Il sentimento che
Michele stava provando, egli lo sapeva bene, era sbagliatissimo. Anzi
– terrimo: era sbagliaterrimo ( che la suddetta parola esistesse o
meno non importava). Il giovane ragazzo lo capì immediatamente e per
due motivi. Il primo era ovvio: uno dei più fedeli adepti sammini
che aveva avuto tutti i modelli di Sammy, anche quelli che erano, per
ammissione degli stessi produttori, un aborto ( lui invece li trovava
tutti meravigliosi; perfino quelli che presentavano evidenti problemi di funzionamento come il fatto di inoltrare di propria sponte delle inopportune
chiamate scherzo nel cuore della notte ai vicini o di suonare all' impazzata
senza ragione mentre Michele si trovava al cesso alle prese con una
colossale numero due per poi smettere d' incanto quando lui usciva fuori dal bagno trafelato e tenendosi su i calzoni con una mano per non inciampare. Lui li trovava briosi e vivaci a tal
proposito), non poteva certo innamorarsi della pearina del mese. Non
quindi una qualunque utente, ma una bella tosta. Il secondo motivo,
che era anche più scontato del primo e lasciava ancora meno spazio a
dubbi, era dato dal fatto che Michele, speranzoso comunque nel
profondo del suo cuore in una possibilità di redenzione per la
giovane ragazza, aveva usato l' applicazione " calcola l'
affinità di coppia sulla base del tuo nome e del suo nome", e
aveva ottenuto un risultato piuttosto deludente: 11%. Maluccio. Come
confermò anche una schermata apposita. Così Michele, preso atto,
con estrema accettazione, dell' ineluttabile destino e della dura
sorte che gli Dei ( e i produttori del logaritmo con cui funzionava
tale applicazione) avevano riservato al suo cuore, sospirò come
sospirano, in quel modo soave e sublime, gli innamorati ( e cioè
come vere e proprie mammolette rammollite), e si rimise in tasca il
cellulare.
Nel frattempo
Gianna si era da poco svegliata e aveva acceso il computer, alla
ricerca di informazioni sulla sua vittima. Gianna era di fatto una
ragazza estremamente dedita e meticolosa ( non si diventa pearina del
mese così senza motivo, pensava ), e ci teneva a portare a termine
il lavoro che le era stato assegnato con tanta fiducia dai suoi
vertici superiori, di cui non voleva affatto tradire la fiducia. Dopo
diverse ore di navigazione, dove Gianna aveva iniziato a sentire pure
un leggero mal di mare ( ma forse la sensazione era dovuto a tutt'
altro, a un motivo che Gianna non avrebbe mai voluto nemmeno
considerare), la nostra bella e intelligente ragazza trovò tutte le
informazioni che le servivano sul Suo Michele. Su Michele, e basta,
voleva dire.
Dunque il giovane
viveva nella sua stessa città e aveva più o meno la sua età ( era
di qualche anno più grande a volere essere precisi). Era stato da
sempre un adepto Sammy, da prima dello scoppio della grande battaglia
finale, e già in tempi non sospetti si era impegnato per stabilire
una supremazia della sua marca preferita sulla concorrente. Ai tempi
del liceo, che non erano nemmeno così lontani tutto sommato, aveva
partecipato ad un' azione di sabotaggio nei confronti della Pear,
bloccando e dirottando due TIR che trasportavano ( così gli avevano
detto) componenti software e hardware fondamentali per il funzionamento degli
apparecchi Pear. E infatti nei mesi successivi gli ultimi modelli di
smart phone griffati Pear erano praticamente irriperibili in ogni
negozio o store. Come del resto lo erano anche quelli marchiati
Sammy. E questa era una strana coincidenza, che per un pò ( non
molto, per carità) provocò anche degli strani pensieri in Michele e
gli mise anche, per qualche breve tempo, una ingombrante pulce nell'
orecchio. Adesso Michele era stato da poco eletto capo- responsabile
della III squadra d' assalto e servizio clienti inbound ( diciamo che
il servizio clienti dedicato era stato, dopo lo scoppio delle
ostilità, in parte riconvertito in squadra d' assalto. Tuttavia il
servizio clienti, ci mancherebbe altro, ancora continuava a esistere
e funzionare. E michele era capo- responsabile sia dell' una, che
dell' altra cosa. Anche se a ben pensarci il suo stipendio risultava commisurato ad una sola di queste mansioni ). Dopo che ebbe avuto tutte le informazioni che le
servivano, compreso il locale sammino, ovviamente, che il ragazzo
frequentava più assiduamente, Gianna pensò di stampare una foto del
suo volto per imprimerselo meglio nella mente. Così fece dunque. Poi prese una puntina da disegno e con essa
affisse l' immagine del nemico a una parete e la guardò con odio e
rancore. Dopo qualche minuto si accorse di essere rimasta, come si
suol dire, in fissa su quella foto e su quel viso cupo e malinconico
e che il suo cuore di giovane ragazza ventenne batteva come si
conviene di battere a un cuore di giovane ragazza ventenne. Gianna
ebbe letteralmente il terrore di ciò e, dopo essersi scossa si
lanciò verso l' immagine che aveva attaccato alla parete, la staccò e
la strappò in mille pezzi. Poi col fiato ancora affannoso per l'
improvviso sfogo frenetico, si buttò sul letto con la coperta a
cuori e lì lasciò che la stanchezza facesse il suo lavoro
regalandole un bel sonno ristoratore. E questo fu ciò che
puntualmente avvenne, fortunatamente per la povera Gianna, che
proprio non capiva che Diavolo mai le stesse accadendo. Chiuse gli
occhi e piano piano, dolcemente, si addormentò. E sognò anche. Diversi sogni. Nel
primo sogno che fece c' era anche Michele; erano l' una tra le
braccia dell' altro: e si stavano baciando.
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