La notte
trascorreva silenziosa e tutti dormivano beati giù in città ( e d'
altronde a quest' ora dormivano anche gli abitanti del bosco
incantato; chè si era fatta una certa..). Tutti, tranne il piccolo
Lucio che invano si girava e si rigirava nel suo lettino da bambino,
stringendo a sè l' orsetto James a cui mancava un occhio e mezzo
orecchio, e in nessun modo riusciva a sentire i suoi occhi pesanti e
a provare l' istinto irrefrenabili di chiuderli. Provava dapprima ad
adagiarsi su un lato, nella sua posizione preferita con le mani
giunte sotto la testa e le gambe piegate in avanti, ma non trovava
nessun conforto alla sua insonnia. Così cambiava lato ma, di nuovo,
nulla di nulla, nessun desiderio di abbandonarsi alla stanchezza,
nessun segno, nemmeno minimo, di sonno. Così si alzò dal letto, il
piccolo Lucio, di scatto e quasi senza pensarci. Si alzò per non
sapeva bene cosa, ma oramai lo aveva fatto. E adesso stava, col suo
bel pigiama della sua squadra favorita, in piedi in mezzo alla stanza,
al buio. Però sentì che non ebbe paura del buio. Sopra di essa, a coprirla
come un lenzuolo, si stendeva un pesante velo di preoccupazione e di
tristezza. Preoccupazione per le creature magiche e buone che
vivevano nel bosco; e tristezza perchè i suoi genitori non gli
credevano e non lo volevano ascoltare. Si rese conto così, come un
fulmine a ciel sereno, che era solo al mondo e nessuno avrebbe potuto aiutarlo.
Forse il suo peluche, l' orsetto James, avrebbe potuto ma il piccolo
Lucio pensava che non fosse il caso di importunare una persona che aveva già
dovuto rinunciare a un occhio e a mezzo orecchio ( non che ne avesse
molto bisogno, pensava il piccolo Lucio, dato che stava tutto il giorno
fermo e immobile sul letto a non fare nulla; però..). Comunque il
nostro bel bimbetto si sentiva triste e preoccupato e stava in piedi
nel bel mezzo della sua stanzetta a fissare il vuoto. In realtà si
rese conto quasi immediatamente di stare guardando fuori dalla
finestra. E si accorse anche, dopo due secondi, di avere aperto la
finestra senza nemmeno accorgersene. Poi, poco dopo, il piccolo Lucio
realizzò anche dove stava guardando. Guardava fuori dalla città,
verso la zona industriale e oltre, al di là dei pochi campi
coltivati che restavano, dopo il vasto prato che cingeva il
territorio comunale: erano degli alberi quelli che osservava; era
dove iniziava il grande bosco incantato. Poi chiuse gli occhi.
Quando era già
sulla sua bicicletta e stava superando le ultime abitazioni, diretto
fuori città, solo allora, il piccolo Lucio comprese veramente a
pieno quello che aveva fatto, ciò che stava facendo: era
praticamente scappato da casa. Anche se non sul serio, naturalmente,
pensava il piccolo Lucio, solo temporaneamente. Ma lo stesso, questo
lo sapeva bene il piccolo Lucio, se i suoi genitori se ne fossero
accorti.. e lì il piccolo Lucio preferiva smettere di immaginare,
perchè nessuno dei pensieri al riguardo risultava essere gradevole.
A quel punto il piccolo Lucio ebbe un pò di paura ( terrore,
diciamocela tutta) per le possibili conseguenze delle sue azioni e
pensò anche che, dato che il suo compleanno si stava avvicinando
velocemente, non avrebbe dovuto mettersi nei guai e fare adirare i
suoi genitori ( per un discorso di tattica strategica, diciamo).
Pensò di fermarsi e di tornare indietro, ma fu solo un attimo, un
istante fugace come una improvvisa folata di vento. Perchè a quel
puntò immaginò tutte le creature magiche, e il suo bosco tanto
caro, svanire per sempre per il fare posto a normalissime e ordinarie
abitazioni di persone ugualmente normalissime e ordinarie ( forse anche un pò
irritanti, azzardò il piccolo Lucio, che inconsapevolmente non ci era nemmeno andato troppo lontano). Così anzi accelerò e si alzò
sui pedali per spingere con maggiore energia, e si piegò in avanti
sul manubrio per assumere una posizione più aerodinamica ( il metodo
corretto glielo aveva mostrato un amichetto qualche pomeriggio prima
e Lucio aveva imparato al volo risultando in breve anche più veloce
di lui), puntando deciso e risoluto come non mai ( a parte quando
decideva di stanare qualche bontà accuratamente nascosta da sua
madre in qualche impervio angolo della cucina),col cuore in gola, alla volta del bosco incantato.
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