lunedì 13 gennaio 2014

smart phones war ( V parte)

Nel frattempo al quartier generale dei sammini, dove si trovava Michele, erano in corso frenetiche attività e febbrili opere per riparare la porta rotta che non voleva saperne di stare chiusa. A turno, qualcuno dei presenti al quartier generale richiudeva la porta quando questa si riapriva con un fastidiosissimo e prolungato stridore, simile a quello tipico delle dimore di campagna antiche e infestate, e che per questo metteva i brividi al direttore generale della community sammina. Ma ecco che, ogni volta, dopo qualche minuto, in cui il problema sembrava risolto e tutti i presenti si scambiavano sorrisi compiaciuti e soddisfatti per la loro sagace intelligenza, questa si riapriva lentamente ma inesorabilmente producendo l' infernale rumore che metteva i brividi alla schiena del direttore, provocandogli una sorta di incapacità a parlare ed esprimere le sue volontà ( peraltro inoppugnabili ).
Così per il bene del buon direttore, che stava davvero perdendo ogni tipo di calma e di contegno, si decise di tenere la porta leggermente aperta e bloccata con un piccolo ma efficace cuneo al di sotto di essa. Tra l' altro, questo metodo, constatò il direttore, non senza una punta di soddisfazione, permetteva all' aria di circolare meglio, producendo all' interno della sala una piacevole frescura. Al direttore dispiacque, tuttavia, il fatto di non essere stato lui personalmente a pensare a tale soluzione, anche se comunque l' aveva approvata, seppur dopo molte rimostranze.
A questo punto Michele potè iniziare a parlare: " avete sentito della bomba in uno dei nostri ritrovi ?"
Il direttore e gli altri, tra cui l' assistente del direttore, fecero di sì con la testa con un cenno triste ed abbassarono gli occhi sconsolati e impotenti, in segno di cordoglio. In realtà stavano tutti guardando lo schermo touch dei loro smart phone ( girava infatti la leggenda che se un possessore di smart phone qualunque, non avesse guardato senza motivo alcuno e solo per un gesto automatico di abitudine, pensate un pò.. , lo schermo, touch ovviamente, del suo marchingegno, allora questo sarebbe esploso distruggendo con sè il pianeta Terra intero e forse qualche altro pianeta vicino, e sicuramente tutti i satelliti gps e della tv che orbitavano instancabili, nel freddo dello spazio, intorno a quella palla blu, marrone e verde ( con qualche velatura di bianco). Rischio che, oggettivamente, nessun possessore di smart phone voleva correre, per non vedere esplodere il proprio apparecchietto.
" Bene? Avete qualche piano per reagire ?" : domandò Michele deciso.
Tutti scossero la testa.
" Beh.. ovviamente si dovrà pur fare qualcosa . " : consigliò Michele.
Tutti annuirono. Ma ovviamente nessuno lì dentro sapeva che fare, se non guardare senza ragione alcuna lo schermo del proprio smart phone, scorrere con l' indice qualche menù, sbirciare qualche applicazione e, dopo poco, rimettere il telefonino in tasca e sbuffare comunque annoiati. E infatti è quello che fecero, e a Michele girarono un pò le palle.
Ad un certo momento, quando si accorse che tutti lo fissavano e pendevano dalle sue labbra, il direttore       ( che fatica fare quel mestiere, pensò) , dopo ancora un momento di esitazione, prese la parola, si schiarì la voce e annunciò che quel gesto terroristico e di guerra non sarebbe passato senza conseguenze, e che i pearini avrebbero avuto quel che si meritavano: su questo non c' era da dubitarne. Almeno così disse il direttore. Intanto l' assistente del direttore, che sapeva come fare il suo lavoro, annuiva con ampi e decisi segni del capo alle parole e ai gesti teatrali del suo diretto superiore.
Tutto sembrava andare finalmente di nuovo bene al quartiere generale, quindi. Quando ecco che all' improvviso la porta riprese a muoversi per conto suo, col solito raggelante stridore ( che essendosi prodotto, questa volta, inaspettatamente, fece letteralmente saltare dalla poltrona il direttore e terrorizzò anche l' assistente del direttore e gli altri presenti. Eccetto Michele), nonostante la presenza del cuneo, che evidentemente aveva alla fine ceduto a pressioni e movimenti costanti ma invisibili.
Così tutti tornarono nuovamente a esaminare la porta e a parlottare tra loro su come risolvere il problema, senza chiamare il falegname che costa e, si sa, tenta di fare la cresta.
Mi chele dunque, senza essere notato in quel trambusto generale, uscì a testa bassa e deluso dal quartiere e si recò verso casa, camminando triste per strada e sentendo in bocca il sapore amaro della sconfitta.
" Io non voglio usare l' applicazione " che tempo fa oggi" per Pear, anzichè quella " il tempo di oggi" per Sammy. Non c' è possibilità che questo avvenga. Meglio la morte!!" : pensava Michele, mentre camminava, guardando ogni tanto lo schermo del suo smart phone per evitare quella storia della distruzione potenziale di diversi pianeti del sistema solare.

E mentre il giorno pian piano andava a spegnersi dietro l' orizzonte, Michele pensò che, nonostante una porta rotta, non si sarebbe mai dato per vinto. E avrebbe fatto qualcosa. Avrebbe attaccato e distrutto i paerini dall' interno, anche da solo, fingendosi uno di loro per poi uscire, alla fine, allo scoperto ( un pò come Troia, ma senza il cavallo che non avrebbe saputo come e dove procurarsi. Peccato però, pensò ), e devastare tutto il loro mondo. Senza remore e senza pietà. Ecco quello che avrebbe fatto. E mentre guardava il sole sciogliersi nel cielo della sera, Michele decise di passare subito all' azione: andò a comprarsi ( a malincuore) un Pear.

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