Michele uscì di
casa alle otto spaccate col suo smart phone nella tasca dei
pantaloni. Aveva alle orecchie degli auricolari che collegati al
geniale dispositivo gli davano la possibilità di sentire la musica,
pensate, dal proprio telefono cellulare ( o “ telefonino” in
gergo), il che era di una comodità assurda. Michele era soddisfatto.
Quella sera, erano infatti le otto di sera, le venti quindi, Michele
doveva andare ad un appuntamento con degli amici per un aperitivo.
Tutti loro avevano uno smart phone, ovviamente. Un loro amico che non
aveva quel tipo di congegno invece non era stato invitato. Perchè?
Per cattiveria? Non sia mai. I possessori di smart phone sono gente
sociale, o “ social” come si dice oggi, connessa e
interconnessa, aperta, dedita alla condivisione. Semplicemente il
problema era che il loro amico, non avendo un telefono smart, non
possedeva nemmeno l' applicazione “ what's up” e quindi non
poteva essere aggiunto alle conversazioni su quest' ultima, dove, da
quando avevano tutti uno smart phone, il gruppo organizzava le varie
uscite. Bella fregatura, se ci pensate. Ma il problema era
chiaramente suo non loro.
Ad ogni modo
Michele stava camminando allegramente con la musica in cuffia e l'
aria primaverile che gli pizzicava briosamente la pelle dandogli una
piacevole sensazione di benessere come quando ci si è fatti la
doccia con uno di quei docciaschiuma nella cui pubblicità si vedono
due cavalli che corrono fieri e impettiti lungo un bagnasciuga che si
estende a perdita d' occhio. Non capisco il nesso tra i cavalli che
corrono e il docciaschiuma in questione. Insomma: vorrei ben sperare
che l' associazione non sia tra l' odore del cavallo e
quello del docciaschiuma. Sarebbe davvero sconveniente e
controproducente. Io sinceramente non lo so, forse dovrei chiedere a
qualcuno dei miei conoscenti se usa quel particolare tipo di
docciaschiuma e se sappia qualcosa a tal proposito. E spero bene
che lo sappia: perchè non potrei mai credere e accettare che una
persona si lavi con un docciaschiuma sponsorizzato da due cavalli che
corrono, senza nemmeno sapere quale sia l' associazione col suo prodotto di detersione favorito. Insomma: non posso e non voglio
nemmeno pensare che la gente possa essere tanto superficiale.
Ad ogni modo
Michele era ancora lì che camminava allegro con le cuffie, l' aria
primaverile e tutto. Non conosceva il posto in cui si sarebbe dovuto
recare e nemmeno la via. Ah cazzo. Bel problema, starete pensando.
Michele vi sente, anche se ha le cuffie ( diciamo nell' intermezzo
tra una canzone e l' altra), e se la ride. Dapprima sommessamente
dentro di sé, poi sempre più forte e scanzonatamente fino quasi a
scompisciarsi dalle risate, scivolare, cadere e morire. Per fortuna
questo non successe, però. Michele tirò un sospiro di sollievo
pensando allo scampato pericolo. Quasi lo ammazzavate con le vostre
assurdità sul fatto che Michele, non conoscendo nè il posto nè la
via dove si sarebbe dovuto recare, e non essendosi nemmeno preso la
briga di reperire in precedenza tali informazioni, era spacciato e
sicuramente si sarebbe perso e sarebbe stato rapito e poi seviziato e
infine ucciso. Per fortuna questo non successe, però. Michele tirò
un altro sospiro per il nuovo pericolo scampato. Stava diventando
piuttosto in gamba a scampare pericoli. Ma Michele, da saggio
possessore di smart phone quale era, sapeva che era meglio non tirare
troppo la corda, che questa, altrimenti, prima o poi, tira che ti
ritira.. si spezza. Inesorabilmente. E lui lo sapeva, perchè ne
aveva una indelebile esperienza diretta: lo aveva sperimentato grazie
alla simpaticissima applicazione per smart phone “ la corda che
tira che ti ritira, prima o poi, a furia di insistere e di darci, si
spezza. Inesorabilmente”. Applicazione fica, pensava. L' unica cosa
che gli rimproverava era il nome forse un tantino lungo e non
agilissimo nella ricerca sul motore apposito. Ma del resto non c'
erano molte applicazioni sul marketplace virtuale ( ebbene sì ) su
corde che a furia di tirarle si spezzavano. D' altra parte perchè
tirare una corda fino a spezzarla? Suvvia. E poi lui, Michele, non
aveva mai inventato nessuna applicazione, perciò non si permetteva
di giudicare nemmeno con tutta la cautela di cui era capace.
