martedì 7 gennaio 2014

smart phones war


Michele uscì di casa alle otto spaccate col suo smart phone nella tasca dei pantaloni. Aveva alle orecchie degli auricolari che collegati al geniale dispositivo gli davano la possibilità di sentire la musica, pensate, dal proprio telefono cellulare ( o “ telefonino” in gergo), il che era di una comodità assurda. Michele era soddisfatto. Quella sera, erano infatti le otto di sera, le venti quindi, Michele doveva andare ad un appuntamento con degli amici per un aperitivo. Tutti loro avevano uno smart phone, ovviamente. Un loro amico che non aveva quel tipo di congegno invece non era stato invitato. Perchè? Per cattiveria? Non sia mai. I possessori di smart phone sono gente sociale, o “ social” come si dice oggi, connessa e interconnessa, aperta, dedita alla condivisione. Semplicemente il problema era che il loro amico, non avendo un telefono smart, non possedeva nemmeno l' applicazione “ what's up” e quindi non poteva essere aggiunto alle conversazioni su quest' ultima, dove, da quando avevano tutti uno smart phone, il gruppo organizzava le varie uscite. Bella fregatura, se ci pensate. Ma il problema era chiaramente suo non loro.
Ad ogni modo Michele stava camminando allegramente con la musica in cuffia e l' aria primaverile che gli pizzicava briosamente la pelle dandogli una piacevole sensazione di benessere come quando ci si è fatti la doccia con uno di quei docciaschiuma nella cui pubblicità si vedono due cavalli che corrono fieri e impettiti lungo un bagnasciuga che si estende a perdita d' occhio. Non capisco il nesso tra i cavalli che corrono e il docciaschiuma in questione. Insomma: vorrei ben sperare che l' associazione non sia tra l' odore del cavallo e quello del docciaschiuma. Sarebbe davvero sconveniente e controproducente. Io sinceramente non lo so, forse dovrei chiedere a qualcuno dei miei conoscenti se usa quel particolare tipo di docciaschiuma e se sappia qualcosa a tal proposito. E spero bene che lo sappia: perchè non potrei mai credere e accettare che una persona si lavi con un docciaschiuma sponsorizzato da due cavalli che corrono, senza nemmeno sapere quale sia l' associazione col suo prodotto di detersione favorito. Insomma: non posso e non voglio nemmeno pensare che la gente possa essere tanto superficiale.
Ad ogni modo Michele era ancora lì che camminava allegro con le cuffie, l' aria primaverile e tutto. Non conosceva il posto in cui si sarebbe dovuto recare e nemmeno la via. Ah cazzo. Bel problema, starete pensando. Michele vi sente, anche se ha le cuffie ( diciamo nell' intermezzo tra una canzone e l' altra), e se la ride. Dapprima sommessamente dentro di sé, poi sempre più forte e scanzonatamente fino quasi a scompisciarsi dalle risate, scivolare, cadere e morire. Per fortuna questo non successe, però. Michele tirò un sospiro di sollievo pensando allo scampato pericolo. Quasi lo ammazzavate con le vostre assurdità sul fatto che Michele, non conoscendo nè il posto nè la via dove si sarebbe dovuto recare, e non essendosi nemmeno preso la briga di reperire in precedenza tali informazioni, era spacciato e sicuramente si sarebbe perso e sarebbe stato rapito e poi seviziato e infine ucciso. Per fortuna questo non successe, però. Michele tirò un altro sospiro per il nuovo pericolo scampato. Stava diventando piuttosto in gamba a scampare pericoli. Ma Michele, da saggio possessore di smart phone quale era, sapeva che era meglio non tirare troppo la corda, che questa, altrimenti, prima o poi, tira che ti ritira.. si spezza. Inesorabilmente. E lui lo sapeva, perchè ne aveva una indelebile esperienza diretta: lo aveva sperimentato grazie alla simpaticissima applicazione per smart phone “ la corda che tira che ti ritira, prima o poi, a furia di insistere e di darci, si spezza. Inesorabilmente”. Applicazione fica, pensava. L' unica cosa che gli rimproverava era il nome forse un tantino lungo e non agilissimo nella ricerca sul motore apposito. Ma del resto non c' erano molte applicazioni sul marketplace virtuale ( ebbene sì ) su corde che a furia di tirarle si spezzavano. D' altra parte perchè tirare una corda fino a spezzarla? Suvvia. E poi lui, Michele, non aveva mai inventato nessuna applicazione, perciò non si permetteva di giudicare nemmeno con tutta la cautela di cui era capace.
Ad ogni modo Michele vi sente e se la ride. Ah ah ah. No, non è spacciato benchè non sappia via, nome del posto, strada e insomma non sappia un cazzo di niente risultando in questo frangente piuttosto ignorante. No, non si perderà mai per le vie infinite della città e quindi non verrà rapito e seviziato, ma anzi arriverà al locale puntuale e risparmiando anche circa 65 metri di strada. Come?



