian piano andava a spegnersi dietro l' orizzonte, Michele pensò
che, nonostante una porta rotta, non si sarebbe mai dato per vinto. E
avrebbe fatto qualcosa. Avrebbe attaccato e distrutto i paerini dall'
interno, anche da solo, fingendosi uno di loro per poi uscire, alla
fine, allo scoperto ( un pò come Troia, ma senza il cavallo che non
avrebbe saputo come e dove procurarsi. Peccato però, pensò ), e
devastare tutto il loro mondo. Senza remore e senza pietà. Ecco
quello che avrebbe fatto. E mentre guardava il sole sciogliersi nel
cielo della sera, Michele decise di passare subito all' azione: andò
a comprarsi ( a malincuore) un Pear.
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