Ad
ogni modo Michele vi sente e se la ride. Ah ah ah. No, non è
spacciato benchè non sappia via, nome del posto, strada e insomma
non sappia un cazzo di niente risultando in questo frangente
piuttosto ignorante. No, non si perderà mai per le vie infinite
della città e quindi non verrà rapito e seviziato, ma anzi arriverà
al locale puntuale e risparmiando anche circa 65 metri di strada.
Come?
Vi chiedete come?
Per quale sortilegio magico, per quale ancestrale stregoneria tutto
ciò possa essere possibile? Michele, vuoi dirlo tu? No, Michele non
si spreca nemmeno. Cazzo, è ovvio signori: mi stupisco della vostra
ingenuità ( ma vi perdono. Non temete). Il fatto è che Michele ha
uno smart phone. E questo smart phone è dotato di cosa, tra l'
altro, se non di un fottuto cazzutissimo navigatore gps satellitare
con le mappe aggiornate d' italia, europa, mondo e del grande tesoro
del re dei pirati, nonché quella per ritrovare il Sacro Graal ( che
comunque è sempre nell' ultimo posto dove lo cerchi e anzi, nove su
dieci, ti accorgi di averlo sempre avuto in mano per tutto questo
tempo)? Ecco perchè michele è così sicuro e confidente di sé.
Ecco perchè svolta gli angoli delle strade deciso e si atteggia come
se la città gli appartenesse. Cammina seguendo una striscia blu che
si dipana come il filo di Arianna ( che è un po' l' antenato di
tutti i navigatori satellitari gps) tra gli incroci e il reticolato
di vie sullo schermo, pardòn, sul touchscreen del suo
intelligentissimo smart phone che permette anche grazie alle sue
innumerevoli applicazioni di non perdersi mai e quindi di evitare il
rischio di cose orribili come smarrimenti, con tutto il corollario
che tutti conosciamo di rapimenti e torture.
È felice Michele.
Sicuro. Non stava pensando a nulla di particolare quando il suo smart
phone lo avvisò che era quasi arrivato a destinazione. Alzò lo
sguardo in cerca dei suoi amici. Faticò, dapprima, a distinguerli
tra tutte le altre persone, tutte nella stessa posizione con gli
occhi fissi sui rispettivi smart phone, ma alla fine li scorse, nel
mezzo della folla radunata davanti al locale, chini anche loro sui
rispettivi luminosi e mastodontici schermi, tutti affannati con l'
indice a scorrere e ricorrere e percorrere tutti i possibili ed
eventuali menù che gli si parassero davanti con una maestria in
effetti fuori dal comune. Swish- swosh, fendevano l' aria sottile le
loro ditine e una nuova finestra si apriva magicamente sotto il loro
potere.
Michele era dall'
altro lato della strada quando vide i suoi amici. Mandò un messaggio
ad ognuno di loro ( tanto aveva la classica offerta quella con
chiamate gratis, sms gratis e tot mega al giorno che in genere
corrispondono ad un video di 5: 53 secondi al massimo e permettono di
navigare in rete alla velocità di un bradipo mutilato, basta che
però spendi tot al mese. Anche se non ne avresti il bisogno, non
importa). Ognuno dei loro smart phone fece bip- bip per comunicare
che aveva ricevuto un messaggio. Incuriositi gli amici di Michele,
con gli agilissimi indici, aprirono la casella sms e lessero: Bella
raga, sono arrivato. Ciao. Alzarono la testa, videro Michele dall'
altra parte della strada che salutava con la mano in aria che
stringeva lo smart phone, quasi come a volerlo sventolare come un
vessillo, una bandiera, un simbolo di appartenenza. E in effetti a
qualcosa, Michele e i suoi amici, appartenevano. Così come più o
meno l' umanità intera apparteneva a qualcosa.
L' anno era il 2050
e in quegli anni, come avrete appreso dalle vostre tavole di pietra
di storia, l' umanità si era oramai divisa in due fazioni,
eterne nemiche e rivali giurate, impossibili da conciliare in alcun
modo. Parlo forse di Cristiani e Musulmani? Ma no..magari fosse così
facile. Allora parlo di fascisti e comunisti? Macchè, roba da libri
di storia. Amanti dei cani contro amanti dei gatti? No, no..nemmeno.
