Ho fatto fuori tutta quella gente innocente e ignara per avere un attimo di celebrità, per andare in tv.
Lo scorso sabato, dalle ore diciannove, poi di nuovo alle venti e alle venti e trenta, tutti parlavano di me: per strada, in radio, su internet, nei giornali, in tv ovviamente. Ovunque.
Tutte le telecamere, e i microfoni, erano puntati su di me, e io ero felice: sorridevo e salutavo anche se non potevo farlo con ampi gesti delle mani in quanto queste erano ammanettate saldamente.
Mi mettevo comunque in posa per le foto dei giornali del giorno successivo e già pregustavo il dolce sapore della mia celebrità. Certo, ci sarebbero stati anche dei contro: probabilmente non avrei più potuto girare in pace per strada senza essere letteralmente assalito dall' affetto dei miei ammiratori ( o fans, come si dice in inglese. Ora che sarei divenuto famoso, dovevo per forza imparare un poco di inglese). Sarei stato anche ospite in qualche programma tv? Troppo presto per dirlo, ma con tutta quella attenzione mediatica ero sulla buona strada.
Sognavo la mia celebrità. Quella che per tutta la vita ho desiderato. Scappare dal mio bilocale in provincia, da una vita anonima senza emozioni e senza flash. Volevo la notorietà di quelle persone felici e senza preoccupazioni che vedevo ogni giorno in quella scatola, una vita invetrinata come fosse un gioiello. Essere ascoltato finalmente...essere visto..notato..considerato..schivato.
Ad un fotografo feci anche un autografo per i suoi bambini: mi sentivo bene.
Sorridevo e salutavo con energici cenni del capo, la folla che era lì radunata tutta per me.
Ora ero sulla scena e non volevo più scendere.
Delle persone erano morte, questo è vero. Ma io ero famoso e anche loro avevano avuto il loro attimo di celebrità quando hanno letto i loro nomi alla tv ( penso che forse dovrebbero ringraziarmi) . Avrei inviato la mia foto con autografo ai poveri parenti delle vittime uccise dal mio fucile semi- automatico. Sì, potevo rimediare a questi piccoli inconvenienti.
In isolamento sono solo.
Come prima.
Quanto è crudele lo show business: quando ammazzi sei il divo del secolo, ma dopo qualche giorno sei in isolamento e nessuno ti calcola più. Solo perchè c’ è un nuovo assassino. Magari uno più alto e più bello di me. Qui nessuno mi vede, nessuno mi parla e nessuno mi ascolta.
Come prima, tutto come prima.
Però adesso non ho nemmeno la mia tv.
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