Vi chiedete come? Per quale sortilegio magico, per quale ancestrale stregoneria tutto ciò possa essere possibile? Michele, vuoi dirlo tu? No, Michele non si spreca nemmeno. Cazzo, è ovvio signori: mi stupisco della vostra ingenuità ( ma vi perdono. Non temete). Il fatto è che Michele ha uno smart phone. E questo smart phone è dotato di cosa, tra l' altro, se non di un fottuto cazzutissimo navigatore gps satellitare con le mappe aggiornate d' italia, europa, mondo e del grande tesoro del re dei pirati, nonché quella per ritrovare il Sacro Graal ( che comunque è sempre nell' ultimo posto dove lo cerchi e anzi, nove su dieci, ti accorgi di averlo sempre avuto in mano per tutto questo tempo)? Ecco perchè michele è così sicuro e confidente di sé. Ecco perchè svolta gli angoli delle strade deciso e si atteggia come se la città gli appartenesse. Cammina seguendo una striscia blu che si dipana come il filo di Arianna ( che è un po' l' antenato di tutti i navigatori satellitari gps) tra gli incroci e il reticolato di vie sullo schermo, pardòn, sul touchscreen del suo intelligentissimo smart phone che permette anche grazie alle sue innumerevoli applicazioni di non perdersi mai e quindi di evitare il rischio di cose orribili come smarrimenti, con tutto il corollario che tutti conosciamo di rapimenti e torture.
È felice Michele. Sicuro. Non stava pensando a nulla di particolare quando il suo smart phone lo avvisò che era quasi arrivato a destinazione. Alzò lo sguardo in cerca dei suoi amici. Faticò, dapprima, a distinguerli tra tutte le altre persone, tutte nella stessa posizione con gli occhi fissi sui rispettivi smart phone, ma alla fine li scorse, nel mezzo della folla radunata davanti al locale, chini anche loro sui rispettivi luminosi e mastodontici schermi, tutti affannati con l' indice a scorrere e ricorrere e percorrere tutti i possibili ed eventuali menù che gli si parassero davanti con una maestria in effetti fuori dal comune. Swish- swosh, fendevano l' aria sottile le loro ditine e una nuova finestra si apriva magicamente sotto il loro potere.
Michele era dall' altro lato della strada quando vide i suoi amici. Mandò un messaggio ad ognuno di loro ( tanto aveva la classica offerta quella con chiamate gratis, sms gratis e tot mega al giorno che in genere corrispondono ad un video di 5: 53 secondi al massimo e permettono di navigare in rete alla velocità di un bradipo mutilato, basta che però spendi tot al mese. Anche se non ne avresti il bisogno, non importa). Ognuno dei loro smart phone fece bip- bip per comunicare che aveva ricevuto un messaggio. Incuriositi gli amici di Michele, con gli agilissimi indici, aprirono la casella sms e lessero: Bella raga, sono arrivato. Ciao. Alzarono la testa, videro Michele dall' altra parte della strada che salutava con la mano in aria che stringeva lo smart phone, quasi come a volerlo sventolare come un vessillo, una bandiera, un simbolo di appartenenza. E in effetti a qualcosa, Michele e i suoi amici, appartenevano. Così come più o meno l' umanità intera apparteneva a qualcosa.
L' anno era il 2050 e in quegli anni, come avrete appreso dalle vostre tavole di pietra di storia, l' umanità si era oramai divisa in due fazioni, eterne nemiche e rivali giurate, impossibili da conciliare in alcun modo. Parlo forse di Cristiani e Musulmani? Ma no..magari fosse così facile. Allora parlo di fascisti e comunisti? Macchè, roba da libri di storia. Amanti dei cani contro amanti dei gatti? No, no..nemmeno. Ovviamente la divisione, incolmabile e inconciliabile, era tra chi possedeva uno smart phone della Sammy e chi ne possedeva uno della Pear. Cazzo, erano come il diavolo e l' acqua santa: non si potevano sopportare. Erano due categorie opposte, non c' era altro da fare. Due vasi non comunicanti. Nemmeno con le chiamate e gli sms gratis.
Michele e i suoi amici erano della fazione della Sammy, ed erano affiliati seri e metodici, mossi da un vero odio per i pearini ( così si chiamavano i possessori di un Pear). Ovviamente in quanto sammini ( così si chiamavano i possessori di un Sammy) frequentavano solo posti per sammini, bazzicati da veri sammini, ovvero da gente che avesse un Sammy da almeno un paio di versioni. E guai a fare i furbi: si rischiava il bann dalla comunità virtuale dei sammini, dove si facevano sempre cose divertentissime come taggare la gente, pokare la gente e altre cose simpatiche del genere. Poi si potevano scaricare direttamente dalla community virtuale ( pensate un po' ) tutti i contenuti più nuovi e figate assurde del genere che vi avrebbero permesso, nel concreto e nel reale, di fare.. un bel cazzo!!


