lunedì 27 gennaio 2014

il bosco incantato ( X)

La notte trascorreva silenziosa e tutti dormivano beati giù in città ( e d' altronde a quest' ora dormivano anche gli abitanti del bosco incantato; chè si era fatta una certa..). Tutti, tranne il piccolo Lucio che invano si girava e si rigirava nel suo lettino da bambino, stringendo a sè l' orsetto James a cui mancava un occhio e mezzo orecchio, e in nessun modo riusciva a sentire i suoi occhi pesanti e a provare l' istinto irrefrenabili di chiuderli. Provava dapprima ad adagiarsi su un lato, nella sua posizione preferita con le mani giunte sotto la testa e le gambe piegate in avanti, ma non trovava nessun conforto alla sua insonnia. Così cambiava lato ma, di nuovo, nulla di nulla, nessun desiderio di abbandonarsi alla stanchezza, nessun segno, nemmeno minimo, di sonno. Così si alzò dal letto, il piccolo Lucio, di scatto e quasi senza pensarci. Si alzò per non sapeva bene cosa, ma oramai lo aveva fatto. E adesso stava, col suo bel pigiama della sua squadra favorita, in piedi in mezzo alla stanza, al buio. Però sentì che non ebbe paura del buio. Sopra di essa, a coprirla come un lenzuolo, si stendeva un pesante velo di preoccupazione e di tristezza. Preoccupazione per le creature magiche e buone che vivevano nel bosco; e tristezza perchè i suoi genitori non gli credevano e non lo volevano ascoltare. Si rese conto così, come un fulmine a ciel sereno, che era solo al mondo e nessuno avrebbe potuto aiutarlo. Forse il suo peluche, l' orsetto James, avrebbe potuto ma il piccolo Lucio pensava che non fosse il caso di importunare una persona che aveva già dovuto rinunciare a un occhio e a mezzo orecchio ( non che ne avesse molto bisogno, pensava il piccolo Lucio, dato che stava tutto il giorno fermo e immobile sul letto a non fare nulla; però..). Comunque il nostro bel bimbetto si sentiva triste e preoccupato e stava in piedi nel bel mezzo della sua stanzetta a fissare il vuoto. In realtà si rese conto quasi immediatamente di stare guardando fuori dalla finestra. E si accorse anche, dopo due secondi, di avere aperto la finestra senza nemmeno accorgersene. Poi, poco dopo, il piccolo Lucio realizzò anche dove stava guardando. Guardava fuori dalla città, verso la zona industriale e oltre, al di là dei pochi campi coltivati che restavano, dopo il vasto prato che cingeva il territorio comunale: erano degli alberi quelli che osservava; era dove iniziava il grande bosco incantato. Poi chiuse gli occhi.
Quando era già sulla sua bicicletta e stava superando le ultime abitazioni, diretto fuori città, solo allora, il piccolo Lucio comprese veramente a pieno quello che aveva fatto, ciò che stava facendo: era praticamente scappato da casa. Anche se non sul serio, naturalmente, pensava il piccolo Lucio, solo temporaneamente. Ma lo stesso, questo lo sapeva bene il piccolo Lucio, se i suoi genitori se ne fossero accorti.. e lì il piccolo Lucio preferiva smettere di immaginare, perchè nessuno dei pensieri al riguardo risultava essere gradevole. A quel punto il piccolo Lucio ebbe un pò di paura ( terrore, diciamocela tutta) per le possibili conseguenze delle sue azioni e pensò anche che, dato che il suo compleanno si stava avvicinando velocemente, non avrebbe dovuto mettersi nei guai e fare adirare i suoi genitori ( per un discorso di tattica strategica, diciamo). Pensò di fermarsi e di tornare indietro, ma fu solo un attimo, un istante fugace come una improvvisa folata di vento. Perchè a quel puntò immaginò tutte le creature magiche, e il suo bosco tanto caro, svanire per sempre per il fare posto a normalissime e ordinarie abitazioni di persone ugualmente normalissime e ordinarie ( forse anche un pò irritanti, azzardò il piccolo Lucio, che inconsapevolmente non ci era nemmeno andato troppo lontano). Così anzi accelerò e si alzò sui pedali per spingere con maggiore energia, e si piegò in avanti sul manubrio per assumere una posizione più aerodinamica ( il metodo corretto glielo aveva mostrato un amichetto qualche pomeriggio prima e Lucio aveva imparato al volo risultando in breve anche più veloce di lui), puntando deciso e risoluto come non mai ( a parte quando decideva di stanare qualche bontà accuratamente nascosta da sua madre in qualche impervio angolo della cucina),col cuore in gola, alla volta del bosco incantato.

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