martedì 14 gennaio 2014

storia del bosco incantato ( IV)

La mamma cercava il piccolo Lucio dappertutto: nella sua stanza, nello sgabuzzino, in cantina e nel solaio, nel garage e in giardino. Ma niente: di Lucio non vi era più alcuna traccia ed erano già passate diverse ore da quando la mamma l' aveva visto, e sgridato, l' ultima volta. E già iniziava a farsi sera e la luce del giorno cominciava a sguagliarsi, come tempra su una tela bagnata, per rivelare dietro di sè la notte. Dove poteva essersi nascosto il piccolo Lucio? Si domandava la madre affranta e terrorizzata.
Intanto il piccolo Lucio aveva riaperto i suoi occhietti, dopo il breve sonnollino indotto dalla fatica del suo pianto disperato di paura, e si era trovato davanti il goblin Sgruntutur che gli sorrideva dolcemente ( o perlomeno questo è quello che voleva fare). I goblin sono oggettivamente, per gli standard di noi umani, creature orribili e spaventose ( anche se hanno un cuore enorme per gli standard di noi umani. Letteralmente enorme: il doppio o il triplo almeno) e perciò il nostro affezionato Sgruntutur temeva a ragione che il piccolo Lucio si sarebbe spaventato non poco a trovarselo davanti mentre tentava di assumere un aspetto rassicurante con così poco successo.
Il bimbetto invece, non appena si fu destato ed ebbe visto e riconosciuto la magica figura dinnanzi a lui, spalancò la bocca, e così la tenne per diversi secondi, in preda allo stupore e all' eccitazione più smisurata.
Il goblin, che notò chiaramente questa espressione inusuale, ma che, non essendo comunque umano, non la seppe ben riconoscere, pensò inizialmente di avere qualcosa che non andasse nella sua persona. Forse i capelli, forse i baffi, il cappuccio? O cos' altro? Si sistemò brevemente i vestiti e il ciuffo di capelli violacei. Poi il piccolo Lucio finalmente parlò: " uno gnomo..tu sei uno gnomo..".
Era davvero incredulo il bimbetto. Per un attimo gli sembrò di essere stato risucchiato all' interno della tv in uno di quei film che i suoi genitori e gli altri adulti sono soliti definire " di fantasia", ma che lui sperava con tutto il cuore dentro di sè, essere reali. E ora finalmente aveva scoperto essere così, ed era felice, perchè la vita gli sembrò una fiaba incantata; e lo avrebbe detto anche ai genitori che quei film erano reali e che i sogni esistevano davvero. E mentre pensava tutto ciò aveva un volto in estasi dalla contentezza.
Chi invece sembrava dubbioso e spiazzato era il goblin Sgruntutur, che si era appena sentito dare dello gnomo. Ma lui, palesemente, non era uno gnomo ne vi somigliava. Anzi: se ci fosse stato un contest, e lui sperava che prima o poi ci sarebbe stato, per eleggere il goblin più rappresentativo della razza dei goblin, ebbene lui avrebbe, non dico vinto, ma almeno sarebbe arrivato secondo. Terzo, nella peggiore delle ipotesi. Così gli venne voglia di farlo notare al bambino disattento, rimproverandolo un pò per essere stato leggermente superficiale, ma alla fine il volto estatico e sognante del piccolo Lucio gli fece dimenticare tutte le sue preoccupazioni da goblin orgoglioso di rappresentare tanto bene la sua razza, e gli sorrise di rimando annunciandogli anche che ora lo avrebbe riaccompagnato fino ai confini esterni del bosco, fuori da quell' intrigo di alberi e rami e foglie e siepi che nascondevano un mondo sconosciuto e meraviglioso, cosicchè sarebbe potuto tornare a casa.
Quando il piccolo Lucio arrivò davanti la porta di casa, con la sua bicicletta, il sole aveva lasciato definitivamente la scena alla sua amica luna che si era portata dietro tante compagne ballerine e luminose, le stelle. Il bambino ingenuo pensò che la mamma e il papà sarebbero stati molto arrabbiati perchè era scappato ed era stato fuori casa, chissà dove, così a lungo, senza avvisare nessuno, e facendoli stare tanto in pensiero. Così esitò un attimo prima di citofonare. Poi si fece forza e suonò. Quando la porta si spalancò, senza che nessuno avesse chiesto chi fosse, e si trovò davanti i genitori che lo guardavano fisso e immobili, il piccolo Lucio ebbe nuovamente paura di essere nei guai, e che sarebbe stato sgridato e che le avesse pure prese. Così si fece triste e chinò gli occhi abbassando la tenera testolina. All' improvviso si sentì letteralmente sollevare e prendere in braccio e si ritrovò tra le braccia affettuose e calorose dei suoi genitori, che lo carezzavano e lo baciavano, felici come non mai di non avere perso per sempre il loro bambino.






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