Ad ogni modo Michele vide i suoi amici e gli amici videro Michele. Si salutarono da lontano ( anche con l' ausilio di buffe immagini e suoni divertenti inviati su “ what's up”, fino al punto di fare impallare l' applicazione stessa ), e ad un tratto Michele si decise a muoversi per raggiungerli sul marciapiede opposto. Fece in tempo a fare appena un passo e pensare a quale nuova applicazione scaricare dalla community di Sammy, quando l' esplosione lo scaraventò a terra diversi metri indietro rispetto a dove si trovava. Lo scoppio aveva devastato invece il locale dove si trovavano i suoi amici e ucciso tutti gli astanti ad esclusione di pochi sopravvissuti mezzi ustionati, mezzi sanguinanti e che gridavano aiuto al mondo aggiornando il loro stato su Facebook...direttamente dai loro smart phone!!! Ma che cosa figa, e comoda, e smart!!! Lo smart phone di Michele suonò, mentre ancora lui era a terra stordito, per la ricezione di un nuovo aggiornamento: un suo contatto da qualche social network che si trovava anch' egli al locale quella sera, e che era evidentemente sopravvissuto, aveva aggiornato la sua posizione su FourSquare: “ dilaniato, nei pressi di Old Pub; con Paolo, Luca e Tiziana ( deceduti)” mostrava il nuovo stato.
Michele mise un “ mi piace” al nuovo stato ( non perchè davvero gli piacesse, anzi. Ma semplicemente per un fatto di correttezza e per aumentare le probabilità di ricevere a sua volta, in un' altra occasione, un “ mi piace” su un suo qualche stato. Che sono cose indubbiamente belle e piacevoli), si rialzò a fatica e guardò l' incendio che si era sviluppato e i pochi sopravvissuti che giacevano martoriati a terra. Pensò di chiamare i soccorsi, ma avendo uno smart phone non aveva idea di come si facesse una chiamata o di come si usasse un telefono o che lo smart phone in origine fosse servito anche, una volta ad una persona per una svista, a fare chiamate vocali pure e semplici. Robetta del cazzo che si poteva fare con un qualunque comune e vetusto telefono cellulare. Quello che ci sarebbe voluto sarebbe stata una applicazione intelligente, e davvero smart, per allertare direttamente dal proprio telefonino i soccorsi in caso di urgenza con un semplice gesto del dito indice. Ma fino a quel momento, da quanto fosse dato di sapere, nessuno aveva mai pensato di inventare qualche applicazione minimamente utile per uno smart phone e commercializzarla.

Ad ogni modo non c' era bisogno di chiamare i soccorsi: quella era una fottuta guerra e lui sapeva perfettamente cosa era successo. E sapeva anche cosa avrebbe dovuto fare. Impostò l' indirizzo sul navigatore gps, fu filo d' Arianna, del suo smart phone e seguendo la striscia blu sullo schermo si diresse a destinazione. Risparmiando questa volta ben 112 metri sul percorso.

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