Ovviamente la divisione, incolmabile e inconciliabile, era tra chi
possedeva uno smart phone della Sammy e chi ne possedeva uno della
Pear. Cazzo, erano come il diavolo e l' acqua santa: non si potevano
sopportare. Erano due categorie opposte, non c' era altro da fare.
Due vasi non comunicanti. Nemmeno con le chiamate e gli sms gratis.
Michele e i suoi
amici erano della fazione della Sammy, ed erano affiliati seri e
metodici, mossi da un vero odio per i pearini ( così si chiamavano i
possessori di un Pear). Ovviamente in quanto sammini ( così si
chiamavano i possessori di un Sammy) frequentavano solo posti per
sammini, bazzicati da veri sammini, ovvero da gente che avesse un
Sammy da almeno un paio di versioni. E guai a fare i furbi: si
rischiava il bann dalla comunità virtuale dei sammini, dove si
facevano sempre cose divertentissime come taggare la gente, pokare la
gente e altre cose simpatiche del genere. Poi si potevano scaricare
direttamente dalla community virtuale ( pensate un po' ) tutti i
contenuti più nuovi e figate assurde del genere che vi avrebbero
permesso, nel concreto e nel reale, di fare.. un bel cazzo!!
Ad ogni modo
Michele vide i suoi amici e gli amici videro Michele. Si salutarono
da lontano ( anche con l' ausilio di buffe immagini e suoni
divertenti inviati su “ what's up”, fino al punto di fare
impallare l' applicazione stessa ), e ad un tratto Michele si decise
a muoversi per raggiungerli sul marciapiede opposto. Fece in tempo a
fare appena un passo e pensare a quale nuova applicazione scaricare
dalla community di Sammy, quando l' esplosione lo scaraventò a terra
diversi metri indietro rispetto a dove si trovava. Lo scoppio aveva
devastato invece il locale dove si trovavano i suoi amici e ucciso
tutti gli astanti ad esclusione di pochi sopravvissuti mezzi
ustionati, mezzi sanguinanti e che gridavano aiuto al mondo
aggiornando il loro stato su Facebook...direttamente dai loro smart
phone!!! Ma che cosa figa, e comoda, e smart!!! Lo smart phone di
Michele suonò, mentre ancora lui era a terra stordito, per la
ricezione di un nuovo aggiornamento: un suo contatto da qualche
social network che si trovava anch' egli al locale quella sera, e che
era evidentemente sopravvissuto, aveva aggiornato la sua posizione su
FourSquare: “ dilaniato, nei pressi di Old Pub; con Paolo,
Luca e Tiziana ( deceduti)” mostrava il nuovo stato.
Michele mise un “
mi piace” al nuovo stato ( non perchè davvero gli piacesse, anzi.
Ma semplicemente per un fatto di correttezza e per aumentare le
probabilità di ricevere a sua volta, in un' altra occasione, un “
mi piace” su un suo qualche stato. Che sono cose indubbiamente
belle e piacevoli), si rialzò a fatica e guardò l' incendio che si
era sviluppato e i pochi sopravvissuti che giacevano martoriati a
terra. Pensò di chiamare i soccorsi, ma avendo uno smart phone non
aveva idea di come si facesse una chiamata o di come si usasse un
telefono o che lo smart phone in origine fosse servito anche, una
volta ad una persona per una svista, a fare chiamate vocali pure e
semplici. Robetta del cazzo che si poteva fare con un qualunque
comune e vetusto telefono cellulare. Quello che ci sarebbe voluto
sarebbe stata una applicazione intelligente, e davvero smart, per
allertare direttamente dal proprio telefonino i soccorsi in caso di
urgenza con un semplice gesto del dito indice. Ma fino a quel
momento, da quanto fosse dato di sapere, nessuno aveva mai pensato di
inventare qualche applicazione minimamente utile per uno smart phone
e commercializzarla.
Ad ogni modo non c'
era bisogno di chiamare i soccorsi: quella era una fottuta guerra e
lui sapeva perfettamente cosa era successo. E sapeva anche cosa
avrebbe dovuto fare. Impostò l' indirizzo sul navigatore gps, fu
filo d' Arianna, del suo smart phone e seguendo la striscia blu sullo
schermo si diresse a destinazione. Risparmiando questa volta ben 112
metri sul percorso.
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