“ Vieni Gianna,
siediti pure. Come và? Tutto bene? Scuola, famiglia, amici, lavoro?”
: così il direttore dell' Alto Comitato, che si era conquistato tale
carica essendo stato il primo a impegnare la sua abitazione per avere
il modello più nuovo, avanzato, tecnologico e smart di Pear ( un po'
troppo smart, forse, come vedremo. O forse troppo stupido il
direttore, come vedremo), accolse la bella e dolcissima, e anche
estremistissima, Gianna.
La nostra Gianna,
appena entrata e così ricevuta, si accorse immediatamente che c' era
qualcosa che non andava. In primo luogo che senso avevano tutte
quelle domande, quando chiunque, e dico chiunque ( non solo i tuoi amici o i tuoi " follower" spesso sconosciuti, ma anche qualunque navigante casuale nell' oceano di internet sempre in tasca, o nel borsello, a tua disposizione) , oramai poteva
spiare impunemente nella privacy delle persone ( concetto questo, quello di privacy, o praivasi, che aveva oramai assunto un significato del tutto particolare, relativo e aleatorio) e sapere per filo e per segno tutti i loro cazzi e spesso sapendone anche di più dei medesimi interessati, come se il mondo stesso non fosse diventato altro che una enorme e globale rivista di gossip ( che
oramai non esistevano più da decenni essendo diventate totalmente
inutile. Mmm.. che forse gli smart phone almeno un effetto positivo
lo abbiano avuto? Beh, pensandoci bene direi di no) ?
E poi perchè? E da
quando, tutta quella gentilezza e quell' interessamento? E infatti
entrambe le cose erano false. E Gianna se ne accorse nel momento in
cui, pur titubante, tentò di rispondere alle domande postegli (
perchè comunque Gianna era una ragazza anche cortese e rispondere, anche quando non si vorrebbe, è cortesia) ricevendo per
tutta risposta uno sbuffo di noia, simile a quello di una vaporiera
in partenza ( probabilmente per le Americhe. Quale di preciso verrà deciso strada facendo. Se avete qualche preferenza: non ci interessa), da parte del direttore e un categorico e imperativo “
silenzio, adesso!!” ( ma se io non ho nemmeno ancora parlato, pensò Gianna) dall' assistente del direttore. “ In effetti non ce
ne frega nulla”: ammise il direttore. “ Ma sai com' è? Le
formalità ”: aggiunse l' assistente, che tutto sommato sembrava essere un assistente perlomeno decente.
Quando Gianna si fu
seduta, con gesto fulminio e plateale, il direttore si alzò invece
dal suo scranno, rischiando di inciampare tanto fu la platealità del
suo improvviso movimento. Gianna si preoccupò per un momento,
insieme all' assistente, che il direttore si facesse male. Ma ciò
per fortuna, o forse per sfiga, non avvenne. Dopo essersi ripreso
dallo spavento il direttore assunse una espressione solenne e
annunciò a Gianna che era stata convocata per un compito
supermegaultraimportantimissimissimo. Così disse. E gianna stette
brevemente a chiedersi se la parola
supermegaultraimportantimissimissimo esistesse nella lingua corrente.
Ma se il direttore usava questo termine evidentemente esso doveva
esistere. A meno di non pensare che egli fosse uno stupido. Cosa che
invero non avrebbe richiesto alcun grosso sforzo.
Il direttore
aspettò un cenno, un movimento, una parola da parte di Gianna che
però non arrivò. Evidentemente, pensò, non era stato abbastanza
incisivo nella sua teatralità. Avrebbe dovuto allenarsi meglio per
altre occasioni. Così continuò lui stesso in assenza di feedback da
parte di Gianna ( la parola feedback andava ancora terribilmente di
moda da circa i primi anni duemila. Feedback di qua, feedback di la,
si diceva ovunque in giro. Mi da un feedback ai quattro formaggi,
gentilmente? Era la frase che più spesso capitava di sentire per
strada. Non chiedetemi come fosse possibile).
“ Abbiamo scelto
te, per questo compito, oh gianna,( notare il perfetto e teatrale uso
del vocativo, segno che il direttore qualcosina, nonostante i suoi
palesi limiti, la stava anche imparando), per la tua dedizione alla
nostra causa comune, per il tuo inveterato odio verso i sammini, per
il tuo impegno costante nella community, per il tuo incessante
scaricare contenuti ( alcuni anche parecchio stupidi) , per la tua
bellezza, intelligenza e sensibilità; ma anche per avere estratto a
sorte da un cilindro il tuo nome. In realtà è questa la motivazione
principale, Gianna, non te ne avere a male, eh”.
Il direttore
apparve ora leggermente preoccupato, ma Gianna, inviando il suo primo
feedback della giornata, disse che non se la era avuta a male,
figurarsi.
“ Comunque andrai
benissimo per il compito che abbiamo scelto di affidarti, non
preoccuparti ”.
Col secondo
feedback della giornata, Gianna, che indubbiamente sapeva come e
quando gestire i suoi feedback, rispose che no, non si preoccupava e
anzi non vedeva l' ora di conoscere la sua importantissima (
supermegaultraimportantimissimissima, prego; la interruppe
velocemente l' assistente del direttore) missione.
Il direttore si
alzò nuovamente dallo scranno, sul quale si era prontamente riseduto
dopo avere rischiato di cadere, questa volta con grande prudenza e si
diresse verso il database centrale dove digitò qualcosa con la
tastiera rigorosamente touchscreen, perchè diciamoci la verità: chi
cazzo lo vuole uno schermo pulito e senza segni di dita e qualche
pelo al giorno d' oggi ?
Ne uscì una
fotografia che il direttore, consegnò al suo assistente, che in
quanto tale doveva pure fare qualcosa di utile a parte precisare e interrompere ( no? ), che la
consegnò a sua volta a Gianna. La quale guardò la foto.
Il direttore, dopo che Gianna ebbe risollevato lo sguardo dalla fotografia, e dopo essersi posto davanti a un telo nero accuratamente illuminato in modo tale che anche il suo viso assumesse una parvenza di oscurità e un che di misterico, annunciò, cercando di darsi un tono di voce profondo e ferale: “ il tuo compito, Gianna, sarà di uccidere la persona nella foto”.
Il direttore, dopo che Gianna ebbe risollevato lo sguardo dalla fotografia, e dopo essersi posto davanti a un telo nero accuratamente illuminato in modo tale che anche il suo viso assumesse una parvenza di oscurità e un che di misterico, annunciò, cercando di darsi un tono di voce profondo e ferale: “ il tuo compito, Gianna, sarà di uccidere la persona nella foto”.
Gianna restò come
spaesata per un attimo, sovrappensiero. Poi inviando il suo terzo e
ultimo, per il momento, feedback della giornata, sorrise al direttore
( che raramente aveva visto una donna sorridergli e che quindi
apparve anche egli spaesato per un attimo) e rispose: “ non c' è
problema. Me ne occuperò io”. Detto questo si alzò con superba
eleganza e lasciò la stanza. Mentre il direttore ancora appariva
spaesato dal bellissimo sorriso di donna che aveva Gianna quando
sorrideva.
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